Arriva lo sfratto per il CBGB's. Il gestore: 'Non ce ne andremo'

Scaduto nella notte di mercoledì 31 agosto il contratto di affitto che gli permetteva di continuare ad occupare la storica sede sulla Bowery, alle estreme propaggini meridionali dell’East Village di Manhattan, il locale che lanciò Patti Smith, Television, Ramones, Talking Heads e Blondie resta appeso ad una sorte estremamente incerta. Il Bowery Residents Committee, che subaffitta i locali al CBGB’s e che nello stesso edificio gestisce, al piano superiore, un affollato rifugio per homeless, è rimasto insensibile alle proposte di mediazione avanzate nientemeno che dal sindaco newyorkese Michael Bloomberg, ai pubblici appelli di personalità come Patti Smith, Elvis Costello e David Byrne e al grido di dolore lanciato da Steve Van Zandt/Little Steven, che nel vicino Washington Square Park ha organizzato un raduno di protesta nel corso del quale, mercoledì sera, Blondie, Public Enemy e Gavin Rossdale dei Bush si sono esibiti davanti a circa 3 mila persone (il chitarrista della E Street Band ha definito il tempio del punk “non un luogo storico, ma un luogo sacro”). Niente da fare: il direttore esecutivo dell’istituto di beneficenza, Muzzy Rosenblatt, ha replicato secco di aspettarsi che il gestore del locale, il settantaduenne Hilly Kristal, “sgomberi il campo volontariamente e velocemente nel miglior interesse dei nostri clienti, i senza tetto e i bisognosi di New York”.
La querelle tra i gestori del BRC e il CBGB’s, che occupa quella sede dal momento della sua apertura nel dicembre del 1973, risale a cinque anni fa e ha soprattutto origini economiche (vedi News). Da tempo il BRC richiede un raddoppio o quasi del canone di affitto mensile (da 19 mila a 40 mila dollari) e, prima ancora, il saldo delle rette insolute che ammonterebbe a 91 mila dollari: ammanco che gli avvocati di Kristal, confortati dal giudizio di un tribunale civile di Manhattan, attribuiscono ad un errore nella contabilità. Al raduno di Washington Square Park, Kristal ha rassicurato i suoi sostenitori dicendo di non avere nessuna intenzione di andarsene e aggiungendo di essere pronto a dare battaglia in tribunale. “Senza un contratto in mano potrà solo prolungare la permanenza, ma non potrà mai vincere la causa” ha commentato tuttavia Mark Alonso, l’avvocato che ha assistito il Bottom Line in una vertenza analoga persa contro l’Università di New York e che ha portato allo smantellamento dell’altrettanto glorioso club del Greenwich Village (vedi News).
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