Vasco Rossi: "Così mi sono salvato dalla depressione"

Invincibili sul palco, fragili dietro le quinte e nella vita di tutti i giorni. L'altra vita delle rockstar, che - come tutti - hanno anche loro lati oscuri e fragilità. Al lungo elenco si iscrive anche la voce di "Vita spericolata".
Vasco Rossi: "Così mi sono salvato dalla depressione"

Invincibili sul palco, fragili dietro le quinte e nella vita di tutti i giorni.

L'altra vita delle rockstar, che - come tutti - hanno anche loro lati oscuri e fragilità. Bruce Springsteen non ne ha mai fatto mistero: della sua lotta contro la depressione ne ha parlato pure nell'autobiografia "Born to run", uscita nel 2016. Brian May, il leggendario chitarrista dei Queen, contro i pensieri negativi continua ancora oggi a lottare. C'è anche chi di combattere ad un certo punto si è stancato, e l'ha data vinta al lato oscuro: Chester Bennington e Chris Cornell sono solo due dei tanti rocker che hanno preferito farla finita. Di depressione e della sua battaglia contro la malattia ha deciso di parlare ora anche Vasco Rossi. Il .rocker di Zocca si è confidato ai lettori del "Venerdì", inserto culturale de La Repubblica, svelando di essere stato salvato dalla depressione nientemeno che dalla lettura di un grande classico: "Alla ricerca del tempo perduto" di Proust.

Vasco ha raccontato, a proposito della sua lotta contro la depressione e del rapporto con il libro di Proust: 

Ci ho vissuto dentro per mesi, perduto in tutte quelle sensazioni, in tutte quelle emozioni descritte così precisamente e profondamente fino all’ultima pagina. Non mi sono annoiato un attimo, mai. È successo più o meno una ventina d’anni fa. Era un periodaccio per me, tempo di depressione, e forse è stata proprio lei, la Recherche, a salvarmi.

Scrive ancora la voce di "Vita spericolata":

Mi ha permesso di uscire da me, mi ha offerto una vita che era molto meglio della mia. Ho cominciato a leggere e sono rimasto incantato, intrappolato dalle prime ottanta pagine, quelle in cui Proust racconta le sensazioni provate durante il risveglio. Io ricordo solo che leggendo provavo un grande piacere. In quelle pagine c’è una potenza descrittiva che non ho mai più trovato in nessun altro scrittore.

"Io sono un divoratore di libri, sono un lettore seriale e metodico. Scelgo un periodo storico e poi lo approfondisco attraverso chi lo ha raccontato", ha rivelato poi Vasco, che tra i riferimenti del suo ultimo album "Sono qui" ha citato pure Heidegger (mentre per "Dannate nuvole" del 2014 si era ispirato a Nietzsche). Il disco, uscito lo scorso novembre a distanza di ben sette anni dal precedente "Sono innocente", è stato tra i più venduti in Italia a ridosso delle festività natalizie

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