Jamiroquai: il disco nuovo, Bush, le Ferrari, la coca e il resto

Jamiroquai: il disco nuovo, Bush, le Ferrari, la coca e il resto
In Italia, giusto tre anni fa, hanno registrato un Dvd dal vivo all’Arena di Verona. In Italia, dove sono popolari e apprezzati assai, si imbarcheranno presto in una serie di esibizioni dal vivo (il 12 luglio a Genova, il 14 a Modena, il 15 a Lucca, il 17 a Napoli nell’ambito del Cornetto Free Music Festival e il 18 a Roma). In Italia il leader della band viene spesso e volentieri a comprarsi auto sportive, lui che può. E sempre in Italia hanno fatto tappa anche in occasione delle registrazioni del nuovo album “Dynamite”, in uscita il 20 giugno prossimo per la Sony. Insomma, Jay Kay e Jamiroquai da noi sono proprio di casa. “Ma stavolta”, sottolinea il capobanda fiancheggiato dal chitarrista Rob Harris e dal tastierista Matt Johnson, “vogliamo dei bei concerti sotto il sole, grazie. A Verona, quando registrammo il Dvd, venne giù il diluvio, lo stesso accadde in Sicilia e tutte le volte smise di piovere appena noi smettemmo di suonare. All’Arena c’era quella fantastica passerella tra il palco e il pubblico montata per l’opera lirica in programma il giorno dopo… Ci dissero che era troppo pericoloso andare avanti a suonare e riprendere le immagini in quelle condizioni atmosferiche, ma con tutta quella gente a guardarci, la suggestione dell’anfiteatro e 16 telecamere a disposizione come si faceva a smettere?”.
Il nuovo album Kay e compagni lo hanno scritto, registrato, sviluppato e rifinito ovunque gli è capitato di trovarsi, a Milano Marittima e a Maiorca, in Costa Rica e in Portogallo, nella casa scozzese di Jay e negli Stati Uniti, a Los Angeles e a New York. “Muniti di Pro Tools e di hard disk, giusto con la strumentazione minima necessaria per metterci a suonare ogni volta che ci veniva voglia di farlo. E’ comodissimo potersi portar dietro la musica sotto forma di informazioni digitali, l’unico problema è stato convincere la dogana americana che era normale avere le borse piene zeppe di dischetti. E poi ogni posto in cui stai porta un’ispirazione diversa e dà un aroma differente al disco. ‘Dynamite’, la canzone, l’abbiamo registrata in California e crediamo che si senta”. Il primo singolo “Feels just like it should” (che il gruppo presenta al Festivalbar in anteprima mondiale nella puntata registrata a Torino domani sera, vedi News), con quel suono di basso sporcato da un vocoder, è il brano più aggressivo e “sperimentale” di una raccolta che per il resto gioca sul terreno disco/soul/ funk caro ai fan. “Ci sono state un bel po’ di discussioni con la casa discografica, quando si è trattato di scegliere il brano che doveva anticipare l’uscita del Cd. Si era parlato di ‘Dynamite’ e anche di ‘Give hate a chance’, che la Sony vedeva soprattutto come un pezzo adatto ad essere remixato dai dj. Alla fine abbiamo fatto la scelta più radicale, dal vivo il pezzo suonerà meno elettronico e più chitarristico, un po’ alla Sly & the Family Stone. Siamo molto soddisfatti anche del video che accompagna la canzone, con il regista Joseph Khan che sta in California ci sono state interminabili chiacchierate al telefono. Mi piace l’idea di interpretare tutti e quattro i personaggi (compresa una ragazza) e dall’inizio ho voluto che uno di questi avesse le sembianze del Candyman, il personaggio dei film dell’orrore. Dopo ‘Virtual insanity’ la gente si aspetta molto dai nostri video e questo è un clip decisamente colorato e divertente”. Sul fronte più impegnato e polemico del disco spicca invece un pezzo come “World that he wants”, che ha per bersaglio l’attuale presidente degli Stati Uniti. “Bush, Cheney e Rumsfeld, con Wolfowitz a capo della Banca Mondiale, formano una bella accolita di criminali. Al presidente e alla sua cricca importa nulla che i ventenni mandati al fronte tornino regolarmente indietro dentro una bara. Solo questo mese ci sono state 70 vittime in Iraq: e davvero basta dare un’occhiata alla mappa geografica dell’area sudcaucasica per rendersi conto che la guerra serve solo a controllare le rotte del petrolio, oggi che in Texas il greggio scarseggia. Anche ‘Give hate a chance’, naturalmente, è un titolo che va preso come una provocazione, un commento amaro al fatto che oggi alla pace nessuno sembra voler più dare una possibilità. Avevamo pensato di chiamare così il disco, poi ci è sembrato un titolo un po’ troppo forte e anche la Sony era contraria”. A proposito di casa discografica: blindato ai tempi degli esordi (1992) da un contratto a tenuta stagna che neanche Totti con la Roma, mr. Kay si sente lo stesso un artista libero (questo è il suo sesto disco con Jamiroquai sugli otto previsti dal suo vecchio accordo). “Quando vendi 23 milioni di copie è difficile che ti lascino scappar via come se niente fosse…Ma sono contento della fusione tra Sony e BMG, il risultato è che oggi nella casa discografica circola aria fresca e ci sono facce nuove. Ci vuole, ogni tanto, considerando che ho cominciato con loro quando avevo 22 anni e ora ne ho 35. Una fonte costante di contrasti riguarda la pubblicazione di un greatest hits, che ai miei discografici farebbe comodo come espediente per spremere un po’ di soldi dal mercato. Loro insistono da tempo, io mi sono impuntato per fare uscire un altro disco di inediti. La raccolta di successi potrebbe venir buona la prossima volta, in fondo ci sono numerosi fan dei Jamiroquai che ci hanno conosciuto a partire dal terzo disco”.
Si toccano anche argomenti privati, come è d’obbligo con una rockstar: Jay assapora una sigaretta a dispetto del divieto di fumare in luoghi pubblici ma si dichiara “pulito” dalla droga (“non tocco la cocaina da cinque mesi e sei giorni”). E si consola con le amate fuoriserie: “Anche per questo vengo spesso in Italia. Ho mandato a riparare il motore della mia Dino Ferrari e mi è tornata a casa proprio in questi giorni. L’ultimo acquisto che ho fatto qui è stata una Maserati A6 GCS del 1955, piccola, solida e carina. Ma sono sempre a caccia, mi sto guardando in giro e ora sto pensando di comprarmi qualcosa di più classico”.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.