Il disco del giorno: "Chants de la Liturgie Slavonne"

Consigliato e raccontato da Carlo Boccadoro

"Chants De La Liturgie Slavonne" (Cd Harmonia Mundi HMA 190567)

Ascoltare la musica eseguita durante le cerimonie religiose ortodosse è un’esperienza straordinaria, che può essere condivisa appieno anche da chi non professa alcun credo.
La tradizione greca e quella slava attingono direttamente al rito bizantino trasmettendoci a distanza di secoli melodie di folgorante bellezza, la cui carica espressiva permette loro di trascendere l’uso pratico religioso per cui sono nate per farle approdare direttamente nel regno della musica immortale.
Naturalmente il modo migliore per apprezzare questo repertorio è ascoltarlo dal vivo in una chiesa ortodossa, ma dischi come
questo possono parzialmente rendere l’intensa emozione, difficile
da rendere a parole, che questa musica provoca all’ascolto.

Il coro dei Monaci Benedettini dell’Unione diretto da Gregoire Bainbridge, formato da cantori dalle voci splendide, ci propone all’inizio diversi "Heirmi" (ovvero gli incipit) delle varie Odi di cui è composta la vasta forma del Canon (costituito da nove parti di identica struttura metrica); la seconda parte è dedicata a canti utilizzati durante la liturgia di Pasqua, quali il "Grande Canon" di sant’Andrea da Creta e le "Beatitudini secondo S. Matteo".

Il carattere ieratico e privo di sviluppo armonico della musica comunica immediatamente all’ascoltatore un senso di abbagliante
maestà, simile a quella che si ritrova nelle raffigurazioni presenti nei mosaici del Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna o nelle architetture e icone presenti nella chiesa di Santa Sofia a Istanbul e nella chiesa del Sangue Versato di San Pietroburgo.
Le solenni iterazioni melodiche di questo stile hanno direttamente influenzato compositori del Novecento storico come Stravinskij (basti pensare a pagine come "Ave Maria", "Credo" e "Pater Noster") e Rachmaninov (le "Liturgie di S. Giovanni Crisostomo") riverberando ancora oggi nell’opera di autori contemporanei come Arvo Pärt e John Tavener, anch’essi dediti a uno stile musicale che tende all’annullamento della scansione temporale per abbracciare una dimensione eterna e priva di punti di riferimento tradizionali.

Non si pensi però a un ascolto noioso o difficile; si viene immediatamente rapiti dalla bellezza speciale di queste composizioni, in grado di commuovere e coinvolgere sia gli appassionati di musica classica che i frequentatori della musica popolare.
 

Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.

Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.


 

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996