La ‘pop-politik’ di Burt Bacharach: ‘Il mondo ha sempre bisogno d’amore’

La ‘pop-politik’ di Burt Bacharach: ‘Il mondo ha sempre bisogno d’amore’
Si fa aspettare per quasi un’ora. Poi si presenta nella sala conferenze dell’hotel milanese dove deve incontrare la stampa, in tuta da ginnastica e asciugamano sulla spalla, come se fosse appena uscito dalla palestra, o sceso da un ring. D’altra parte è un divo: è Burt Bacharach, il campione mondiale del pop, l’autore di alcune tra le più note pagine della canzone popolare degli ultimi decenni.
L’occasione è la presentazione di “At this time”, il suo nuovo disco in uscita il 28 ottobre. La coincidenza, invece, è un'altra: nel giorno in cui tutti i giornalisti sono in fibrillazione per il debutto del programma di Adriano Celentano “Rockpolitik” (vedi news), anche Bacharach, l’autore di canzoni d’amore per eccellenza, sale sul ring della politica. Di “pop-politik” è infatti zeppo “At this time”, scritto con Tonio K., - ma con Bacharach che per la prima volta nelle sua carriera cofirma i testi - e con collaborazioni importanti: Elvis Costello (con cui firmò il bellissimo “Painted from memory” del 1996), ma anche Rufus Wainwright, il trombettista Chris Botti e, udite udite, Dr.Dre.
Le domande, così, si trasformano, in almeno un caso, in precise e dettagliate spiegazioni del disco, della sua genesi, dei suoi testi. “Non mi sono mai occupato di politica”, dice Bacharach. “Non ho mai manifestato, neanche ai tempi del Vietnam. Ed ero inizialmente favorevole all’intervento in Iraq, sulla base di quello che ci avevano raccontato. Oggi mi vergogno di questa amministrazione americana, di quello che ha messo in bocca a gente seria come Colin Powell, delle frottole che ci sono state raccontate. So che probabilmente nei prossimi tre anni non mi inviteranno alla Casa Bianca per quello che sto per dire, ma abbiamo bisogno di un presidente che vada meno in vacanza e sia più empatico con la sua nazione. Ho tre figli, la rabbia di questo disco è nata dal pensare al loro futuro, a come lo stanno rovinando. Però probabilmente avrei composto lo stesso ‘At this time’ anche senza pensare a loro”.
Il nuovo disco si apre in “Please explain” con una citazione esplicita di uno dei brani più famosi di Bacharach: “What the worlds needs now is love”. Oggi come ieri, il mondo ha bisogno di amore. Nei suoi 11 brani, Bacharach abbandona spesso la forma canzone per comporre suite strumentali – il marchio di fabbrica è sempre quello: orchestrazioni melodiche e sontuose – in cui i messaggi politici sono forti e chiari, come in “Who are these people”, cantata da Elvis Costello. “Aveva inciso una bella versione in cui veniva fuori la sua anima punk, quando cantava con rabbia che ‘dobbiamo fare smettere questa gente prima che ce la mettano in quel posto’. La casa discografica ha preferito ripiegare su un più accettabile ‘Prima che sia troppo tardi’ ”.
La collaborazione che spicca di più è però quella con Dr.Dre: il mentore di Eminem e guru dell’hip-hop contemporaneo fornisce diversi loop di batteria al disco. “Ci volevamo incontrare da tempo. Sapevo che stava lavorando ad un disco solista, così lui mi ha dato dei suoi frammenti che ho integrato con la mia musica. Quel disco non l’ha mai finito, così ho ripreso quei loop, ho espanso la mia musica e l’ho usata in questo album”.
Poi, il discorso torna quasi inevitabilmente sulla politica: “Quello che so fare è esprimere in musica delle emozioni, e queste sono quelle che avevo adesso, ‘At this time’. Non voglio forzare gli ascoltatori, e non farò mai del rock: questo disco è come un pugno in un guanto di velluto”, conclude.
Gli ultimi scampoli della conferenza stampa sono per questioni che, in altre occasioni, sarebbero stati centrali: Bacharach non ha intenzione di lavorare per il cinema, a meno che non gli venga offerto di lavorare in qualche progetto grande e interessante. Non gli è piaciuta la nuova versione di “Alfie” (anche se dice che Joss Stone ha comunque una gran voce). E spera presto di tornare in tour in Italia: “I concerti della scorsa estate sono stati fantastici, tra i migliori della mia carriera. Non ho ancora piani precisi al momento: prima voglio che la gente ascolti un po’ questo disco, poi l’anno prossimo spero di organizzare un tour con un’orchestra completa”.
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