NEWS   |   Industria / 11/11/2005

Elio, i download e i Cd brulé: 'Abbiamo capito che Internet non è il diavolo'

Elio, i download e i Cd brulé: 'Abbiamo capito che Internet non è il diavolo'
Cinquecento giorni di “Cd brulé”, di archivi musicali spalancati sul Web, di idee pionieristiche – non solo per l’Italia – sul come prendere il mostro Internet per la coda (vedi News) non sono bastati a Elio e le Storie Tese per diventare ricchi (parola loro). “Però”, ci spiega al telefono Faso, co-portavoce del gruppo, “ci hanno confermato che la Rete non è un nemico, se la si maneggia nel modo giusto. Il download non è un campo minato. O meglio, forse lo è solo per chi le mine se l’è messe da solo”.
Anche Elio è d’accordo: “A che sarebbe servito tenere chiuse a chiave le canzoni? Tanto la gente avrebbe comunque trovato il modo di rubarle. Così almeno possiamo esercitare un controllo di qualità, garantire che sul Web circoli materiale ben eseguito e ben registrato. La mia impressione è che Internet terrorizzi soprattutto chi ha scarsità di pezzi buoni in catalogo. La musica sul sito e i Cd brulé, a noi, servono anche per farci conoscere in giro. Altrimenti ci tocca davvero andare a suonare dappertutto…Lo facciamo da 25 anni e anche se per adesso non abbiamo intenzione di rallentare non potremo mica tenere questi ritmi all’infinito”. A Eelst, gruppo live per antonomasia che sul palco ha sempre dato il meglio di sé e che il primo contratto discografico se l’è guadagnato proprio grazie alla reputazione conquistata in giro per i club (caso più unico che raro, in Italia) il cd “instant” è un concetto che calza come un guanto: di qui, anche, la scelta di condensare periodicamente il meglio in un cofanetto di 3 cd, distribuito nei negozi e on-line ad uso e consumo di chi cerca un compendio o una fotografia panoramica sul tour appena concluso (l’edizione 2005, “Il meglio di Grazie per la splendida serata”, è disponibile da qualche giorno: vedi News). Chi si è sobbarcato onori e oneri della selezione? “Cesareo, il nostro chitarrista, è stato il più volenteroso, eroico nel riascoltarsi centinaia di ore di registrazioni degli stessi pezzi, una vera tortura”, racconta il frontman. “Ma poi anche gli altri hanno dato una mano: Faso, il nostro tastierista aggiunto Jantoman detto ‘Uomo’ e tecnici come Rodolfo ‘Foffo’ Bianchi. Siccome volevamo risparmiare al pubblico la fregatura di comprare sempre la stessa cosa abbiamo evitato accuratamente le ripetizioni col cofanetto dell’anno scorso, sicché siamo stati costretti a recuperare pezzi di repertorio che noi stessi avevamo ingiustamente dimenticato (altri sono stati dimenticati giustamente, invece, ma questo è un altro discorso). Mi viene in mente ‘Piattaforma’, un pezzo del primo disco che non suonavamo, credo, da almeno 15 anni; o certe canzoni di ‘Cicciput’ che dal vivo abbiamo proposto molto raramente. Noi ci vantiamo sempre di fare album senza riempitivi, questa è una buona occasione di dimostrarlo”.
C’è stato anche l’esperimento del Dvd, realizzato in luglio a Villa Arconati e smerciato in circa 500 copie. “E’ andata bene, anche se la qualità del prodotto è ovviamente migliorabile. Il problema è che i costi restano proibitivi, e se non ci arriva in soccorso uno sponsor…Però intanto abbiamo dimostrato che si può fare”. E la musica sui telefonini, le suonerie e i videoblog? Eelst immanenti come Eros e Robbie Williams? “Non credo che correremo questo rischio, non siamo così popolari. E poi c’è sempre la tentazione di esplorare tutte le forme di espressione artistica che diventano disponibili. Gli artisti lo fanno da sempre, è come quando è stato inventato il disco o il cinema è passato dal muto al sonoro”. E ora, sul sito ufficiale della band, si apre anche un’area community a disposizione dei fan (in tempi addietro lo si sarebbe potuto chiamare uno “spazio autogestito”): “E’ un’altra idea del nostro manager, Marco Conforti, che ci ha spronato a intraprendere tutte queste nuove strade” racconta Faso. “Sarà un modo in più per entrare in contatto con noi e con il magico mondo di Elio e le Storie Tese…. Alcuni dei nostri fan si erano già creati per conto loro dei siti così completi e aggiornati che noi stessi li abbiamo consultati per ricostruire la nostra discografia… Ora vogliamo mettergli a disposizione un’arena, uno spazio virtuale utilizzabile per comunicare non solo con noi ma anche tra di loro, esprimere apprezzamento ma anche critiche sul nostro operato”. C’è anche, al mondo, chi ai fan permette di seguire i lavori in corso attraverso Webcam piazzate nello studio di registrazione, e di far sapere al gruppo che ne pensa: gli Einsturzende Neubauten di Blixa Bargeld, per esempio (vedi News)… “A me questa idea di lasciarmi spiare dal buco della serratura piace poco”, ribatte il bassista. “Non mi va che tutto quel che facciamo diventi pubblico. Una cosa che mi frulla in testa da qualche tempo, invece, è quella di rendere disponibili in rete dei mix ‘minus one’ dei nostri pezzi. Tra i nostri fan ci sono molti musicisti a cui piacerebbe suonare con noi dalla camera di casa loro: ma per ora, ripeto,è solo un’idea”. Cambierà la vita, con Internet, per i musicisti? “Mah, sicuramente alcune cose sono già cambiate. Con la disponibilità degli mp3 sembra già di essere tornati ai vecchi tempi dei 45 giri, quelli che le mamme ci compravano quando eravamo piccoli. Magari dovremo abituarci, noi che restiamo un gruppo da album: quando si tratta di scegliere un singolo becchiamo sempre quello sbagliato”.
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