NEWS   |   Industria / 01/06/2005

FIMI, è Enzo Mazza il nuovo presidente

FIMI, è Enzo Mazza il nuovo presidente
Hanno trovato conferma le previsioni della vigilia, che indicavano in Enzo Mazza il candidato più probabile alla successione di Alberto Pojaghi: Mazza, che ricopriva già il ruolo di direttore generale (vedi News), è stato nominato presidente al termine della riunione che nella giornata di ieri (31 maggio) ha eletto il nuovo comitato direttivo. Di quest’ultimo fanno parte anche Mario Allione (FMA Edizioni Musicali), Beppe Ciaraldi (EMI Music), Franco Cabrini (Sony BMG), Massimo Giuliano (Warner Music Italy, vicepresidente), Piero La Falce (Universal Music) e Alberto Pojaghi in qualità di “past president” come previsto dalle norme di Confindustria a cui l’associazione aderisce. Mazza, che come il suo predecessore non ricopre ruoli operativi nella gestione di case discografiche, manterrà per il momento anche le funzioni precedenti di direttore generale.
“L’associazione continuerà ad avere tra le sue finalità essenziali quella di assistere e rappresentare le imprese del settore in questa delicata fase di transizione dal mercato tradizionale al mercato digitale” ha detto Mazza a Rockol a proposito del suo "programma di governo”. “Dovremo quindi rafforzare ulteriormente i rapporti di collaborazione con le istituzioni, come è avvenuto recentemente in seno alla Commissione Stanca, con le altre industrie titolari di contenuti (cinema, software, editoria libraria), con le società di telecomunicazioni e gli Internet service provider in vista dell’obiettivo comune rappresentato dallo sviluppo di un mercato digitale legale”. E i rapporti con l’industria indipendente? “Nel nuovo direttivo c’è una ‘indie’, la FMA, altre sono già associate e altre ancora speriamo arrivino o facciano ritorno. Noi lavoriamo per l’industria tutta, trovo controproducente se non suicida continuare con la vecchia contrapposizione tra un’industria indipendente buona e una multinazionale cattiva che ci pone anche in una posizione di debolezza nei confronti degli interlocutori. Io credo che divergenze di questo tipo siano un non problema che si risolverà da sé”.