Oltre il politicamente scorretto: come Ted Nugent è riuscito a offendere il mondo

Il rocker statunitense ne ha per tutti e tutte
Oltre il politicamente scorretto: come Ted Nugent è riuscito a offendere il mondo

Ted Nugent è uno che fa più rumore quando apre la bocca di quando attacca la sua chitarra a un muro di Marshall, ma per i motivi più sbagliati: il chitarrista, cantante e autore di Detroit se ha un'opinione proprio non riesce a non comunicarla al mondo intero, e - fin qui - niente di male. Il problema, scorrendo le cronache degli ultimi vent'anni, è che pare che non esista un'opinione di Ted Nugent che non offenda qualcuno.

Donne, omosessuali, animalisti, minoranze etniche, comunità religiose e - più in generale - chiunque non sia un maschio bianco eterosessuale onnivoro convintamente repubblicano e non obiettore di coscienza di nazionalità statunitense sono finiti almeno una volta nel suo - fortunatamente metaforico - mirino: la stampa, va da sé, ci è andata a nozze, e le sparate - mai termine fu più appropriato - della voce di "Weekend Warriors" negli anni sono diventate una parentesi comica ben prima che i social network dessero la stura agli ormai tristemente noti sfoggi di hate speech che oggi riempiono le cronache.

Per celebrare il suo settantatreesimo compleanno senza prenderlo troppo sul serio - anche se, pure volendo, non avremmo idea di come fare - abbiamo raccolto alcune tra le uscite più improvvide e offensive che Nugent sia riuscito a collezionare negli ultimi due decenni.

Quasi sicuramente ne avrà anche per voi, ma non prendetevela: una risata, metaforicamente, lo seppellirà. E se nemmeno una lettura ironica delle sue gesta riuscirà a farvi digerire il personaggio, provate a cercare il suo nome su Google: vi renderete conto che a far parlare di lui sono praticamente solo le stronzate che ha detto. Giudicate voi se, per uno che da cinquant'anni a questa parte di lavoro fa il musicista, sia o non sia la condanna peggiore.

Nel 2007 Barack Obama aveva appena iniziato la corsa che si sarebbe conclusa, due anni più tardi, alla Casa Bianca, ma era già un sorvegliato speciale di Nugent: "E' un pezzo di merda, gli ho detto che deve succhiarmi il mio mitra", asserì lui davanti a suo pubblico, durante un concerto, tra una canzone e l'altra, "Hey, Hillary [Clinton, la ex first lady, ndr], potresti cavalcare una di queste [una mitragliatrice] verso il tramonto, inutile troia. Qualche domanda?".

Nel febbraio del 2012 le tensioni interrazziali salirono alle stelle, negli USA, dopo l'assassinio di Trayvon Martin, diciassettenne afroamericano che, disarmato, si stava recando a piedi presso la casa della sua fidanzata a Miami Gardens, Florida, quando fu colpito a morte da degli spari esplosi da George Zimmerman, vigilante di quartiere improvvisato che lo giudicò "persona sospetta" solo per il suo aspetto. Gli Stati Uniti, sconvolti, assistettero a una prima ondata di proteste da parte delle minoranze, che iniziarono ad organizzarsi in quello che qualche anno più tardi sarebbe diventato il movimento Black Live Matters. Nugent, per gettare benzina sul fuoco, ovviamente prese le parti di Zimmerman, bollando Martin come "un cannaiolo razzista aspirante gangsta rapper".

I pregiudizi razziali sono molto comuni, nelle interviste di Nugent: uno dei più clamorosi fu espresso durante un'intervista a Bob Mack pubblicata dal magazine Grand Royal nel 1995. "Io appartengo alla vera America, quella che lavora duro", disse lui, "Fatta di figli di puttana bianchi che si fanno un culo così tutto il giorno, che pensano con la loro testa e si svegliano la mattina presto". "E non ci sono neri, nella vera America?", gli chiese l'intervistatore, che si vide gelare da questa risposta: "Trovatemene uno. Trovamene uno [che faccia queste cose]".

