Dietro le quinte del nuovo album di Damon Albarn

In esclusiva per Rockol, un documentario inedito che racconta la lavorazione di “The nearer the fountain, more pure the stream flows”
Dietro le quinte del nuovo album di Damon Albarn
Credits: Linda Brownlee

"The nearer the fountain, more pure the stream flows” è uno dei dischi più belli e intensi di questo periodo: Damon Albarn lo realizzato durante il lockdown, ed è fatto di un minimalismo sonoro ispirato dalla natura dell'Islanda, dove è stato scritto e inciso. Un lavoro molto lontano dalle atmosfere delle altre avventure sonore del cantante, dai Blur, ai Gorillaz ai The Good, The Bad & The Queen.“The nearer the fountain, more pure the stream flows” è anche un minu documentario dietro le quinte dell'album, diretto da James Lockey, che vi proponiamo in esclusiva italiana, nelle due parti che trovate qua sotto.

 

Il titolo, spiega Albarn, è derivato da “Love and Memory”, una poesia di John Clare.

Sono sempre stato appassionato di John Clare, me l’ha fatto conoscere mia mamma. Lei mi disse: ‘Penso che ti piacerà’. Lui ha una storia molto interessante, legata alla natura. 
E in un periodo ha optato per il ritiro a causa della salute mentale. Mi ha sempre affascinato e mi piaceva leggere le sue poesie. Una poesia in particolare, "Love and memory”, mi ha davvero colpito.

Come abbiamo scritto nella nostra recensione, è un disco contraddistinto da "arrangiamenti orchestrali si intrecciano a melodie intime che solcano un tempo sospeso trovano un equilibrio in una discordanza che ha qualche cosa di maestoso.Il tutto viene accompagnato da alcune performance vocali di rarissima intensità".  Sulla componente musicale Albarn nel documentario racconta:

Abbiamo messo insieme un gruppo di musicisti e abbiamo iniziato a fare questi workshop, dove letteralmente tutti si presentavano mentre era ancora buio e si preparavano; poi suonavamo mentre la luce cambiava. Alcuni giorni c'erano tempeste di neve, altri giorni era sereno: ma c'era sempre qualcosa da fare. L'idea era che avremmo fatto musica concentrandoci a volte su uno stormo di uccelli sull'acqua e poi sulla nuvola che arriva su Esja. E abbiamo anche iniziato a orchestrare il contorno del paesaggio… Questo è quello che stavo facendo. Poi, ovviamente, a marzo dello scorso anno mi sono dovuto fermare di colpo.

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