David Bowie, "Hunky Dory" ha 50 anni: la storia di "Fill your heart"

Ricorre il 17 dicembre il cinquantesimo anniversario della pubblicazione dell'album "Hunky Dory"; lo raccontiamo canzone per canzone
David Bowie, "Hunky Dory" ha 50 anni: la storia di "Fill your heart"

Fill Your Heart (Biff Rose, Paul Williams)
David Bowie: voce, chitarra, sax • Mick Ronson: chitarra • Trevor Bolder: basso • Woody Woodmansey: batteria • Rick Wakeman: piano
Registrazione: giugno-luglio 1971
Produttori: Ken Scott, David Bowie

Si dice comunemente che in HUNKY DORY ci sono tre omaggi ad artisti americani che erano punti di riferimento per Bowie: Andy Warhol, Bob Dylan e Lou Reed. Non viene incluso nel novero un quarto artista statunitense, oggettivamente meno conosciuto ma omaggiato con una cover in apertura della seconda facciata.

Biff Rose, nato nel 1937 a New Orleans, è stato un musicista e cabarettista sagace e brillante, portato per la provocazione intellettuale e i divertissements musicali: la sua "Ballad Of Cliches", armonioso susseguirsi di vecchi modi di dire, è stata più volte ricalcata nella storia dello spettacolo. Alla fine degli anni ’60 ebbe il periodo più fortunato: fu spesso ospite del Johnny Carson Show e John Denver ebbe un discreto successo con la sua "Molly". In lui probabilmente David Bowie vide una versione moderna e vagamente freak del suo primo modello inglese, Anthony Newley. Il 25 settembre 1971, serata in cui i brani di HUNKY DORY vennero eseguiti in pubblico al Friar’s Club, Bowie disse: “Penso che i suoi pezzi siano molto buoni e molto divertenti. Come autore di canzoni è alquanto sottovalutato: nessuno qui compera i suoi album e in effetti non è che siano in molti a comperarli in tutta l’America”.

Per "Conversation Piece" David aveva già prelevato una frase di Rose (“What’s gnawing at me”) e, poiché forse non aveva del tutto rinunciato a quell’idea di cantante intrattenitore con la quale si era cimentato negli anni precedenti, decise di compiacere una fetta moderatamente radical del pubblico americano incidendo una sua canzone.

Scelse "Fill Your Heart", comparsa nell’album THE ROSE IN MRS ROSE’S SIDE, che conteneva anche "Buzz The Fuzz", una canzone comica che Bowie aveva incluso nel suo repertorio live tra il 1969 e il 1971. Dopo averla eseguita qualche volta dal vivo, incluso lo show per la BBC del 2 febbraio 1970, la mise anche su vinile in apertura della seconda facciata di HUNKY DORY, sacrificando la scelta iniziale, "Bombers".

"Fill Your Heart" è la prima cover che Bowie abbia mai messo su un album, un elenco breve ma destinato ad allungarsi. Il testo è di Paul Williams, vero prezzemolo della musica americana negli anni ’70, e le parole “La paura è nella tua testa, solamente nella tua testa, perciò dimenticati della tua testa” erano perfettamente in sintonia con quanto Bowie stava cercando di comunicare in altre canzoni di HUNKY DORY.
Musicalmente ci sono pochissime differenze rispetto alla versione originale, se non la superiore abilità di Rick Wakeman: “David mi fece sentire il suo album.

Dal punto di vista vocale, Biff Rose era un suo modello. Io non lo avevo mai sentito nominare ma mi comprai il disco perché se lui aveva influenzato David, io volevo sentirlo per ottenere il miglior risultato possibile”, ha raccontato il tastierista. L’arrangiamento orchestrale di Mick Ronson è così palesemente ispirato a quello dell’originale che nei crediti si legge: “Io e Mick concordiamo che l’arrangiamento di 'Fill Your Heart' è dannatamente in debito con quello di Arthur Wright e il suo originale”.
“Però sembra un pezzo di Bowie, no?”, ha detto Bolder a "Record Collector". “Se non ci fosse scritto che è di un altro, chiunque penserebbe che sia sua”.

Bowie in un’intervista definì Rose “una versione hippy di Randy Newman” e riconobbe che anche per altri brani dell’album gli aveva fornito una qualche ispirazione. Stando a Rose, i due si incontrarono nel gennaio 1973 al Max’s Kansas City di New York, al concerto di un giovane alle prime armi: “Aprii il concerto che lanciò la carriera di Bruce Springsteen. Qualche giornale era convinto che fosse il contrario, che fossi io l’attrazione principale. Bowie era in città e venne per vedere me,
poi si innamorò di Springsteen”, ha dichiarato nel 2014 al sito The Tusk.
“Comunque venne da me a fine spettacolo guardandomi dall’alto – perché è alto – col suo sorriso ghignante e io gli dissi: ‘Grazie per aver fatto 'Fill Your Heart' ma dovevi anche prenderti tutto l’arrangiamento?’”.
Rose iniziò la parabola discendente a metà anni ’70: brillante quanto lunatico, da decenni è difficilmente distinguibile da un senzatetto. A volte dà concerti, a volte si esibisce per strada, ovviamente senza essere riconosciuto. Le royalties di "Fill Your Heart" attenuano i suoi problemi economici.

Il testo completo di questa scheda è pubblicato nel libro "David Bowie" di Paolo Madeddu, edito da Giunti, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. Il libro racconta tutte le canzoni pubblicate da David Bowie nella prima parte della sua carriera, dal 1964 al 1976: tutti i brani contenuti negli album, i singoli con i relativi lati B e gli inediti apparsi sui live e, in due apposite appendici, gli abbozzi di canzone, i provini, gli inediti pubblicati ufficialmente dopo la scomparsa dell'artista.


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