SIAE sotto shock, Buttiglione dispone un altro commissariamento

Temuta, evocata, invocata (anche da parte di certe componenti del mondo autorale), l’ipotesi di un nuovo commissariamento della SIAE - che molti, tra gli autori e gli editori, leggono come un intervento in tackle del mondo politico sulle gambe della società, allo scopo di acquisirne il definitivo controllo - alla fine si è concretizzata: ed è la seconda volta in sei anni appena, dopo il lungo periodo di tutela governativa (maggio 1999-giugno 2003) che aveva preceduto le ultime libere elezioni.
Nella serata di ieri, mercoledì 27 luglio, il ministro per i Beni e le Attività Culturali del governo italiano, Rocco Buttiglione, ha comunicato la notizia-shock ai vertici della società; contestualmente, il neopresidente Ivan Cecchini, designato non più tardi del 28 giugno scorso dall’assemblea (vedi News), ritirava la sua candidatura alla carica, passata indenne in Consiglio dei Ministri ma ancora in attesa di parere positivo da parte delle Commissioni parlamentari competenti prima dell’ufficializzazione tramite decreto del Presidente della Repubblica. “Ritengo che nell’attuale fase e a fronte della delicata situazione della SIAE – scrive Cecchini in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a Buttiglione, ai sottosegretari di Stato Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, al segretario generale della presidenza del Consiglio (che oggi è proprio l’ex commissario straordinario dell’ente, Mauro Masi) e ai presidenti delle Commissioni Cultura di Camera e Senato – sia necessaria una presidenza che possa contare su una forte condivisione che coinvolga tutti i soggetti, istituzionali e politici, che hanno in qualche modo e misura la responsabilità di concorrere a stabilire le condizioni fondamentali per una navigazione sicura. Rispetto a questa esigenza che ritengo prioritaria per il bene della SIAE”, conclude, “non sono certo che la mia designazione possa rappresentare l’auspicato punto di equilibrio e convergenza”.
Il gesto di Cecchini non sarebbe però stato del tutto volontario, piuttosto reso obbligato da una prospettata, sicura bocciatura alle Camere: il neo presidente sarebbe risultato insomma sgradito alle alte sfere politiche, così come il suo predecessore Franco Migliacci (vedi News). Mentre il comunicato diramato da Buttiglione, che Rockol non ha avuto modo di visionare, farebbe riferimento ad una necessità urgente di modificare uno statuto che non permetterebbe una pacifica convivenza tra le due “anime” della Siae, quella privatistica/associativa (che riguarda la gestione del diritto d’autore) e quella pubblica (che esercita attività per conto dello Stato). Gli attuali reggenti (autori ed editori) della SIAE, che da tempo temevano questa deriva, prospettano un quadro fosco per il futuro, se così staranno le cose: gestione clientelare e demagogica del bilancio e delle politiche gestionali, possibile smembramento/liquidazione dell’ente e sua successiva rifondazione su basi e principi estranei alla vocazione originaria. Staremo a vedere. Intanto si attende di conoscere il nome del nuovo commissario: almeno su questo, il mistero dovrebbe dissiparsi in tempi brevi.
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