Cronache di un anno litigioso (ma non troppo): le polemiche musicali del 2021 in Italia

I Maneskin, Fedez, Madame e Morgan: quando lo scazzo, negli ultimi 12 mesi, ha fatto notizia
Cronache di un anno litigioso (ma non troppo): le polemiche musicali del 2021 in Italia

Le controversie, per certi versi, riflettono piuttosto fedelmente lo spirito dei tempi: ripercorrendo a ritroso l’anno ormai agli sgoccioli è inevitabile incappare in una serie di polemiche musicali - più o meno accese, più o meno pretestuose - che hanno tracimato dai canali specializzati finendo nei titoli di quotidiani e telegiornali. Una dimostrazione che band e cantanti stanno ricevendo sempre più attenzione da parte della platea generalista o che i media mainstream hanno bisogno di importare duelli a suon di dichiarazioni dal mondo dell’intrattenimento perché quelli offerti da politica e sport non bastano più? Difficile dirlo. Nel dubbio, meglio limitarsi al ripasso per farsi un’idea…

I Maneskin a Sanremo

Prima ancora di trionfare sul palco del teatro Ariston, la band di Damiano David e Victoria De Angelis finì nell’occhio del ciclone a causa del brano portato in gara al Festival, “Zitti e buoni”. A lanciare il sasso fu Dade dei Linea 77, che - in qualità di produttore - si domandò se la canzone della formazione romana non fosse troppo simile a “F.D.T.”, brano degli Anthony Laszlo pubblicata nel 2015. “Qualcosa non quadra”, lasciò intendere il producer piemontese, riferendosi ai ritornelli dei due pezzi - e alle presunte, sospette somiglianze. A tempo record Sony Music Italia, l’etichetta dei Maneskin, diramò un comunicato ufficiale negando - per mezzo di una dettagliatissima perizia tecnica - ogni addebito. E, qualche giorno dopo, a disinnescare definitivamente la controversia fu uno dei coautori dello stesso brano citato come “precedente”, Andrea Laszlo De Simone: “Mi dispiace moltissimo che dei ragazzi così giovani vengano trattati in questo modo”, scrisse sui social l’artista riferendosi ai colleghi, “Processare in televisione e sui social le persone su temi del tutto ininfluenti per le sorti del mondo sembra ormai all'ordine del giorno e constatarlo mi rattrista. Sarebbe sicuramente più virtuoso occuparsi di problemi reali. Faccio pubblicamente i miei più sentiti complimenti a questi giovani e a tutti gli amici musicisti che sono saliti su quel palco con tutto quello che ne consegue. Auguro tutto il bene a loro e tutto il bene a voi, nella speranza che le battaglie siano sempre meno simili ad una caccia alle streghe e sempre più rivolte al bene comune”. “Per noi è un po' una polemica sterile, non c'è molto di cui parlare”, fece sapere a Rockol la bassista Victoria De Angelis, “Noi siamo concentrati sul fare la nostra musica. Questa cosa, ovviamente, per noi è assurda”.

Fedez al Concerto del Primo Maggio di Roma

Al Concertone - in trasferta causa Covid dalla tradizionale Piazza San Giovanni all’Auditorium Parco della Musica - Fedez sale sul palco e, in diretta TV, si esprime in favore del dl Zan attaccando una serie di esponenti politici di destra con l’accusa di omofobia. Il giorno dopo, sui social, il rapper milanese accusa il servizio pubblico di aver tentato un (nemmeno troppo) velato tentativo di censura sottoponendo il suo intervento ad “approvazione politica”. Nel giro di poche ore la polemica deflagra e diventa un caso nazionale (per le tappe dettagliate della vicenda vi rimandiamo alla pagina dedicata): arriveranno registrazioni di telefonate, interventi di amministratori delegati (della RAI), di Vasco Rossi e Adriano Celentano (in sostegno a Fedez), e di sindacalisti. Dagli archivi vengono tirati fuori testi di vecchie canzoni per dimostrare che, tutto sommato, Fedez non sia esattamente un paladino dei diritti civili. Il caso finisce sui giornali internazionali. La RAI sporge querela. Insomma, un casino come non se ne vedeva da tempo. Ma con un epilogo all’insegna della pace ritrovata: a ottobre la RAI ritira la querela e un mese dopo il servizio pubblico ospita il rapper negli studi di Che tempo che fa. Se non è un lieto fine questo…

I Maneskin all’Eurovision Song Contest

Avete mai visto la VAR intervenire su un episodio avvenuto in panchina invece che in campo? L’hanno visto Damiano David e i suoi in occasione della finale dello scorso Eurovision Song Contest. Durante la diretta della serata che ha visto la band trionfare al concorso musicale internazionale una telecamera coglie il frontman chinarsi sul tavolino posto davanti al divano sul quale siede il gruppo nella “green room”.

