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Il team di Dua Lipa sceglierà il cantante del Regno Unito per l’Eurovision 2022

L'obiettivo? Provare a dimenticare i flop degli ultimi anni. A partire dall'ultimo posto di quest'anno, con zero punti (!!!), del povero James Newman. Saranno 41 i paesi che gareggeranno al PalaAlpitour di Torino a maggio.
Il team di Dua Lipa sceglierà il cantante del Regno Unito per l’Eurovision 2022

Per il Regno Unito all’Eurovision Song Contest 2022 garantirà Dua Lipa. O meglio, il suo team. L’obiettivo? Provare a dimenticare i flop degli ultimi anni. A partire da quello dell’edizione di quest’anno, riassunto dall’immagine del rappresentante britannico a Rotterdam James Newman — fratello del più celebre John, salito alla ribalta nel 2013 con la hit “Love me again” — che si si stappa una birra e sorride rassegnato dopo aver scoperto di aver totalizzato zero punti (!!!) la sera della finale, classificandosi ultimo.

Non era andata meglio ai suoi predecessori, scelti — a differenza di Newman, selezionato internamente dalla delegazione — attraverso un format lanciato appositamente per individuare il miglior rappresentante britannico sul palco della kermesse, “Eurovision You Decide”.

Nel 2019, a Tel Aviv, Michael Rice si era classificato anche lui ultimo con la sua “Bigger than us”, con appena undici punti (un risultato comunque migliore di Newman, verrebbe da dire). Nel 2018 SuRie con “Storm” si classificò terzultima, ventiquattresima su ventisei concorrenti. Nel 2017 Lucie Jones con “Never give up on you” dovette accontentarsi del 18esimo posto, nella parte bassa della classifica. Nel 2016 Joe & Jake arrivarono ventiquattresimi con “You’re not alone” e così anche gli Electro Velvet nel 2015 con “Still in love with you”. Neppure una star come Bonnie Tyler, voce della hit degli Anni ’80 “Total eclipse of the heart”, milioni di copie vendute in tutto il mondo, riuscì a regalare una seppur minima soddisfazione al Regno Unito sul palco dell’Eurovision: nel 2013, a 62 anni, si classificò diciannovesima con “Believe in me”.



Per cambiare tutto, nella speranza di riportare il paese in testa alla classifica della kermesse a più di vent’anni di distanza dall’ultima vittoria, quella del ’97 a Dublino di Katrina and the Waves con “Love shine a light” (fu la quinta vittoria del Regno Unito all’Eurovision, dopo quella del 1967 di Sandie Shaw con “Puppet on a string”, del ’69 di Lulu con “Boom bang-a-bang”, a pari merito con Francia, Paesi Bassi e Spagna, del ’76 dei Brotherhood of Man con “Save your kisses for me”, dell’’81 dei Bucks Fizz con “Making your mind up”), la delegazione britannica ha deciso ora di affidarsi al management di Dua Lipa per la scelta del concorrente che rappresenterà Londra sul palco del PalaAlpitour di Torino, che dal 10 al 14 maggio 2022 ospiterà l’Eurovision dopo la vittoria di quest’anno dei Maneskin a Rotterdam con “Zitti e buoni”.

TaP Music, già dietro al successo — oltre che della popstar di origini kosovare considerata la reginetta del nuovo pop mondiale, grazie a hit come “Levitating” e “Don’t start now”, che da sole hanno superato i tre miliardi di ascolti complessivi su Spotify — anche di Lana Del Rey ed Ellie Goulding, affiancherà la BBC nella scelta dell’interprete e della canzone che gareggerà per il Regno Unito all’Eurovision 2022: “Siamo davvero entusiasti di collaborare con la BBC per questo evento: grazie all’Eurovision celebreremo in modo autentico la ricca, diversificata e talentosa scena musicale britannica, famosa a livello globale”, fanno sapere dalla società. Difficile che una popstar del calibro di Dua Lipa, nel pieno del successo, accetti di mettersi in gioco, rischiando così tanto: “Sono felice di prestare il mio management alla causa. Farò il tifo per loro”, si è limitata a commentare lei.

Ieri, intanto, gli organizzatori dell’Eurovision Song Contest 2022 hanno annunciato che saranno ben 41 le nazioni che gareggeranno — con i rispettivi rappresentanti — a Torino.

Quest’anno erano state 39: tornano Montenegro e Armenia a due anni di distanza dall’ultima partecipazione. Assente la Bielorussia, squalificata quest’anno dopo che l’ente radiotelevisivo nazionale BTRC aveva scelto di far gareggiare a Rotterdam il gruppo Galasy ZMesta con una canzone, “I’ll teach you”, contro i partecipanti alle proteste nazionali in Bielorussia, violando lo spirito comunitario del concorso e rifiutandosi di presentare una versione modificata del brano o di selezionarne uno nuovo. Il Regno Unito è insieme alla Francia, alla Germania, all’Italia (che sarà rappresentata dal vincitore del prossimo Festival di Sanremo) e alla Spagna finalista di diritto in quanto furono i primi paesi che supportarono economicamente l’Ebu. .

Dopo l'annuncio della città italiana che ospiterà la kermesse — il capoluogo torinese ha avuto la meglio su Milano, Bologna, Pesaro e Rimini, le cinque, delle diciassette che si erano candidate, che avevano superato tutte le varie fasi di selezione — si attende ora il nome del conduttore. Che potrebbe essere più di uno. In pole, secondo le voci degli ultimi giorni, resta Mika. Ma in corsa ci sono anche Alessandro Cattelan e Milly Carlucci, quest'ultima autocandidatasi. "Siamo all’inizio del lavoro, sapete tutti che il criterio di selezione sarà la perfetta conoscenza della lingua inglese", ha fatto sapere il direttore di Rai1 Stefano Coletta. 

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