Rockol - sezioni principali

NEWS   |   Industria / 25/05/2005

Mercato musicale in Gran Bretagna, prospera chi non vive di soli dischi

Mercato musicale in Gran Bretagna, prospera chi non vive di soli dischi
In tempi bui come questi, le imprese più redditizie e influenti dell’industria musicale (in Inghilterra, ma sicuramente anche altrove) sono quelle che hanno l’accortezza o la possibilità di guardare oltre i confini ristretti del mercato discografico. La conferma arriva dal più recente rapporto britannico sullo stato dell’industria, lo UK Record Industry Annual Survey, che colloca al vertice della classifica di settore un colosso del commercio al dettaglio come HMV, capace di generare profitti operativi per oltre 74 milioni e mezzo di sterline, 108,28 milioni di euro, grazie alle vendite nei suoi negozi di Dvd, accessori, gadget elettronici e videogiochi più che allo smercio degli agonizzanti Cd audio. Non si tratta di un caso unico, perché oltre la metà delle società inglesi presenti nella Top 12 di categoria ha interessi paralleli o prevalenti in settori diversi come la produzione di Dvd (Air Music & Media) e i libri (la catena Borders). HMV e EUK, un’altra catena multiprodotto, realizzano da sole quasi 100 dei 266 milioni di sterline di profitto generati dal settore, ricoprendo di conseguenza un ruolo sempre più rilevante nel mercato a scapito di molti operatori tradizionali. Sempre secondo il rapporto inglese, circa 140 milioni di sterline di profitti operativi nel 2004 sono da attribuirsi alle major discografiche, 45 milioni ai distributori di dischi e 10 milioni alle etichette indipendenti.