De André disse a Bob Dylan di non suonare per celebrare la scoperta dell’America

Il cantautore genovese nel 1992 avrebbe dovuto esibirsi per festeggiare i 500 anni dalla scoperta dell’America. “Non celebro massacri”, disse. E sconsigliò a Dylan di partecipare.
De André disse a Bob Dylan di non suonare per celebrare la scoperta dell’America

Fabrizio De André a difesa degli Indiani, tanto da sconsigliare a Bob Dylan di suonare nella sua Genova per omaggiare Cristoforo Colombo. A raccogliere questo prezioso ricordo e tanti altri ci ha pensato “Parola di Faber” (edizioni Arcana, 622 pag, 25 euro), libro scritto da Laura Monferdini: si tratta di un grande viaggio nel tempo attraverso le parole di Fabrizio De André, quelle che il cantautore genovese ha regalato a chi assisteva a una sua esibizione nei ventitré lunghi anni di carriera e tour.

“Quella tournée, la quinta per Fabrizio De André e i suoi musicisti, ha inizio nel febbraio 1991 a Porto San Giorgio, in provincia di Fermo nelle Marche e si concluderà il 27 settembre 1992 a Genova con un particolare concerto dedicato all'Eritrea – racconta la scrittrice Laura Monferdini - poco meno di 50 serate che lo portano di nuovo in giro per l'Italia. Fabrizio si rinnova anche nel linguaggio e nel modo di porsi al suo pubblico, tra intermezzi musicali, presentazioni del gruppo di musicisti che lo accompagnano e rievocazioni di brani storici del suo repertorio”.

In questo tour è forte la sua determinazione e l'impegno civile a difendere la causa degli Indiani d'America in vista delle celebrazioni colombiane, che avrebbero preso il via l'anno successivo, in quel 1992 in cui Genova si ritroverà al centro del mondo per i festeggiamenti relativi al cinquecentenario della scoperta del Nuovo Mondo o come preferisce dire Fabrizio, riscoperta, esprimendosi con toni non troppo lusinghieri sul suo illustre concittadino Cristoforo Colombo. “De André appare ormai completamente a suo agio sul palco e non lesina aneddoti e gag divertenti, è un uomo ormai padrone della scena non soltanto nella performance artistica che lo vede raggiungere vertici altissimi – continua Monferdini – la struttura difficilmente subisce variazioni nonostante un concerto non sia mai uguale all'altro per contenuti musicali e per le parole che il cantautore usa per rivolgersi ai fan”.

Presentando “Fiume Sand Creek” a Porto San Giorgio ecco, per gentile concessione dell’autrice, che cosa disse Faber e che cosa viene riportato nel libro di edizioni Arcana:

È il racconto del massacro di un centinaio tra donne, anziani e bambini avvenuto sulle rive dell'omonimo corso d'acqua nel lontano 1864 per mano del colonnello Chivington e dei suoi soldati. Non la voglio fare lunga perché il mio modo di esternare non è la chiacchiera, ma la canzone. Voglio però dire che la notte del 12 ottobre 1992, io non festeggerò il cinquecentenario di quella che viene considerata a torto, la scoperta dell'America. A torto perché quando Cristoforo Colombo, con capello fluente, occhio sognante e piede sicuramente fetente, sbarcò nell'isola poi chiamata Santo Domingo, ci trovò quelli che sarebbero stati ribattezzati Dominicani. Quindi Colombo non ha scoperto un bel niente.

Poi sottolineò la necessità di chiedere scusa ai colonizzati:

Mi sembra giusto riparlare di questo tema proprio in occasione delle manifestazioni che ci saranno, perché mentre da noi si brinderà a Colombo, dall'altra parte dell'Atlantico, quel giorno ci sarà un popolo per il quale quella data rappresenta quella del più grande lutto nazionale. Insomma, è roba da prendere una caravella e tornare giù a chiedere scusa.

Non è finita. La protesta raggiunge l’apice all'Esposizione Internazionale di Genova '92, in occasione delle Celebrazioni Colombiane in programma nell'area del Porto Antico, sottoposta a completo restyling su progetto dell'architetto Renzo Piano. De André venne invitato ufficialmente a Genova, ma declinò la partecipazione, mantenendo fede alle sue dichiarazioni e sottolineando: “Non celebro massacri”. A proposito della partecipazione di Bob Dylan, atteso anche a lui a Genova, il cantautore genovese disse:

Non credo che Bob Dylan sappia di dover cantare proprio lì. Anche lui appartiene a una razza piuttosto perseguitata e dovrebbe rinunciare.

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