Les Votives: “Puntiamo a conquistare l’estero”

L’intervista alla rock band uscita da X Factor, che pubblica la cover di “You make me feel”.

«Ora si inizia a fare sul serio», sorridono i Les Votives. Il trio composto da Riccardo Lardinelli (voce e chitarra), Tommaso Venturi (basso) e Angelo Maria Randazzo (batteria), 23, 19 e 25 anni, milanesi, è la vera rivelazione dell’ultima edizione di “X Factor”. Arrivati da outsider, i Les Votives hanno portato sul palco del talent show di Sky del sano rock’n’roll, conquistando il pubblico con cover come quelle di “Are you gonna be my girl” dei Jet, “Sign of the times” di Harry Styles, “You know I’m no good” di Amy Winehouse e “You make me feel (Mighty real)”, che ora hanno pubblicato come nuovo singolo dopo il loro inedito “Monster”. Secondi classificati dietro alla vincitrice Mimì, i tre musicisti si preparano ora a tornare nel loro habitat naturale: il palco. Entrati nel roster di Live Nation, tra i colossi della musica dal vivo mondiale, i Les Votives daranno il via il 6 marzo dalla Santeria Toscana di Milano al tour nei club che andrà avanti fino a metà aprile.

Cosa è cambiato rispetto a prima?
«Ora siamo più strutturati. Prima eravamo più punk: suonavamo ovunque capitasse. Anche per strada: ci autoproducevamo i dischi con i soldi che ci lasciavano i passanti. Ma non è un traguardo, questo: è un punto di partenza».

Che ambizioni avete?
«La nostra agenzia lavora moltissimo anche all’estero, quindi l’ambizione è quella. Del resto i nostri riferimenti musicali sono internazionali: Radiohead, Strokes, Fontaines D.C.. Non ci poniamo limiti. Stiamo programmando concerti fuori dall’Italia per quest’estate: puntiamo ai grandi festival. Vedremo».

È vero che non eravate troppo convinti dell’idea di partecipare a X Factor?
«Sì. Semplicemente perché non l’avevamo mai preso in considerazione. Avevamo paure che però poi sono svanite, una volta dentro il programma: ci hanno dato carta bianca. E Achille Lauro è stato il mentore perfetto: ci ha assecondati e valorizzati».

È possibile fare rock a X Factor senza snaturarsi?
«Certo. Il segreto è andare dritti per la propria strada, avere una propria identità e difenderla, senza aver paura di dire la propria».

I Maneskin hanno aperto un portale?
«Sicuro. Il mercato è cambiato grazie a loro. Una rock band giovane, italiana, che arriva a conquistare palchi importanti in tutto il mondo: prima sembrava impensabile».

Perché uscire con una cover e non con un inedito?
«Perché ci piaceva e funzionava. Abbiamo rivisitato “You make me feel (Mighty real)” nel nostro stile: è chic rock».

Come nasce questa definizione?
«Una paraculata. Eravamo di ritorno da una serata. La gente continuava a chiederci: “Ma che genere fate?”. E noi ce ne siamo usciti così: “Chic rock”. Ci rappresenta. Non incarniamo esattamente i cliché del maschio alfa, quell’ideale sbagliato che solitamente c’è dietro al rock. Siamo Anni ’70, una sorta di Piccolo Principe rockettaro».

L’album quando arriverà?
«Stiamo lavorando insieme ad Antonio Filippelli (già al fianco di Levante, Santi Francesi e Ghemon, e direttore musicale di X Factor, ndr) a un Ep, ma non sappiamo ancora quando uscirà. Conterrà brani inediti. Molti li suoneremo sicuramente già sui palchi dei concerti nei club».

Vuoi leggere di più su Les Votives?

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996