Caso payola, anche la Warner americana recita il mea culpa

Dopo Sony BMG anche Warner Music chiude il nuovo caso di corruzione radiofonica (in gergo, “payola”) sollevato l’estate scorsa dal procuratore generale dello stato di New York Elliot Spitzer (vedi News), accettando il patteggiamento extragiudiziale.

La casa discografica ha promesso di rinunciare a “incoraggiare” le radio a trasmettere i suoi dischi con incentivi economici o di altra natura e di rendere trasparenti d’ora in poi i suoi rapporti con le emittenti; inoltre si è impegnata a destinare 5 milioni di dollari all’organizzazione Rockefeller Philanthropy Advisors, che sovvenziona istituti newyorkesi dediti a programmi di educazione musicale. “Warner è il secondo operatore importante dell’industria musicale che riconosce la scorrettezza di queste pratiche. Applaudo alla sua decisione di porvi fine e di cooperare con il mio ufficio”, ha commentato Spitzer. “Purtroppo, però, ci sono altre società che continuano a impiegarle” ha aggiunto, facendo prevedere ulteriori sviluppi delle indagini.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.