Prima che sia scoccata l’una di sabato notte, e dunque relativamente presto rispetto alle consuetudini sanremesi, arrivano in sala stampa i primi cinque classificati (vincitori delle rispettive categorie, vedi News) della 55ma edizione del Festival di Sanremo.
La parola va subito al trionfatore assoluto, Francesco Renga: “Non avevo preventivato la vittoria, ma questo è il brano migliore che io abbia mai portato a Sanremo e credo che sia stata la canzone a vincere, un felice connubio tra la mia anima pop melodica e il rock da cui provengo. Sono contento che la vocalità sia tornata in primo piano, anche in gruppi come Le Vibrazioni. Sono naturalmente felicissimo della vittoria e ne sarà felicissimo mio padre. Sono anche in ottima compagnia, qui sul palco dei vincitori”
Toto Cutugno ripete i concetti già espressi sul palco dell’Ariston: “Mancavo da sette anni dalla scena e come ho detto devo questo successo ad Annalisa Minetti: da solo non ce l’avrei fatta. I duetti? All’estero sono una consuetudine, sarebbe bello lo fosse anche in Italia. Ma devo aggiungere che trovo vergognoso fare esibire i giovani, che sono i nostri eredi, dopo la mezzanotte”. Sulla formula a gironi inventata da Bonolis interviene Stefano Di Battista: “E’ un’idea geniale, perché proclama cinque vincitori. Sui duetti sono un poco più dubbioso: è impegnativo allestirli, se lo devi fare all’interno di una gara in cui si rischia di essere eliminati”. “Tutti noi avevamo messo in preventivo un’eliminazione”, aggiunge Renga, “ma alla fine la formula di questo Festival ha funzionato, comprese le scommesse che non saranno magari eleganti ma sono state efficaci. Qualche mio amico è stato eliminato, ma nessuno ne ha fatto un dramma”. La debuttante Laura Bono paragona questo Sanremo ad un reality show: “Ma”, aggiunge, “è questo che ha attirato il grande pubblico e alla fine la musica è rimasta la cosa più importante”.
Antonella Ruggiero definisce il Sanremo di Bonolis il migliore a cui abbia mai partecipato: “Nessun pettegolezzo e chiacchiera inutile. Al contrario hanno trionfato pacatezza, maturità e collaborazione”. Fioccano le domande sull’impatto emotivo scatenato, anche a Sanremo, dalle immagini che in diretta da Ciampino documentavano il rientro in Italia della salma di Nicola Calipari, il funzionario dei servizi di intelligence ucciso in Iraq. Nicky Nicolai, Annalisa Minetti, Laura Bono, i Negramaro (vincitori a pari merito del premio dei giornalisti radio e Tv) e gli altri sono concordi nel riferire di sentimenti ambigui e contrastanti. Toto Cutugno ricorda la morte di Claudio Villa nell’87 come un altro momento di grande commozione e tristezza al Festival. “Cantare la mia canzone in quel momento, per me, ha voluto dire potergli attribuire il suo significato più genuino”, riflette Renga, dedicando la vittoria alla compagna Ambra Angiolini e alla figlia Jolanda. “Ho portato anche il mio maestro di canto sul palco”, aggiunge, “perché ho voluto vivere questo Festival come una cosa di famiglia. Forse è per questo che ho vinto”.