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Le molte facce di "Stairway to Heaven"

Il brano dei Led Zeppelin è uno dei più iconici della storia del rock
Le molte facce di "Stairway to Heaven"

Il cinquantesimo compleanno del quarto album dei Led Zeppelin è anche un'occasione per celebrare "Stairway to Heaven" il brano più celebre del loro repertorio e uno dei grandi classici del rock.

Una suite in tre movimenti che Jimmy Page e Robert Plant scrissero davanti al camino di uno dei saloni di Headley Grange, residenza rurale nella campagna inglese dell'East Hampshire, utilizzata in quegli anni da numerosi artisti come sala prove e studio di registrazione. Ma quante sono le versioni da ricordare del capolavoro degli Zeppelin? Ovviamente quella originale, che con i suoi 8 minuti chiudeva la prima facciata del disco e che non venne mai pubblicata come singolo.

"Stairway to Heaven" venne suonata dal vivo per la prima volta il 5 marzo 1971 alla Ulster Hall di Belfast (Irlanda del Nord), dunque molto prima della sua pubblicazione su disco. Leggenda vuole che non venne subito accolta dal pubblico in maniera entusiastica, ma da quel momento divenne un punto fermo dei loro concerti. Nel 1976 compare nel primo album live della band "The Song Remains the Same" registrato al Madison Square Garden di New York tra il 27 e il 29 luglio 1973 e Plant annuncia il brano così: "I think this is a song of hope".

Molti fan dei Led Zeppelin preferiscono però la versione live contenuta nell'album "How The West Was Won" pubblicato nel 2003 e registrato nel corso del tour americano del 1972.

Passerà tristemente alla storia anche la versione di "Stairway to Heaven" che la band - riunitasi per la prima volta dopo lo scioglimento (e la morte di John Bonham) - suonò per il Live Aid allo stadio di Philadelphia il 13 luglio 1985. In quell’occasione il gruppo aveva assoldato i batteristi Tony Thompson e Phil Collins, oltre al session man Paul Martinez al basso. Il risultato sul palco fu però un disastro: Collins si presentò allo show senza aver provato, facendo così innervosire Jimmy Page. Come impietosamente ci ricordano i video trasmessi all'epoca in mondovisione, l'esibizione fu assolutamente da dimenticare e non venne inserita - per volere del gruppo - nel DVD ufficiale del concerto pubblicato nel 2004.

Dopo lo scioglimento del gruppo Jimmy Page ha raramente proposto "Stairway to Heaven" dal vivo nel corso dei suoi concerti e solo in versione strumentale. Il 20 settembre del 1983 - in occasione di un evento benefico alle Royal Albert Hall di Londra - suonò il brano con gli amici Jeff Back ed Eric Clapton.

Solamente nel 1985 "Stairway to Heaven" entrerà nelle classifiche dei singoli negli Stati Uniti e in Gran Bretagna grazie alla cover pubblicata dai Far Corporation, una sorta di supergruppo con membri dei Barclay James Harvest, Toto e Boney M. Il brano venne inserito nell'album "Division One", ma sarà la versione "edit" pubblicata come 45 giri ad ottenere un buon successo anche in discoteca, facendo inevitabilmente storcere il naso ai fan dei Led Zeppelin. Nella cover la voce è quella di Robin McAuley (dei Survivor) e suonano Curt Cress (ex batterista dei Saga), e tre membri dei Toto: Bobby Kimball, David Paich e il chitarrista Steve Lukather.

La miglior cover di "Stairway to Heaven" è anche la più folle. Compare in chiusura dell'album di Frank Zappa "The Best Band You Never Heard in Your Life" pubblicato nel 1991 ma registrato nel corso del tour del 1988, l'ultimo del compianto musicista di Baltimora. Una versione arricchita di gag ed effetti sonori con il leggendario assolo di chitarra finale di Page sostituito dalla sezione fiati. A cantare non è però Zappa ma il suo tastierista Ike Willis. Attenzione: dopo che avrete ascoltato questa cover la versione originale non vi sembrerà più la stessa.

Esiste anche una rilettura di "Stairway to Heaven" in chiave reggae. Venne pubblicata nel 1991 dai Dread Zeppelin, band californiana famosa per le sue cover del repertorio dei Led Zeppelin. Il brano compare nel loro secondo album "5,000,000" in cui anche la copertina è un omaggio al leggendario quarto album dei Led Zeppelin.

È possibile condensare in due minuti il capolavoro dei Led Zeppelin? Ci hanno provato i Me First And The Gimme Gimmes con la loro versione punk contenuta nel live del 2004 "Ruin Jonny's Bar Mitzvah".

Tra le versioni "al femminile" di "Stairway to Heaven" spicca quella incisa da Mary J. Blige insieme a Travis Barker (batterista dei Blink 182), Randy Jackson al basso e Steve Vai alla chitarra e pubblicata nel 2010 nella ristampa dell'album "Stronger with Each Tear".

Jan Rot è un musicista olandese che, a voler dar retta alla sua pagina su Wikipedia, è piuttosto popolare nel suo paese grazie alle sue traduzioni dei grandi classici del pop e del rock. Nel suo repertorio non poteva quindi mancare il classico degli Zeppelin che nella sua imbarazzante versione al pianoforte diventa "Weg naar Walhalla" ossia "Strada per il Walhalla".

A cura di Maurilio Giordana (titolare del blog “MyWay”)

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