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Dave Grohl racconta quando si ruppe la gamba a Goteborg nel 2015

Il frontman dei Foo Fighters e la storia di un concerto per lui indimenticabile
Dave Grohl racconta quando si ruppe la gamba a Goteborg nel 2015

Probabilmente i maggiori pericoli una rockstar li corre se abbraccia anima e corpo la filosofia rock'n'roll che prevede massicce dosi di sesso e droga, ma anche esibirsi in concerto su un palco può non essere del tutto sicuro. Esiste il rischio di inciampare oppure di scivolare oppure ancora, per i più spericolati, di provare a fare dei salti, magari per avvicinarsi al proprio pubblico, non del tutto consigliabili e che nascondono sempre qualche insidia.

Tra quanti sono stati vittima di questo genere di incidente sul lavoro anche il frontman dei Foo Fighters Dave Grohl. Accadde il 12 giugno 2015 allo stadio Ullevi di Goteborg in Svezia durante il 'Sonic Highways World Tour', ciclo di concerti a supporto di "Sonic Highways" (leggi qui la recensione), ottavo album dei Foo Fighters uscito nel novembre del 2014. Successe che la band statunitense... ma lasciamo che a raccontarlo sia lui in prima persona per come ha riportato la dolorosa esperienza nella sua bella autobiografia di recente pubblicazione 'The Storyteller' (leggi qui la recensione).

"Era una bellissima serata scandinava. Cielo limpido, brezza calda e cinquantamila fan dei Foo Fighters che aspettavano con ansia la nostra collaudata scaletta di due ore e mezza e venticinque canzoni. A quel punto, la nostra piccola band era passata dal livello dei palazzetti a quello degli stadi, diventando una macchina ben oliata che inanellava una canzone dietro l'altra senza quasi riprendere fiato; io avevo ormai imparato a intrattenere un pubblico così vasto e vivevo ogni volta il mio sogno segreto di essere Freddie Mercury."

Poi giunge il momento di dare inizio allo spettacolo: "Il sole era ancora alto quando siamo saliti sul palco e, non appena abbiamo attaccato con i primi accordi di Everlong (senza dubbio il nostro pezzo più famoso), la folla è impazzita.

E' una canzone che di solito teniamo per il finale, ma in quella occasione era perfetta per aprire quello che si sarebbe rivelato il nostro concerto più memorabile e ci lanciammo con la forza esaltata di una band in fiamme. Senza interruzione, passammo al rock veloce di Monkey Wrench, mentre io correvo da una parte all'altra del palco (.) Ora, dovete sapere che i palchi degli stadi hanno due caratteristiche. Primo, sono larghi, e una volta che vai da una parte all'altra devi farti tipo cinquanta metri, il che ti lascia quasi senza fiato quando torni di corsa al microfono per cantare il verso successivo. Secondo, sono alti, per far sì che il pubblico possa vedere gli artisti da un centinaio di metri di distanza.".

Il concerto era appena iniziato, si era solo alla seconda canzone quando accadde il fattaccio. Ecco cosa, nelle parole del protagonista: "A metà canzone, feci un balzo in avanti per un'altra corsa verso il lato del palco e mi si infilò il piede sotto un cavo a pochi metri dal bordo. Inciampai e persi l'equilibrio: davanti agli occhi mi si spalancò un vuoto di oltre tre metri e mezzo. "Nessun problema" pensai, "devo solo saltare". (...) Precipitai a terra con un colpo raccapricciante e mi invase una scarica di adrenalina pazzesca. Mi alzai al volo per far finta che non fosse successo nulla (...) ma al primo passo capii subito che qualcosa non andava."

La consapevolezza può essere davvero una brutta sensazione da provare. "Quando misi il peso sulla caviglia destra, la sentii calda e intorpidita, aveva la consistenza di un calzino pieno di purè di patate. Era in poltiglia. Andai giù di nuovo, tenendomi la gamba mentre gli uomini della sicurezza mi circondavano. Beatamente ignara di quello che mi era successo, la band continuava a suonare sopra la mia testa. Non potevano vedere il disastro che si era consumato lì sotto."

Una vecchia regola del mondo dello spettacolo dice 'the show must go on'. Dopo essersi interrotto per qualche minuto, lo show continuò e venne portato a termine. Dapprima il microfono venne preso dal batterista del gruppo, Taylor Hawkins, che cantò "Stay with Me" dei Faces e "Under Pressure" dei Queen. Poi Dave riprese il suo posto seduto su una sedia. Concluso il concerto, la corsa in ospedale.

Dave Grohl venne operato e il tour si fermò. Ma solo per qualche settimana. Infatti il 4 luglio, giorno della festa dell'indipendenza degli Stati Uniti, i Foo Fighters si presentarono allo stadio di Washington. Dave durante il live rimase seduto su un trono progettato appositamente per permettergli di esibirsi in concerto e lo raccontò con dovizia di particolari al pubblico presente prima di lanciarsi a interpretare "Big Me".

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