Billy Bragg: la militanza, l'impegno, la canzone d'autore

Sono molte le battaglie combattute nel nome della giustizia dal musicista inglese
Billy Bragg: la militanza, l'impegno, la canzone d'autore

Inutile negarlo: la militanza e l'impegno sociale sono le foglie di fico migliori dietro le quali nascondere la mancanza di ispirazione e talento. Schermata dal paravento di un'idea nobile qualsiasi porcheria, più o meno forzatamente, trova una seppur vaga raison d'être. Ecco perché, oggi più che mai, è importante che chi scelga di percorrere i sentieri della canzone impegnata abbia ben presente l'esempio di Billy Bragg: outsider da sempre, più per vocazione che per scelta, il cantautore di Barking non ha mai cercato nella sua condotta engagé il giusto volano per dare sprint alla sua carriera di artista.

Semmai, è stato il contrario: prima che i social rendessero virale un nome in virtù di una presa di posizione, Bragg è stato mirabilmente corretto nel far coincidere il suo percorso artistico al suo piano di guerra contro le iniquità del mondo che lo circondava, e che ancora oggi lo circonda.

Fiero epigono di giganti come Woody Guthrie e Bob Dylan, Bragg è sempre stato nient'altro che un cantautore militante, magari ingenuo, ma sempre lucido e coerente nel muoversi tra attualità e traduzione della stessa in note e parole: dalle miniere di carbone dello Yorkshire della metà degli anni Ottanta alle nuove sfide su scala globale lanciate ai pezzi grossi del Web, Bragg ha sempre saputo subito le parti di chi prendere. Gli si potrà contestare di essere un idealista, un Don Chisciotte, e forse persino di essere prevedibile, ma di certo - alla voce "Talking with the Taxman about Poetry" - nessuno potrà mai rinfacciare di essere stato (perdonate il francesismo) un paraculo.

Per celebrare il suo 64esimo compleanno abbiamo pensato di raccogliere alcune tra le battaglie sociali che negli anni hanno impegnato Billy Bragg. Augurandogli di combatterne mille altre, tanto - per la piega che sta prendendo la situazione politico-sociale globale - di spunti non dovrebbe fare fatica a trovarne.

Nella prima metà degli anni Ottanta il governo conservatore guidato da Margaret Thatcher decise per lo smantellamento della miniera di carbone di Cortonwood, nello Yorkshire: l'operazione, che avrebbe causato la perdita di circa 20mila posti di lavoro, fu causa di un lungo braccio di ferro, tra l''84 e l''85, che vide scendere in piazza oltre 160mila adetti al settore. Gli scioperi sfociarono, talvolta, in duri scontri con le autorità: oltre che a lasciare sul campo due morti e a diversi feriti, le cinquante settimane di agitazione ebbero come strascico più di 700 licenziamenti e 10mila procedimenti giudiziari. Billy Bragg si schierò al fianco delle maestranze, tenendo diversi concerti a beneficio dei manifestanti nelle città minerarie di Newport e Sunderland.

Pochi anni dopo, nel 1986, Bragg si recò due volte in Unione Sovietica per supportare il processo di trasparenza che - passato alla storia come glasnost - accompagnò l'apertura al mondo voluta da Michail Gorbačëv per il suo paese. Storiche, al proposito, furono le esibizioni che il cantautore tenne, nello stesso anno, a Leningrado (oggi San Pietroburgo) e Kiev.

Nel 2014 Bragg si schierò a favore dell'indipendenza della Scozia e del Galles dal Regno Unito: "Solo votando sì [per l'indipendenza, ndr] si potrà liberare quell'energia che serve alla Scozia per costruire un paese più equo e riequilibrare il deficit sociale ed economico che attualmente esiste in queste isole sottoposte al 'sistema Westminster'". L'artista tuttavia apprezzò l'intervento di David Bowie, favorevole - dal canto suo - alla permanenza della Scozia nel Regno Unito: "La sua presa di posizione poterà gli inglesi a discutere di questi argomenti, e credo che gli inglesi abbiano il dovere di farlo".

