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Lady Gaga a Che tempo che fa: ‘Spero che i giovani italiani continuino a sognare’

La diva americana ha presentato alla trasmissione di Rai3 il film ‘House of Gucci’, in uscita il prossimo 16 dicembre. E alla comunità LGBTQ+ italiana: 'Continuerò a scrivere musica per voi, e, cosa più importante, cercherò di lottare per voi'
Lady Gaga a Che tempo che fa: ‘Spero che i giovani italiani continuino a sognare’

Lady Gaga è stata ospite di Fabio Fazio negli studi di Che tempo che fa: la cantante newyorchese di origini italiane ha presentato al pubblico italiano il film “House of Gucci”, che l’ha vista vestire i panni di Patrizia Reggiani, la già moglie di Maurizio Gucci riconosciuta colpevole e condannata come mandante dell’omicidio del marito, perpetrato il 27 marzo del 1995. La pellicola diretta da Ridley Scott non è stato l’unico argomento di conversazione tra la cantante e il conduttore. A Gaga, in prima battuta, sono stati mostrati i filmati degli attivisti lgbtqi+ che intonavano in piazza la sua “Born This Way” per protestare contro la bocciatura del DL Zan. Lei ha commentato:

“Volevo dire una cosa alla comunità LGBTQ+ in Italia: siete i più coraggiosi, siete i più gentili, siete un’ispirazione e perché succeda una cosa di questo genere (lo stop al DLL Zan) dobbiamo gridare al disastro. Voi dovete invece essere protetti, a tutti i costi, come tutti gli esseri umani che vivono su questa Terra. Io continuerò a scrivere musica per voi, e, cosa più importante, cercherò di lottare per voi”.

Altro tema forte è stato la famiglia. Al proposito, Lady Gaga ha detto:

“Penso sempre alla mia famiglia. Quando stavamo girando ‘House of Gucci’ ho pensato tante volte a mio nonno Giuseppe: era un uomo davvero forte, un calzolaio. E’ stato con mia nonna Angelina per una vita. Quando parlo con mia nonna, che adesso ha perso la vista, e le chiedo come sta, mi dice: ‘Sono ancora qui e penso a tuo nonno’. Quando ho girato ‘House of Gucci’ ho pensato a quanto sia stata unita la mia famiglia”.

Sul lavoro sul set:

“Durante le riprese eravamo in zona rossa. Dato che cerco di rispettare le regole, non ho avuto opportunità di visitare il paese con conto mio: sono stata più che altro in albergo e sul set. Ringrazio comunque i sanitari, che ci hanno sostenuto durante il film: mi spiace tantissimo per tutti quelli che hanno perso qualcuno (a causa del Covid), prego per la salute di tutti”.

Sempre sulla famiglia, dopo aver visto una sua foto di bambina, al pianoforte:

“Sarò sempre una sognatrice, sarò sempre la figlia di mia padre, vengo da una famiglia che ha lavorato duramente, per permettere a me e mia sorella di ricevere un’istruzione, e mi sento davvero molto fortunata”.

Sul fatto che abbia dichiarato che “scrivere canzoni è come un’operazione a cuore aperto”:

“Quando fai l’artista entri in un luogo molto vulnerabile: quando lavoro cerco di arrivare fino in fondo, il luogo più profondo di me stessa dove c’è ancora la bambina che può sognare. Non riesco a credere a tutti i dischi che sono riuscita a  fare, e di aver cantato con Tony Bennett, che è uno degli autori più grandi della storia”.

“Credo che l’avere coraggio può avere forme diverse. Non mi sono mai sentita bella, ma l’arte, la creatività, la moda e la fantasia mi fanno sentire bella, ho dedicato tanto tempo all’Italia e forse è stato il periodo in cui mi sono sentita più bella in tutta la mia vita. Questo perché in America quando la gente vede qualcuno come me pensa: ‘Questa è pazza’. In Italia, invece, le donne sono vestite in modo incredibile, sono belle, forti, colorate, vibranti”.

Dopo aver visto un filmato sui suoi più grandi successi, con - come gran finale - la sua esibizione al gala degli Academy Awards con Bradley Cooper per “A Star Is Born”:

“Provo tantissima gioia: riguardando questo filmato, penso come la mia famiglia rivedrà queste immagini, saranno davvero orgogliosi. Devo dire grazie a Bradley Cooper, che è stato un regista bravissimo, mi ha dato un grande opportunità con ‘A Star Is Born’: con il mio personaggio si vede come sono io, si vede un pezzo di me che nessuno ha mai visto prima. E l’amicizia tra noi due ha dato una spinta al film”.

Fazio accenna, scherzosamente, al fatto che possa diventare presidente degli Stati Uniti:

“Non voglio diventare presidente, in quel modo non sarei più in grado di mettere i piedi per terra…”

Sul personaggio di Patrizia Reggiani:

“Come se fossi una giornalista, ho ricercato tutte le informazioni sul suo conto: molti dicevano che era alla ricerca di denaro, che si è sposata e ha ucciso per quello, ma ho scoperto che quando ha sposato Gucci suo marito non era ancora ricco, quindi mi sono resa conto che la storia era complicata. Non sono d’accordo con quello che ha fatto, credo sia colpevole, ma volevo un personaggio che fosse una persona vera: lei ha fatto un errore enorme, perché è stata ferita per così tante volte. Questo film è una lezione, per tutti: gli uomini lottavano per il nome Gucci mentre lei pianificava un’omidicio. Ho lavorato su un personaggio che è un'assassina ma anche una donna. Volevo rispettare la tragedia della storia vera. Per almeno sei mesi ho studiato per parlare in inglese con accento italiano”.

Sul ruolo della donna al tempo della vicenda raccontata in “House of Gucci”:

“Penso che questa essere secondarie rispetto ai maschi venisse insegnata. Silvana Reggiani, madre di Patrizia, parlava tanto con lei, quando era piccola, di sposare un uomo ricco. Io voglio lavorare sulle cose nelle quali credo, e credo che si sia sposata per amore: mi spiace l’idea che la donna per contare debba andare alla ricerca del denaro, lei era una donna del popolo ma voleva essere una donna che conta. Non ho letto il libro (di Sara Gay Forden), perché non volevo che nessuno mi dicesse chi era Patrizia Reggiani”.

Il messaggio finale:

“Spero che i giovani in Italia continuino a sognare, a lavorare duramente e a tenere vicina la famiglia… anche se so di non dovervelo dire io”.

 

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