"E' pubblico che ama questa musica, che non crede in dance e techno", spiega Little Tony. "Genitori e figli, chi legato a vecchi successi, senza nostalgia, e chi ha scoperto in casa rock and roll, country, melodia... Ma non è serie B. E' musica per la gente, tanta gente, fuori dall'industria. C'è stata una spaccatura, nell'industria, con Lucio Battisti, da lì è cambiato tutto: gli interpreti senza nuovi autori sono rimasti fuori dalla ''fabbrica'', soltanto con il contatto diretto con il pubblico... Io ho avuto l'onore di incidere note di quel grande che è Pino Donaggio. Ma l'industria è cambiata. Investiva, e giustamente, sui cantautori, così legati ai tempi, ai linguaggi nuovi, ai bisogni di un pubblico nuovo. Ma non ha pensato a fornire quel loro supporto agli interpreti".
Rock and roll e vecchi pezzi, strade di paese bloccate dalle auto per andare a sentire Little Tony. Bella rivincita, no?
"Perché rivincita? Realtà quotidiana. La gente dimostra che un repertorio così variegato, da Haley al country al melodico può essere uniforme".