AFI: “È emergenza nell’emergenza, la musica è finita, gli imprenditori se ne vanno”

L'Associazione Fonografici Italiani interviene sulle nuove misure adottate dal Governo che chiudono i locali per almeno 40 giorni.
AFI: “È emergenza nell’emergenza, la musica è finita, gli imprenditori se ne vanno”

“Non potevo chiudere l’anno senza intervenire a sostegno del mio settore chiuso nuovamente a causa dell’aggravarsi della situazione pandemica, senza che nessuno abbia previsto interventi di sostegno per gli operatori. La macchina dello Stato ha i suoi tempi e non aspetta nessuno, ci chiediamo allora perché dobbiamo sempre aspettare noi e nel frattempo continuare a rispettare le scadenze che loro stessi ci impongono, specialmente a fine anno - questo il commento di Sergio Cerruti Presidente di AFI - Associazione Fonografici Italianidopo le nuove misure adottate dal Governo che chiudono i locali per almeno 40 giorni - È esilarante nella sua tragicità dover ammettere che al peggio non c’è mai fine e che questo Paese vive da oltre due anni nella costante ripetizione dei medesimi errori. Siamo di fronte all’ennesima giusta e motivata misura di conten mento della pandemia, ma ancora una volta evidenziamo la totale assenza di metodo prevedendo chiusure per un intero settore senza al contempo disporre di una strategia di sostegno per l’industria dell’intrattenimento”. 

    “Non potevo chiudere l’anno senza intervenire a sostegno del mio settore chiuso nuovamente a causa dell’aggravarsi della situazione pandemica, senza che nessuno abbia previsto interventi di sostegno per gli operatori. La macchina dello Stato ha i suoi tempi e non aspetta nessuno, ci chiediamo allora perché dobbiamo sempre aspettare noi e nel frattempo continuare a rispettare le scadenze che loro stessi ci impongono, specialmente a fine anno - questo il commento di Sergio Cerruti Presidente di AFI - Associazione Fonografici Italianidopo le nuove misure adottate dal Governo che chiudono i locali per almeno 40 giorni - È esilarante nella sua tragicità dover ammettere che al peggio non c’è mai fine e che questo Paese vive da oltre due anni nella costante ripetizione dei medesimi errori. Siamo di fronte all’ennesima giusta e motivata misura di conten mento della pandemia, ma ancora una volta evidenziamo la totale assenza di metodo prevedendo chiusure per un intero settore senza al contempo disporre di una strategia di sostegno per l’industria dell’intrattenimento”. 

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