Ted Nugent non è mai stato portato in palmo di mano nemmeno dalle donne, che nel 2007 si imbufalirono, molto comprensibilmente, per la grafica di copertina di quello che sarebbe stato il suo tredicesimo disco di studio, "Love Grenade". La casa discografica Eagle Records, temendo ritorsioni nelle vendite (non solo di Nugent) impose una copertina alternativa decisamente meno offensiva:

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Del resto anche le scelte di vita di Nugent hanno suscitato, negli anni, molte perplessità presso il pubblico femminile: nel 1978, all'età di trent'anni, il cantante e chitarrista intraprese una relazione con la diciassettenne di origini hawaiane Pele Massa. Impossibilitato a sposarla a causa delle leggi che regolavano le unioni civili in base all'età dei contraenti, Nugent - in accordo coi genitori della partner - chiese e ottenne la nomina di tutore legale della sua partner. Il tutto mentre non era ancora stato legalmente sciolto il matrimonio che lo legava alla sua prima moglie, Sandra Jezowski, dalla quale divorziò un anno dopo, nel 1979.

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Intervistato da VH1 nel 2012 per la serie di documentari "Behind the Music Remastered", Nugent si abbandonò a una delle dichiarazioni più offensive mai fatte nei confronti del genere femminile: "Del resto, cos'è una femminista? Una scrofa cicciona che non l'ha preso abbastanza".

Poteva forse Nugent privarsi del piacere di augurare tutto il male possibile al pubblico di alcuni suoi illustri colleghi? Certo che no.

"Un tizio che a un concerto dei Grateful Dead viene beccato con una zolletta di zucchero intrisa di LSD può venire sbattuto in galera a vita senza possibilità di libertà vigilata? Certo che no", arguì lui durante un'intervista condotta dal giornalista Denver Westword: "Ma può quel tizio venire manganellato? Certo che sì. E dovrebbe finire in una cella affollata dove un grosso e sporco uomo di colore gli sfonderà il culo tutte le notti? Certo. Ora, tutto ciò vi sembrerà crudele, vero? Beh, tutte cazzate: è proprio questo genere di passività che hanno portato il nostro paese dove si trova ora. Ma è il momento di finirla.".

Ted Nugent ha un'idea molto chiara riguardo la religione: l'unica giusta e ammissibile è la sua, qualunque essa sia. Intervista dalla WRIF Radio di Detroit, nel 1990, il cantante e chitarrista ammise di aver pensato di "sparare alla colonna vertebrale" di alcuni Hare Krishna che aveva incrociato per strada al fine di "insegnargli a vivere". Non si contano, invece gli attacchi all'Islam: fiero sostenitore del "muslim ban" trumpiano, in un post sulla sua pagina Facebook ufficiale il chitarrista ha sostenuto che se quella di Maometto "è una religione di pace, io sono un gay vestito da pirata che suona l'arpa in una cover band di Lawrence Welk".

Che Nugent fosse un cacciatore e acceso sostenitore della NRA - la National Rifle Association, la potente lobby americana di produttori di armi - era cosa nota. Le associazioni animaliste di tutto il mondo, che ormai pensavano di averne viste di tutte, da lui, non poterono che esprimere indignazione, nel 2012, quando il nostro pubblicò online un video che lo vedeva dare la caccia a un branco di maiali con un fucile automatico d'assalto. Da un elicottero...

E, secondo voi, cosa penserà Ted Nugent dell'immigrazione e - in generale - degli stranieri? "Per dire, i giapponesi mi amano ma restano degli stronzi che non si sanno godere la vita: non è che gli piaccia, è che hanno bisogno di me. Gli stranieri sono delle merde, delle canaglie, e non ce li voglio in questo paese. Non voglio che mi vendano ciambelle o mi facciano il pieno di benzina. Non li voglio in generale nella mia vita. Oh, sono serio".

La sparatoria alla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, durante la quale sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco diciassette studenti, ha portato la comunità studentesca statunitense a mobilitarsi per chiedere da parte delle autorità una stretta sul controllo delle armi: l'iniziativa, culminata in una grande marcia tenuta a Washington D.

C. il 24 marzo 2018, fu promossa da alcuni alunni dell'istituto dove poco più di un mese prima, il 14 febbraio, ebbe luogo il massacro. Intervistato dallo speaker conservatore Joe Pags al proposito, Nugent coi ragazzi è stato tutto meno che tenero: "Mi spiace dirlo, ma questi ragazzi [che manifestano contro le armi] non hanno un'anima. (.) Mi spiace per loro, ma sono dei bugiardi. Non resta altro che pregare Dio affinché queste bugie vengano spazzate via e affinché i bugiardi vengano definitivamente ridotti al silenzio".

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