Gemello: una storia fra arte visiva e musica

L’artista, nome storico del mondo rap, ha annunciato il suo nuovo album “La Quiete” in cui si apre ancora di più a nuove sonorità. La sua storia passa dal linguaggio hardcore del TruceKlan fino all’abbraccio del cantautorato di scuola romana.
Gemello: una storia fra arte visiva e musica

Ha saputo evolversi, passare dall’hardcore degli esordi a visioni più profonde e introspettive, curando sempre di più la scrittura. In un mondo artistico in cui si tende a fossilizzarsi, Gemello ha avuto la forza e la capacità di mettersi in gioco e di uscire da una figura prestabilita che molti, in tutti questi anni, gli hanno appiccicato addosso. Ha annunciato “La Quiete”, il nuovo album in uscita venerdì 21 gennaio. Sul nuovo progetto ha spiegato: “Il titolo del disco è un omaggio a un gruppo post-hardcore di Forlì, i La Quiete. Con questo album ho deciso di sperimentare un po’ di più e mettermi in gioco davvero per la prima volta con più ritornelli cantati, basi diverse e strofe meno serrate.  Abbiamo registrato il disco in una casa a picco sul mare al Circeo davanti al faro ed è stato fondamentale l’aiuto di Sine e Valerio Smordoni per la realizzazione delle canzoni. Nel disco ci sono molti featuring come Coez, Gemitaiz, Ketama, Mostro, Holden, Gazzelle che ha scritto il ritornello di ‘Come se niente fosse’ e molti altri. E ovviamente i produttori Sine, Altarboy e Marta Venturini, che mi ha aiutato nei brani più indie”.

Gemello, per la prima volta, infatti, utilizza nuove sonorità più legate al mondo indie-pop e si cimenta con il canto, mai esplorato prima nel corso della sua carriera. “La Quiete” risulta essere un disco più suonato rispetto ai lavori precedenti, con delle sperimentazioni musicali inedite nella sua produzione realizzate grazie al contributo del gruppo di musicisti con cui ha lavorato, come Massimo Colagiovanni, già chitarrista di Marco Mengoni, che qui ha realizzato l’assolo finale di “E adesso?”. All’interno dell’album sono presenti alcuni degli artisti che hanno caratterizzato la rinascita della scena contemporanea a metà tra rap e cantautorato, proprio in quel terreno in cui oggi si sente a suo agio il cantante romano.

Gemello è il nome d’arte di Andrea Ambrogio, un artista completo a 360°: ama esprimersi sia attraverso la musica che con la pittura, arrivando a firmare decine e decine di opere. È diplomato all’Accademia delle Belle Arti, le sue opere pittoriche influenzano notevolmente quelle frutto del lavoro di musicista e viceversa. L’arte visiva influisce da sempre sulla sua scrittura, che si caratterizza per il frequente uso di metafore, parallelismi e immagini evocative, tratto per cui arriva a distinguersi dai rapper contemporanei grazie a un linguaggio più diretto. Il suo stile inconfondibile e quello dei suoi iniziali compagni di avventura, il TruceKlan, ha dato il via a un nuovo modo di interpretare il rap che ha influenzato le generazioni successive.

Ma piano piano, pur mantenendone l’essenza originaria, il suo stile di scrittura è cambiato: oggi le sue melodie eteree e le atmosfere sospese richiamano più all’universo cantautorale italiano, in particolare quello tipico della scuola romana che si è imposta nel mercato mainstream negli ultimi anni. Come scritto, la storia di Gemello si intreccia, inevitabilmente, con quella del rap italiano. La sua carriera inizia all’interno del collettivo TruceKlan, di cui hanno fatto parte Noyz Narcos, Gel, Metal Carter, Cole, Chicoria e Benassa, poi nel gruppo In The Panchine, con cui pubblica “In The Panchine” e “In The Panchine 2”. Nel 2006 esordisce da solista con il brano “Non parlarmi d’altro” e a seguire pubblica i due ep “Niagara” nel 2014 e “Indiana” nel 2017. Nel 2019 arriva l’album “Untitled”, specchio della personalità multiforme di Gemello in cui si intravvede già la sua evoluzione.

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