In occasione del quinto anniversario della morte del leader dei Clash Joe Strummer, nel 2007, Bragg annunciò agli annuali NME Awards l'istituzione dell'associazione - il cui nome fu mutuato dal titolo di un brano degli stessi Clash - Jail Guitar Doors, impegnata nella fornitura di strumenti musicali agli ospiti degli istituti di detenzione britannici.

Nel gennaio del 2010 la Royal Bank of Scotland annunciò di voler versare a titolo di bonus un totale di un miliardo e mezzo di sterline ai manager impiegati nel proprio comparto di investimento speculativo: Bragg andò su tutte le furie, minacciando di non versare all'istituto le proprie tasse in segno di protesta. Durante uno dei tanti interventi pubblici tenuti al riguardo, ospitato dal leggendario 'speaker's corner' di Hyde Park, a Londra - il cantautore spiegò: "Milioni di lavoratori sono già stati costretti a rispondere a una desolante domanda: lavorare di più per meno soldi o rimanere disoccupati. Non vedo perché ai banchieri della Royal Bank of Scotland non si debba porre la stessa domanda".

Da sempre schierato contro ogni forma di discriminazione, Bragg è un attivista del movimento antirazzista Hope not Hate, soprattutto nella sua città natale, Barking, dove nel 2011 si schierò contro la formazione di estrema destra British National Party - in particolare contro il rappresentante locale del partito Richard Barnbrook, che lui stesso non esitò a definire "razzista e fascista": "Quando ve ne sarete andati da questa città, ricostruiremo una società migliore", preconizzò Bragg. Il BNP, tuttavia, alle consultazioni risultò la terza formazione in ordine di preferenze.

Billy Bragg è un affezionato ospite del Tolpuddle Martyrs' Festival, manifestazione musicale in programma a Tolpuddle, nel Dorset, nata per commemorare i martiri di Tolpuddle, contadini autocostituitisi nel diciannovesimo secolo in una sorta di proto-sindacato che, giudicati pericolosi dalle autorità centrali, vennero condannati alla deportazione in Australia.

Billy Bragg, pur essendo stato un acerrimo oppositore di Margaret Thatcher, nel 2013 invitò i detrattori della Lady di ferro a non festeggiare per la sua scomparsa: "La morte di Margaret Thatcher non è che un importante pro-memoria di quanto il Regno Unito oggi sia finito nei casini, o su perché un lavoratore normale oggi non guadagni più abbastanza per mantenere la propria famiglia, o ancora del rincaro dei prezzi che ha interessato gli affitti e i prezzi delle abitazioni, o su perché avidità e cinismo siano diventata la cifra della nostra società. Brindare per la morte di un'anziana signora malata non cambierà niente di tutto ciò, quindi non festeggiate: organizzatevi!".

Nel 2014, insieme al chitarrista dei Radiohead Ed O'Brien, Bragg capeggiò la rivolta di artisti e discografici britannici contro Youtube, coordinando un gruppo di pressione per convincere il parlamento europeo a emanare provvedimenti che limitassero la strapotere del gigante del video-sharing controllato da Google, accusato di imporre contratti capestro a band, cantanti ed etichette pena l'oscuramento dei rispettivi contenuti sulla propria piattaforma.

Nel 2011 Bragg aderì con entusiasmo al movimento Occupy: "Avere un sacco di 'mi piace' su Facebook non significa avere una reazione spontanea da parte di una platea emotivamente coinvolta da qualcosa che dici o canti, perché quando lo fai non solo prendi una posizione, ma crei anche un senso di comunità attorno alla tua posizione. Ecco perché credo che i più giovani si sbaglino nel mettere in relazione la presenza sul Web e la comunicazione. Il movimento Occupy sa che è una cosa molto più profonda: loro hanno capito che Internet è solo uno strumento che amplifica il messaggio di ciò che fai. Anche la musica può farlo, ma per il fatto che implichi anche un'esecuzione dal vivo in più genera emozione".

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