Steve Howe (Yes): "Ovunque andassero i Genesis, noi andavamo da un'altra parte"

Il chitarrista britannico parla delle band che ammirava maggiormente agli albori della musica prog
Steve Howe (Yes): "Ovunque andassero i Genesis, noi andavamo da un'altra parte"

Il chitarrista Steve Howe (il primo a sinistra guardando la foto) ha ricordato, in una intervista concessa al magazine statunitense Rock Cellar, che gli Yes avevano un grande rispetto per le altre band che proponevano come loro musica prog, aggiungendo che il suo gruppo ha però cercato di evitare di esserne influenzato.

Chiestogli quali fossero le band che apprezzava maggiormente a quel tempo, Howe ha così risposto: "Avevamo rispetto per i Genesis e certamente per gli ELP, ma dovrei dire King Crimson.

Intendo dire, i King Crimson erano in un certo senso i signori del prog. Erano una band complessa perché non erano facili da comprendere. a volte era musica molto aggressiva, come in "21st Century Schizoid Man". Avevano tutti i generi di livello nella loro musica".



Nella sua risposta Steve Howe riguardo i Genesis ha spiegato: “Non li ascoltavamo per capire se il nostro prossimo disco doveva essere come il loro. Questa è la cosa peggiore che avremmo potuto fare perché non volevamo esserne influenzati. Quindi, ovunque fossero diretti i Genesis, noi stavamo andando da qualche altra parte!”.

Howe ha continuato ncora dicendo: “Non volevamo lasciarci influenzare perché è molto facile… soprattutto se la musica gira tutta intorno a te. Questo mi è successo con la chitarra alla fine degli anni '60. C'era Hendrix e c'era Clapton e tutti suonavano così, ma io mi dissi: 'Non suonerò così. Non ho bisogno di copiarli perché quello non sono io.' (...) Di certo non avrei detto improvvisamente: "Beh, è lì che dovrei andare", perché stava già accadendo. (…) Cercavo qualcosa di individuale e volevo che gli Yes fossero quell'individuo, quindi non volevamo essere come i Genesis, gli ELP o i Crimson”.


Il 74enne chitarrista ha inoltre riflettuto sulla produzione del suo gruppo: "Non erano dischi commerciali, abbiamo avuto poche hit. Non ci piacevano nemmeno le hit. Decommercializzavamo la nostra musica abbastanza spesso. Di proposito. 'Non ripetere quel percorso. Questo è ciò che fanno le band pop.' Quindi in pratica avevamo il nostro metodo, e penso che ogni decennio nella carriera degli Yes abbia avuto una sorta di punto di svolta, “Close to the Edge” è uno di quelli che riesco a ricordare.”
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