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NEWS   |   Industria / 25/07/2005

Payola negli USA, Sony BMG ammette la colpevolezza e paga la multa

Payola negli USA, Sony BMG ammette la colpevolezza e paga la multa
Sony BMG è la prima casa discografica ad ammettere di aver fatto uso di pratiche illecite, negli Stati Uniti, per influenzare le scelte dei programmatori radiofonici: la major ha promesso di non incorrere più nello stesso tipo di reato accettando contestualmente di pagare una multa di 10 milioni di dollari per evitare di doversi difendere in tribunale dalle accuse di “payola” avanzate nei suoi confronti dal procuratore generale di New York, il celebre e discusso Eliot Spitzer (vedi News).
La notizia, anticipata da New York Times, New York Post e Los Angeles Times, oltre che dall’agenzia Reuters, è stata confermata dallo stesso Spitzer nel corso di una conferenza stampa tenuta nella giornata di lunedì, 25 luglio. Il procuratore d’assalto, noto per le sue campagne moralizzatrici rivolte a Wall Street e al mondo delle assicurazioni, ha lodato Sony BMG per il suo atteggiamento collaborativo rivelando che le indagini avevano accertato ripetuti casi di corruzione da parte degli uffici di promozione della società, di cui erano a conoscenza anche i suoi più alti vertici: i sistemi usati per “oliare” il meccanismo promozionale e convincere i programmatori radio a trasmettere le canzoni degli artisti Sony BMG, sovente intrapresi con l’aiuto di promoter esterni per così dire “specializzati”, includevano l’elargizione di viaggi premio e regalìe di varia natura (soprattutto prodotti elettronici marchiati Sony) ai funzionari radiofonici, il finanziamento di concorsi premio per gli ascoltatori e la copertura di spese di esercizio delle emittenti. “Diversamente dalle aspettative del pubblico”, ha detto Spitzer, “la selezione delle canzoni inserite nell’airplay spesso non si basa sulla popolarità o su meriti artistici, ma su pagamenti sottobanco alle stazioni radio e ai loro dipendenti”. Il procuratore ha aggiunto di voler proporre lo stesso patteggiamento extragiudiziale alle altre major, secondo lui colpevoli di identiche pratiche illecite (volta per volta l’entità della sanzione verrebbe determinata in funzione della quota di mercato di ciascuna società): lo scorso ottobre (vedi News), tuttavia, la EMI si era dichiarata estranea ai fatti imputati da Spitzer.