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NEWS   |   Industria / 07/11/2005

Classifiche, tra Nielsen e M&D PMI sceglie tutte e due

Classifiche, tra Nielsen e M&D PMI sceglie tutte e due
Un colpo al cerchio e uno alla botte: la neonata associazione PMI (Produttori Musicali Indipendenti) comunica, tramite l’ufficio stampa Parole & Dintorni, di aver raggiunto un duplice accordo con l’agenzia di ricerche AC Nielsen e con il mensile Musica e Dischi per la fornitura ai propri associati delle classifiche settimanali dei dischi più venduti.
L’esistenza di due chart considerate parimenti “ufficiali” è, da 10 anni, una tipica anomalia del mercato discografico italiano (vedi News). Quella di M&D/CMA (Charts Marketing Agency), basata sulla raccolta di informazioni attraverso interviste telefoniche ai rivenditori integrate dai dati forniti direttamente da catene specializzate e operatori della grande distribuzione, resta sostanzialmente fedele ad una metodologia inaugurata nel 1959 per conto del settimanale specializzato americano Billboard e dal gennaio del 1963 utilizzata anche ad uso del mercato interno (per lungo tempo senza alternative affidabili); quella elaborata da Nielsen, fondata sul sistema di rilevazione elettronico delle vendite, esiste invece dal 1995 per volontà della FIMI, l’organizzazione creata dalle major, che da allora l’ha commissionata e finanziata.
Come tutte le classifiche di questo mondo, entrambe sono periodicamente soggette a critiche: la prima perché fa affidamento su un metodo “empirico” che secondo alcuni non offrirebbe sufficienti garanzie di scientificità; la seconda perché anche il criterio di misurazione elettronica basato sulla lettura dei codici a barre impressi sulla confezione del prodotto non impedisce distorsioni della realtà, dovute principalmente alla metodologia di costruzione del campione e alla selezione dei punti vendita inclusi nel sondaggio (se ne sono sempre lamentate soprattutto le etichette indipendenti e quelle che pubblicano singoli e mix, più propense ad utilizzare le chart compilate da Musica e Dischi). Ora la PMI, le cui aziende sono ex associate FIMI ma di natura indipendente, decide strategicamente - o democristianamente, secondo i punti di vista - per la via di mezzo, a prezzo magari di maggiori sacrifici economici. “In un momento di continua evoluzione del mercato – spiega il presidente Mario Limongelli - la scelta di fornire entrambe le classifiche di vendita da un lato soddisfa l’esigenza dei nostri associati di avere una più ampia consultazione e dall’altro fa sì che PMI rimanga neutrale ed equidistante dai criteri di rilevazione finora adottati”.