The Weeknd: talento o genio del marketing?

Con il nuovo "Dawn FM" la star canadese dovrà confermarsi dopo i successi di questi anni, da "Can't feel my face" a "Save your tears", e le provocazioni. Tanta l'attesa: tra gli ospiti anche Quincy Jones, per cercare un contatto con "papà" Michael Jackson
The Weeknd: talento o genio del marketing?

Stavolta ha deciso di invecchiare di colpo. Capelli brizzolati, barba pure. Viso rigato dalle rughe. L’ennesima trasformazione di uno che ama giocare con il proprio aspetto: dal volto pestato a sangue della copertina del suo ultimo album, “After hours”, ai (finti) eccessi di botox del video di “Save your tears”, con gli zigomi esageratamente gonfiati (qualcuno c’era pure cascato, pensando che il cantautore fosse ricorso sul serio al botulino). Senza dimenticare quella volta che si presentò sul palco degli American Music Awards con la faccia fasciata con delle bende: "Il significato dell'intera fasciatura della testa riflette l'assurta cultura delle celebrità di Hollywood e di chi manipola sé stesso per ragioni superficiali, per compiacere e per ricevere approvazione", la sua spiegazione.

 .Le manovre di avvicinamento all’uscita del nuovo album di The Weeknd, “Dawn FM”, che arriverà nei negozi questo venerdì, 7 gennaio, proseguono. E la star canadese dell’r&b svela ai fan, dopo aver pubblicato già lo scorso agosto il singolo "Take my breath", la copertina del disco, alimentando l’hype che circonda la nuova mossa di uno degli artisti più amati di questi anni, considerato da alcuni il vero erede di Michael Jackson.

Il paragone ingombrante con il Re del Pop

Ad Abel Makkonen Tesfaye, questo il vero nome della 31enne voce di “Blinding lights”, il confronto con il Re del Pop non deve dispiacere: in passato ne reinterpretò anche qualche hit (in rete è ancora possibile ascoltare la sua versione di “Dirty Diana”) e di Jackson ebbe a dire che per lui “è un po’ come un padre”. E forse non è un caso che tra gli ospiti di “Dawn FM” c’è anche Quincy Jones, il produttore che rese Michael Jackson una star producendo “Off the wall, “Thriller” e “Bad”, gli album che tra la fine degli Anni ’70 e i primi Anni ’80 catapultarono l’ex Jackson 5 in cima alle classifiche mondiali con quel mix tra pop, disco, funk, r&b e rock che a distanza di quarant’anni un’intera generazione, quella alla quale appartengono, oltre a The Weeknd, anche Bruno Mars e Anderson Paak, ha rispolverato.

L'incontro con Quincy Jones

The Weeknd e Quincy Jones si incontrarono per la prima volta nel 2015, ai tempi di una delle primissime hit del cantautore canadese, “Can’t feel my face”, singolo da oltre 10 milioni di copie digitali vendute al di qua e al di là dell’Atlantico. L’inizio di un’amicizia coltivata negli anni, fino a questa collaborazione: “Venne a uno dei miei show in un club. Quando sono sceso dal palco, me lo sono ritrovato lì ad aspettarmi. Ero così entusiasta di incontrarlo. I fan urlavano, mi chiamavano, cercavano di conquistare la mia attenzione, ma io ero così preso da lui, Quincy Jones, il motivo per cui io faccio musica. Mi disse di andare a salutare i fan, che in quel momento erano più importanti: lui mi avrebbe aspettato. Una grande lezione: restituire alle persone è sempre meglio che ricevere”, ha detto The Weeknd del leggendario produttore – oggi 88enne – quando lo scorso settembre a Hollywood ha ritirato un premio intitolato allo stesso Quincy Jones nell’ambito dei Black Music Action Coalition, una sorta di contro-cerimonia alternativa ai Grammy Awards.

Icona della nuova black music molto influente nel music biz

Sì, perché una cosa da sapere su The Weeknd - avrebbe dovuto esibirsi in Italia il 31 ottobre e il 1° novembre, al Forum di Assago, ma i concerti sono stati annullati - è che pur essendo molto influente nel music biz, come testimoniato dalla decisione degli organizzatori del Super Bowl di affidargli l’halftime show della scorsa edizione, traguardo negli anni conquistato dai più grandi, dallo stesso Michael Jackson a Lady Gaga, passando per Diana Ross, Bruce Springsteen, Paul McCartney, i Rolling Stones, Prince, Madonna e Beyoncé, lo scorso anno è stato snobato ai premi musicali più ambiti. La cosa lo ha fatto infuriare non poco e le sue proteste – legate alla scarsa trasparenza nelle votazioni – si sono inserite in una levata di scudi generale e collettiva degli artisti di colore contro la Recording Academy, rea di favorire gli artisti bianchi (quest’anno però ha fatto incetta di nomination l’ottimo Jon Batiste, autore della colonna sonora del film d’animazione “Soul”, che ha ottenuto in tutto undici candidature): “Ho tre Grammy e ora non so cosa farmene. Mi fa schifo pure affrontare la questione. Voglio dimenticare i premi. Le persone dicevano: 'Accadrà, questo sarà il tuo anno'. Lo diceva il mondo intero. Poi siamo rimasti tutti un po' basiti", ha commentato The Weeknd, nato a Toronto da genitori etiopi immigrati in Canada alla fine degli Anni '80, a proposito dell’esclusione dalle nomination degli ultimi Grammy del suo “After hours”.

Le anticipazioni sul nuovo album

Lo rincuorerà realizzare che l’attesa non solo del pubblico ma anche degli addetti ai lavori per il nuovo “Dawn FM” è tanta: “A new sonic universe from the mind of The Weeknd”, “Un nuovo universo sonoro dalla mente di The Weeknd”, si legge nel criptico trailer dell’album che il cantautore ha pubblicato nelle ultime ore. Oltre al nome di Quincy Jones, nella clip compaiono anche quelli di due grandi protagonisti della scena rap statunitense contemporanea, Tyler, The Creator e Lil Wayne. E a sorpresa c’è anche Jim Carrey, anche se il ruolo dell’attore – The Weeknd ha ammesso di essere un grande fan di “The Mask” – all’interno del disco non è stato reso noto: “Ho ascoltato ‘Dawn FM’ con il mio caro amico Abel ieri sera. È profondo, elegante e mi ha fatto ballare per la stanza. Sono entusiasta di esserci, nel disco”, ha twittato Carrey. Non resta che aspettare venerdì.

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