Laplatea e la stampa francese, scottate dalla seconda posizione rimediata dalla propria rappresentante data come favorita al contest, attaccano e accusano il cantante di aver sniffato cocaina in eurovisione. I Maneskin negano ogni addebito sia nel corso della conferenza stampa di rito che sui social - “Siamo scioccati da quanto abbiamo letto su Damiano: siamo fortemente contrari all’utilizzo di droghe e non abbiamo mai assunto cocaina. Siamo pronti a sostenere un test, dato che non abbiamo nulla da nascondere”. La commissione del concorso rinuncia ad approfondire, non aprendo nemmeno il caso. E i francesi che s’incazzano, di nuovo

Madame e i selfie inopportuni

Rapper e figura emergente sul panorama urban italiano, Madame quest’anno ha fatto parlare di se non solo in relazione alla carriera musicale: a giugno la cantante veneta conquistò l’onore dei trending topic di Twitter (e di conseguenza delle cronache) per un tweet - poi rimosso - dove si lamentava dei selfie inopportuni richiesti non dai fan, ma dai cacciatori di celebrità: “Se non hai ascoltato il disco o se non hai preso il cd o il biglietto, o se non sai di che parlo, se non hai fatto nulla per me, non farmi alzare mentre mangio per una foto”, scrisse lei, “Perché io sono Madame 24 ore solo per chi mi usa per la musica, per il resto sono una scorbutica veneta di 19 anni”. L’artista chiarì la sua posizione con ulteriori interventi sui social, incassando l’approvazione di colleghi come Ermal Meta.

La PFM e il film ‘Alfredino’

A giugno Sky Italia portò sui suoi schermi "Alfredino - Una storia italiana", ricostruzione della drammatica vicenda che nel 1981 ebbe protagonista, suo malgrado, Alfredino Rampi. Nella colonna sonora del film, a musicare una delle sequenze più drammatiche della produzione, fu inserita “Impressioni di settembre”, brano incluso nel disco della PFM del 1972 “Storia di un minuto”. Con una nota ufficiale il gruppo contestò l’utilizzo della canzone all’interno del lungometraggio: "La musica ed il testo del brano rappresentano infatti un inno alla libertà, alla felicità e alla gioia, sentimenti opposti alla tragedia di Vermicino”, contestò la formazione oggi guidata da Franz Di Cioccio, “Alfredino Rampi è un bambino che è rimasto nel cuore di tutti noi, che abbiamo seguito in TV quella notte terribile. La sua tragica scomparsa ha scosso l'intera Nazione. Per queste ragioni, reputiamo che il brano non sia adatto a quelle immagini di dolore. PFM è stata avvertita di questa scelta senza potere intervenire, in quanto non ha i diritti di sfruttamento commerciale di 'Impressioni di settembre'. Con ogni più ampia riserva". Possibile che il gruppo non abbia avuto voce in capitolo? A chiarire la vicenda furono Universal Music Publishing e Sony Music, rispettivamente editori del brano e titolari dell’incisione originale.

Morgan contro Manuel Agnelli

Durante una delle puntate dell’ultima edizione di X Factor il leader degli Afterhours Manuel Agnelli ha rievocato la “competizione” tra la sua band e i Bluvertigo in occasione dell’esecuzione dei Lamette di “La crisi”, brano incluso nell’album della già band di Morgan “Zero - ovvero la famosa nevicata dell'85”. Nella (semi) title track dell’album è presente un passaggio che recita: “Ti piace Springsteen? Okay, non c'è problema”. A proposito, Agnelli spiegò: “‘La crisi’ i Bluvertigo lo stavano registrando quando stavamo registrando noi nello stesso studio. C’era questa battaglia delle band, e Morgan aveva scritto questa frase: ‘Ti piace Springsteen, non c’è problema’ - probabilmente riferendosi a me. E io gli avevo risposto scrivendo: ‘Non si esce vivi dagli anni ‘80'”. L’aneddoto, per la verità piuttosto innocuo, non passò inosservato agli occhi del cantautore monzese, che sul suo profilo Instagram ufficiale - commentando il parere negativo dei giudici in merito all’esecuzione dei Lamette del suo brano - scrisse: “(...) se penso che l’ispirazione di questo pezzo oltre a Lennon è direttamente Velvet Underground, di anni ottanta non ci vedo proprio nulla”, ha proseguito Morgan: “Ma infatti Manuel Agnelli mi pare in stato confusionale e disinformato, cioè finge ma non sa quel che dice perché ‘ti piace Springsteen, ok non c’è problema’ non è un verso di questo pezzo ma di ‘Zero’. Quindi c’entra come i cavoli a merenda (...)”. Una competizione "positiva" e “sportiva” evidentemente ancora in corso…

Bonus track: i Cugini di Campagna contro i Maneskin

Gli show negli USA dei Maneskin - tra gli altri, anche in supporto ai Rolling Stones, a Las Vegas - hanno coronato l’anno trionfale della band di “Zitti e buoni”. L’apertura al gruppo di Mick Jagger e Keith Richards ha aperto tuttavia una piccola crisi: i Cugini di Campagna hanno accusato i giovani colleghi di aver copiato i loro abiti di scena in occasione della performance nella Mecca dell’azzardo a stelle e strisce. Ivano Michetti, a qualche giorno di distanza dalla prima uscita sui social, corresse il tiro - ma non di molto - parlando di una band “giovane e bravissima” ma allo stesso tempo di “ragazzini carini” “studiati a tavolino”, asserendo che “la musica è un’altra cosa”. “Oggi è cambiato tutto, viene prima l’immagine, conta quella più delle canzoni”, concluse Michetti: “Se vogliamo parlare di musica, divento serio. Ci ritroveremo tra sette o otto mesi a chiederci: ‘Ma ti ricordi quella canzone che ha vinto Sanremo?’”. Sette o otto mesi sono passati, e qualcuno - dicono le statistiche delle principali piattaforme streaming e le sincronizzazioni di almeno un paio di importanti spot televisivi - la canzone se la ricorda eccome…

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