David Bowie, "Hunky Dory" ha 50 anni: la storia di "Life on Mars?" (2)

Ricorre il 17 dicembre il cinquantesimo anniversario della pubblicazione dell'album "Hunky Dory"; lo raccontiamo canzone per canzone
David Bowie, "Hunky Dory" ha 50 anni: la storia di "Life on Mars?" (2)

Accanto alla tracklist, nel retrocopertina una scritta tra parentesi indica che Life On Mars? è “ispirata da Frankie”. Ovvero un del tutto ignaro Sinatra. Questo non tanto per i film in cui la star americana era stata “un marinaio in una sala da ballo” ("Un giorno a New York", "Rotta sui Caraibi", "Due marinai e una ragazza"), quanto per il fatto che nel 1968 il manager Kenneth Pitt aveva sottoposto a Bowie una canzone francese, "Comme d’habitude", portata al successo nel 1967 da Claude François, perché il suo protetto tentasse di scriverne una versione inglese.

François aveva composto il brano con Jacques Revaux e il paroliere Gilles Thibaut. L’originale descriveva la routine quotidiana di una coppia infelice. Durante un’intervista del 2002 alla TV danese DR2 per il programma "Tema" Bowie ha raccontato: “Mi piaceva l’idea di diventare un autore di canzoni, così provai. Adattai a quella melodia eccellente un testo tremendo in inglese e lo intitolai 'Even A Fool Learns To Love'. C’è in giro un nastro di me che canto sopra la versione francese, purtroppo si trova su Internet: ahah, è terribile, imbarazzante. Mandai il demo, poi un giorno sentii alla radio quella canzone con parole diverse cantata da Frank Sinatra: era 'My Way'. Chiesi informazioni e mi dissero: ‘La tua versione faceva schifo’. Io replicai: ‘Lo so, ma non importa: doveva essere mia!’. ‘Ci spiace ma l’abbiamo fatta adattare a Paul Anka e funzionava molto meglio’. Mi offesi e tenni il muso per almeno un anno, ero davvero incazzato. Così a un certo punto dissi: ‘Voglio provare a scrivere una cosa che suoni un po’ come quella’. Sarebbe stata la mia vendetta, diciamo... My Way On Mars!”.

La melodia venne in mente a Bowie un giorno di maggio ai giardini pubblici di Beckenham; corse a casa pensando “Sailors, bababababam!” e la perfezionò al piano.

“Entro sera era finita. Due settimane dopo, Rick Wakeman venne a casa mia per sistemarla”. Certamente oggi il tastierista, già al mellotron in "Space Oddity", sarebbe incluso come coautore del pezzo, insieme a Ronson che ne scrisse l’arrangiamento orchestrale. All’epoca il ventiduenne componente degli Strawbs era già un nome di spicco tra gli addetti ai lavori. L’ammirazione per Bowie attenuò la sua innata tendenza a strafare: fece un lavoro estremamente complesso e tuttavia molto più sobrio di quello che – sempre nel 1971.
– fece per "Morning Has Broken" di Cat Stevens.

In un’intervista del 2018 a Matthew Wright di Channel 5, Wakeman ha affermato: “Il giorno che mi chiamò a casa sua, David mi fece sentire un sacco di pezzi che sarebbero finiti in HUNKY DORY e anche qualcuno che si tenne per ZIGGY STARDUST. "Life On Mars?" era la canzone più bella
che avessi mai sentito fino a quel momento.

Me la fece sentire su una vecchia chitarra a 12 corde, poi mi disse: ‘Pensala come un pezzo per piano’. Molta gente mi ha detto: ‘Devi aver lavorato veramente duro per mettere il piano tra la voce di Bowie e la band e l’orchestra’. In realtà è accaduto il contrario: David mi lasciò libero di suonare e gli altri si adattarono, perché era quello che lui voleva. 'My Way' va in linea discendente, Bowie prende quel tipo di spunto e sale, sviluppandolo in una direzione differente. La cosa che rende affascinante il pezzo è che inizialmente segue sequenze di accordi molto logiche, tutto sembra andare liscio ma poi di colpo arriva qualcosa di diverso, un accordo che non si.
inserisce naturalmente in quella progressione, che l’orecchio non si aspetta: lui lo faceva quasi sempre”.

"Life On Mars?" è un piccolo ottovolante della tastiera che deve molto all’abilità di Wakeman. Tuttavia è nato palesemente col sistema preferito del Bowie autodidatta: muovere qualche dito e vedere che cosa succede. Dopo il primo Fa maggiore ottiene tre accordi e lo slancio melodico semplicemente spostando un mignolo.

La prima parte della canzone è quella riconducibile alla struttura ritmica e melodica di "Comme d’habitude", col suo incedere malinconicamente ripetitivo. Dopo di che è possibile che il crescendo – a partire dalla constatazione che “il film è noioso” – sia stato pensato sulla chitarra, e forse anche il ritornello. Sempre Wakeman, nel documentario "Five Years": “È la gioia di un pianista. Ma fu una sfida perché ti ingannava con una struttura di accordi normali, dalla quale poi fuggiva. Mette un accordo
diverso da quello che risolverebbe la sequenza; allora, al giro successivo te lo aspetti di nuovo, invece non lo fa. La cosa più geniale è quando mette un Mi bemolle nella parte dei bassi, che ti costringe a muovere tutta quella parte di conseguenza. Solo David faceva cose del genere”.

Il testo completo di questa scheda è pubblicato nel libro "David Bowie" di Paolo Madeddu, edito da Giunti, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. Il libro racconta tutte le canzoni pubblicate da David Bowie nella prima parte della sua carriera, dal 1964 al 1976: tutti i brani contenuti negli album, i singoli con i relativi lati B e gli inediti apparsi sui live e, in due apposite appendici, gli abbozzi di canzone, i provini, gli inediti pubblicati ufficialmente dopo la scomparsa dell'artista.


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