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Laura Nyro, una musicista con un talento unico

Era nata il 18 ottobre 1947 come Laura Nigro...
Laura Nyro, una musicista con un talento unico

“È una dea”, dice il giovane protagonista della pellicola di Michael Mayer “Una casa alla fine del mondo” mentre corrono nella stanza le note di “Gonna Take a Miracle” di Laura Nyro. Il brano, scritto da Teddy Randazzo, Bobby Weinstein e Lou Stallman, inciso per la prima volta dalle Royalettes nel 1965, è contenuto nell’eponimo album, uno dei rari momenti in cui la stella della cantante, compositrice e pianista newyorkese ha brillato anche dove la sua luce faticava solitamente ad arrivare.

Il disco, uscito nel 1971, è stato, infatti, sebbene sia un album di cover, il più amato, dal pubblico e dalla critica – insieme a “Eli And The 13th Confession” -, della carriera di un’artista di culto, poco incline farsi conoscere attraverso le classifiche e poco disposta a piegarsi alle logiche discografiche.

Il suo segno Laura Nyro, al secolo Laura Nigro, nata il 18 ottobre 1947, l’ha lasciato comunque, specie per le grandi voci femminili della canzone americana che sono venute dopo di lei e che di lei non hanno dimenticato la poesia e quella capacità di mescolare il jazz, il blues e la Motown con il linguaggio della beat generation. Laura Nyro è venuta a mancare l’8 aprile del 1997 a causa di un tumore ovarico, lo stesso che aveva portato via la madre anni prima. La ricordiamo proponendo alcune delle sue canzoni, paradossalmente non sempre portate al successo dalla sua interpretazione.

“And When I Die” (dall'album “More Than a New Discovery”, 1967). È una delle prime canzoni composte da Laura Nyro, incisa però per la prima volta dal terzetto folk Peter, Paul and Mary nel 1966. La versione cantata dalla Nyro è, invece, presente nel suo esordio discografico, “More Than a New Discovery”, del 1967.

“Wedding Bell Blues” (dall'album “More Than a New Discovery”, 1967). È uno dei brani, contenuto anch’esso nel debutto dell’artista, che spopolò in una versione diversa da quella proposta dall’interpretazione di Laura Nyro. In questo caso saranno i 5th Dimension a portarla al successo.

"Stoney End” (dall'album “More Than a New Discovery”, 1967). Estratta dal primo album di Laura Nyro, "Stoney End” è stata poi riproposta, tre anni più tardi, da Barbra Streisand, diventando, in quest’ultima versione, una hit.

"Stoned Soul Picnic" (dall'album “Eli and the Thirteenth Confession”, 1968). Un altro caso di canzoni, a firma Laura Nyro, prese in prestito da altri – di nuovo dai 5th Dimension - e portate ai piani alti delle charts.

“Eli’s Comin’” (dall'album “Eli and the Thirteenth Confession”, 1968)

“Poverty Train” (dall'album “Eli and the Thirteenth Confession”, 1968)

“Luckie” (dall'album “Eli and the Thirteenth Confession”, 1968)

“The Confession” (dall'album “Eli and the Thirteenth Confession”, 1968)

“Save The Country” (dall'album “New York Tendaberry”, 1969)

“Time and Love” (dall'album “New York Tendaberry”, 1969)

“Gonna Take a Miracle” (dall'album “Gonna Take a Miracle”, 1971). Come già detto, il brano nasce dalla penna di Teddy Randazzo, Bobby Weinstein e Lou Stallman ed è stato registrato per la prima volta dalle Royalettes nell’anno 1965. La versione della Nyro è contenuta nell’unico album di brani non originali mai pubblicato dall’artista statunitense, “Gonna Take a Miracle”, realizzato con la collaborazione del trio delle Labelle.

“Spanish Harlem” (dall'album “Gonna Take a Miracle”, 1971). Cover del brano di Ben E. King (1960), con Jerry Leiber e Phil Spector come autori.

“Désiree” (dall'album “Gonna Take a Miracle”, 1971). Cover del brano dei Charts, originariamente inciso con il titolo “Deserie”. Gli autori della canzone sono L.Z. Cooper e Danny Johnson.

"American Dreamer" (dall'album “Nested”, 1978)

“To a Child” (“Mother’s Spiritual”, 1984)

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