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Gene Simmons rivela l'unico errore nella carriera dei Kiss ed è legato ai Van Halen

Il suo compagno di band Paul Stanley però la pensa in maniera differente
Gene Simmons rivela l'unico errore nella carriera dei Kiss ed è legato ai Van Halen

Il chitarrista dei Kiss Paul Stanley ha affermato che la principale ragione per cui lui e il manager della band Bill Aucoin rifiutarono l'opportunità di lavorare con i Van Halen nel 1976 è riconducibile al concetto di istinto di sopravvivenza.

I Kiss a quel tempo si trovarono a passare da Los Angeles, Stanley e Gene Simmons ricevettero un invito dal DJ e impresario Rodney Bingenheimer per recarsi allo Starwood e dare una occhiata a due gruppi locali ancora senza contratto discografico, i Boyz e i Van Halen.

Dopo lo show, Simmons venne presentato ai Van Halen ed espresse il desiderio di lavorare con quel gruppo e di produrgli una demo. Gene Simmons finì per far volare i Van Halen a New York per registrare una demo agli Electric Lady Studios, con lo stesso Gene a supervisionare la produzione. Andò a finire che il cantante e bassista non riuscì a lavorare con il gruppo californiano poiché Stanley e Aucoin espressero poco entusiasmo per quelle registrazioni e, di fatto, le bocciarono.

Gene e Paul sono tornati a parlare di questo episodio vecchio di oltre quaranta anni durante un incontro domanda e risposta durante la Kiss Kruise. Ripensando alla lunga e gloriosa carriera della sua band Gene Simmons ha dichiarato, come riportato da Blabbermouth.com: "Abbiamo fatto un solo grosso errore, uno solo. C'era una band chiamata Van Halen. C'era una demo di 24 tracce. Loro erano felici e volevano firmare con noi, e noi abbiamo detto di no."



Al che è intervenuto Paul Stanley per dare la sua versione di quello che accadde e di perchè accadde: "Grazie al cielo. Il motivo per cui abbiamo detto di no è stato perché parte della gioia di vivere di Gene, che sta a significare amore per la vita, è che gli piace guardare e fare cose totalmente diverse. E a volte questo significa doverlo trattenere, soprattutto agli inizi della carriera della band, quando l'essere coinvolto in altri progetti avrebbe davvero danneggiato il gruppo. Non potevi ascoltare i Van Halen e non pensare che fossero fantastici. Bill lo sapeva. Io ero con Gene quando vide per la prima volta i Van Halen allo Starwood. Ma l'idea di gestire o produrre una band quando eravamo davvero ancora all'inizio della nostra carriera era qualcosa che era... quella mossa si chiama autoconservazione".

In precedenza Gene Simmons aveva dichiarato al Los Angeles Times che sapeva che c'era qualcosa di speciale nei Van Halen. "Ho pensato, 'Cazzo, ascolta questi ragazzi'. Non appena Eddie ha iniziato a suonare, la cosa che mi ha colpito subito è stata che il ragazzo aveva un tocco incredibilmente veloce e leggero... Eddie nuotava su quella tastiera e non potevo credere al controllo che aveva. La testa di tutti si voltò come Linda Blair in 'L'esorcista': che cos'è?".


Gene disse a Paul Brannigan, che ha scritto la biografia di Eddie Van Halen 'Unchained', che non riuscì a crederci quando Stanley gli disse di non aver sentito nulla di speciale nei Van Halen. "Tutti alzarono le spalle e dissero, 'E allora?'. E io risposi, 'Mi state ammazzando! Che cosa significa, 'E allora?' Ascoltateli!'". Simmons aggiunse ancora, parlando con Brannigan: "Strappai il contratto e dissi, 'Ragazzi siete liberi'. Gli dissi, noi andiamo in tour, e quando torno, se non avete un accordo, cercherò di aiutarvi. Ma in questo momento, non mi pare etico acquistare il vostro nastro, perché il resto dei ragazzi non lo comprende.'"
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