NEWS   |   Italia / 05/12/2005

Marco Fabi: ‘Prima la musica e poi le parole’

Marco Fabi: ‘Prima la musica e poi le parole’
Lo scorso ottobre è stato pubblicato dalla Edel l’album d’esordio di Marco Fabi, artista romano con alle spalle anni di gavetta nei più importanti live club di Roma.
Nipote di Renzo Arbore e cugino di Niccolò Fabi, Marco ha mosso da solo i primi passi nel mondo della musica: “Ci ho messo un po’ di tempo a debuttare come artista”, ha spiegato il cantante a Rockol, “Ci sono state delle opportunità in passato, ma non avevo ancora ben capito se ero pronto per quel passo e che tipo di musica proporre al pubblico”.
Il disco si intitola “La scelta” e contiene dodici canzoni tra cui “La collina al vetro”, scritto in collaborazione con Simone Cristicchi: “Con Simone e Pier Cortese ho trascorso dei momenti bellissimi, quando ancora utilizzavo lo pseudonimo ‘The Lull’, e proponevo i miei pezzi in inglese. É nata tra noi una forte amicizia, e spesso c’è capitato di esibirci nei locali tutti e tre insieme: si cantava a turno qualche brano del proprio repertorio, mentre gli altri due accompagnavano i pezzi con chitarre e cori. Sono stato molto contento”, ha aggiunto l’artista, “che Simone abbia scritto una parte del testo di ‘La collina di vetro’, perchè a mio parere ha fatto un ottimo lavoro”.
Alcuni dei brani presenti in “La scelta”, sono inizialmente nati per essere cantati in inglese, come ad esempio l’ultima traccia dell’album, dal titolo “Another man’s word”: “Questo è un pezzo nato in inglese e rimasto tale. Quando scrivo un pezzo, non penso molto al testo ma punto molto sulla melodia, sul sound. Capita che a volte, ad una particolare sonorità, mi venga più spontaneo cantarci sopra in inglese invece che in italiano. Credo molto nella lingua anglosassone”, ha spiegato Fabi, “perchè si adatta maggiormente alla metrica ed è una buona proposta per il mercato estero. Da molto tempo sognavo però di realizzare un disco in italiano, e finalmente ci sono riuscito: ho creato un prodotto che tra quindici anni, guardandomi alle spalle, non mi pentirò di aver fatto”.
Brani come “Chiedimi” e “Intervallo di calma”, fanno subito capire che Marco non ha l’obiettivo di diventare “il nuovo cantautore italiano”, e nemmeno quello di seguire la “scuola romana”, se così si può definire, di Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Max Gazzé e tanti altri: “Non punto molto sui testi, perciò non aderisco al prototipo del cantautore. Non sarò mai come De Gregori e Guccini, grandi della musica italiana che hanno la capacità di raccontare tutto con le loro frasi. Io sono forse meno attento ai testi, per questo ho al mio fianco ottimi collaboratori che mi aiutano a tradurre in parole ciò che io esprimo in musica. Mi ha influenzato molto il modo originale di scrivere musica che aveva Lucio Battisti”, ha aggiunto Fabi, “Insieme ai Beatles, Lucio è stato per me una scoperta elettrizzante: mi sono reso conto che tutto ciò che cercavo nei cantanti del momento era racchiuso in loro”.
L’artista sarà impegnato nei prossimi mesi in un mini tour promozionale che lo vedrà esibirsi alle Fnac di Torino, Verona e Milano, e alla Casa 139 (sempre a Milano) il prossimo sabato 14 gennaio.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito Internet www.marcofabi.com.
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