I Rolling Stones e il miglior concerto rock mai inciso su un disco

“The best rock concert ever put on record” (Lester Bangs)
I Rolling Stones e il miglior concerto rock mai inciso su un disco

Il 27 novembre del 1969 i Rolling Stones si esibirono in concerto al Madison Square Garden di New York, tra il pubblico anche Jimi Hendrix che proprio quel giorno festeggiava i suoi 27 anni e ancora non può sapere che purtroppo non arriverà mai a compierne 28 perché la sua vita si spezzerà il 18 settembre del 1970 in un hotel di Londra.

Quella esibizione di Mick Jagger e compagni passerà alla storia perché verrà immortalata – per la precisione solo due brani eseguiti quella sera verranno immortalati, "Jumpin' Jack Flash" e "Honky Tonk Women" - nel disco dal vivo "Get Yer Ya-Ya's Out!" che il gruppo avrebbe poi pubblicato il 4 settembre del 1970.

Per ricordare quel concerto divenuto a suo modo storico per aver generato uno degli album dal vivo più celebrati della storia del rock, vi invitiamo a rileggere le note da noi riportate nel 2009 in occasione dell'uscita della 'deluxe edition' che ne celebrava i quaranta anni dalla pubblicazione.

“The best rock concert ever put on record”, il miglior concerto rock mai inciso su un disco. Così, senza mezzi termini, scriveva il 12 novembre del 1970 il leggendario critico Lester Bangs, in una recensione per il quindicinale Rolling Stone passata alla storia e riprodotta in questa edizione celebrativa del primo, e più classico, album dal vivo dei Rolling Stones.

Tutto vero, eppure i 47 minuti di durata del “Get yer ya-ya’s out!” originale avevano sempre dato l’impressione di un banchetto lasciato a metà. Di un morso troppo frettoloso a quei due storici concerti al Madison Square Garden di New York che quarant’anni fa, il 27 e 28 novembre del 1969, gettarono le basi di una reputazione da invincibile live band che ancora oggi resiste.

La confezione deluxe appena pubblicata dalla Universal, articolata in 3 Cd e un Dvd, gli rende finalmente piena giustizia, aggiungendo elementi essenziali e di contorno al piatto principale: alle canzoni dell’album originale in versione rimasterizzata (sul disco 1) si affiancano gli altri brani suonati dagli Stones nell’arco di quelle due serate (“Prodigal son”, “You gotta move”, “Under my thumb”, “I’m free”, “(I can’t get no) Satisfaction”, sul disco 2) ma anche estratti dalle elettrizzanti performance degli artisti di spalla, B.B. King e Ike & Tina Turner (sul disco 3, e scusate se è poco).

Chiude il programma un Dvd di 27 minuti diretto da Albert e David Maysles (i fratelli registi del classico “Gimme shelter”), con immagini tratte dagli stessi concerti, nel backstage (gli Stones chiacchierano con Jimi Hendrix e con i Grateful Dead), e durante la realizzazione della celebre copertina.

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La parte del leone, ovviamente, la fa ancora il disco originale, con una scaletta da favola, Keith Richards e Mick Taylor a passarsi di mano assoli e riff incendiari di chitarra (“Jumpin’ Jack Flash”, “Midnight rambler”, “Honky tonk women”, “Street fighting man”), Mick Jagger a reincarnare lo spirito demoniaco di Robert Johnson (“Love in vain”) e quello di Satana in persona (“Sympathy for the devil”), in un mix irripetibile di elettrico e acustico, di passato country/blues e presente rock’n’roll.

Corredano l’invitante cofanetto una replica del poster del tour ’69 e un libro di 56 pagine arricchito da foto e da un saggio di Ethan Russell (il fotografo che accompagnò gli Stones in quel giro di concerti). Una “super deluxe edition”, infine, include anche tre vinili picture disc, uno dei quali corredato dagli autografi degli Stones.

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