La canzone che oggi Paul McCartney non scriverebbe più

L'album "McCartney II" non è certo tra i più riusciti dell'ex Beatle
La canzone che oggi Paul McCartney non scriverebbe più

Sono davvero molte le canzoni che ha scritto Paul McCartney, quando era con i Beatles e, anche una volta scioltasi la band di Liverpool, da solista. Alcune sono capolavori, altre un po' meno. Nella categoria di quelle meno riuscite, per il tema trattato, anche se scherzosamente, rientra "Temporary Secretary", brano incluso nell'album solista “McCartney II” pubblicato nel maggio 1980. In quella canzone il musicista inglese ha trattato le dinamiche del potere e il comportamento inappropriato sul posto di lavoro.



Ripensando alla canzone nel suo libro pubblicato la scorsa estate 'The Lyrics: 1956 to the Present', McCartney ha ricordato le origini della canzone. “La gente spesso mi dice, 'Oh, lavori così duramente' e io rispondo, 'Noi non lavoriamo, giochiamo.' Cerco di tenerlo a mente quando le cose si fanno noiose. 'Gesù, abbiamo lavorato troppo. No, abbiamo giocato troppo.' L'idea di aver bisogno di una segretaria, ma solo temporanea, mi ha fatto sorridere. Così ho giocato con l'idea".

Quello che McCartney ha escogitato è stata un'inchiesta per ottenere una donna "forte e dolce che si adatta al mio ginocchio" che "cantasse la dettatura e imparasse a sorridere". Vista dal punto di vista della società attuale, quaranta anni dopo, McCartney potrebbe sembrare veramente squallido, ma la canzone è divertente e lui per primo riconosce che il testo della canzone non è invecchiato troppo bene.


“Potresti scrivere una canzone come questa oggi, con il MeToo?”, dice McCartney, “Ne dubito e neanche vorrei farla. Ma quella era un'altra epoca e da allora il mondo è giustamente progredito. Oggi ci si penserebbe due volte, se non del tutto, prima di ipotizzare di voler tenere una segretaria o una assistente fino a tarda notte. Una cosa buona di questa canzone, però, è che non c'è nulla di apertamente sessuale, c'è solo tanta ironia.”

In quell'album non solo "Temporary Secretary" ha sollevato qualche perplessità. Nell'album c'era anche uno strumentale intitolato “Frozen Jap” che McCartney descrisse come "molto orientale" nel libro 'The Beatles – The Dream is Over: Off The Record 2'. Al brano venne poi cambiato il titolo per la versione giapponese poiché l'originale era considerato un insulto.
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