David Bowie, "Hunky Dory" ha 50 anni: la storia di "Changes" (2)

Ricorre il 17 dicembre il cinquantesimo anniversario della pubblicazione dell'album "Hunky Dory"; lo raccontiamo canzone per canzone
David Bowie, "Hunky Dory" ha 50 anni: la storia di "Changes" (2)

"Changes" fu una delle ultime canzoni a essere registrate per HUNKY DORY. Era già stata proposta nel primo storico Glastonbury Festival nel giugno 1971 (“L’avevo appena scritta”, disse Bowie prima di eseguirla nello stesso evento il 25 giugno 2000) ma il fatto che a fine luglio non fosse pronta per l’album promozionale BOWPROMO, destinato a giornalisti e radio, fa pensare che sia stata incisa ai primi di agosto.
Il pianoforte usato da Rick Wakeman nei Trident Studios di Londra è il venerabile Bechstein del 1898 che Paul McCartney aveva usato per "Hey Jude" e alcuni brani del WHITE ALBUM; viceversa non è chiaro se sia Bowie o Mick Ronson a suonare nel demo per pianoforte e due voci, ascoltabile anche su YouTube; molte fonti sostengono che sia il primo ma le difficoltà nel rispettare cambi di tempo e accordi non ovvi farebbero pensare al secondo.

Sicuramente fu Ronson ad arrangiare gli archi: i presenti in studio lo ricordano affannarsi preoccupatissimo con dozzine di fogli da fornire agli orchestrali, mentre il cantante faceva lo splendido in giro per gli studi.

Anche in fase di mixaggio, ricorda Ken Scott, “David si vedeva pochissimo, lasciando a me e al mio tecnico ogni responsabilità”. Per contro, nel pezzo il suo sax (di plastica, e non è un modo di dire) è forse un po’ manierista ma ineccepibile anche nell’assolo finale, cosa che permette di rivalutare la sua confidenza con uno strumento che in carriera ha spesso usato in modo eccentrico. In effetti, pur sfoggiando tutta la propria abilità pirotecnica, il virtuoso David Sanborn, ascoltabile in DAVID LIVE, e persino l’assolo di basso di George Murray in LIVE NASSAU COLISEUM ’76 non se ne discostano troppo dal punto di vista melodico.
Le varie versioni dal vivo dei primi anni ’70 evidenziano il compiacimento di Bowie e Mike Garson nell’intrecciare voce e piano in un’atmosfera lounge, al contrario del più ortodosso Nicky Graham, nello show per la BBC del maggio ’72 incluso in LIVE AT THE BEEB, e dell’ex Yes Tony Kaye in LIVE NASSAU COLISEUM ’76. 

Va segnalato il gradimento del pubblico, fan compresi, per la versione inclusa nella colonna sonora del blockbuster "Shrek 2" del 2004.

Questa potrebbe essere definita una cover che ospita il suo autore. Impegnato nell’ultima data del 2003 del "Reality Tour" alle Bahamas – il 20 dicembre nel resort Atlantis Paradise Island Hotel, molto probabilmente una vacanza con concerto incorporato – Bowie ricevette il brano da Butterfly Boucher, cantautrice australiana scelta dai produttori del film, e accettò di cantare una strofa, che registrò insieme a Tony Visconti ai locali Compass Point Studios. Confessa la Boucher: “Non ci ho creduto finché non ho sentito il mix con la sua voce. Quando arrivò, non riuscivo a pensare nient’altro che: ‘Oh mio Dio, è pazzesco, canto in un pezzo con David Bowie’”. La rilettura della cantante, all’epoca venticinquenne come Bowie quando la scrisse, è abbastanza interessante: anche se è evidente l’intenzione di accentuare la scansione ritmica per non sconvolgere gli ascoltatori del pop del ventunesimo secolo, riesce a mantenere parte dell’informale rilassatezza della versione originale. Non è escluso che alla base delle successive fortune del brano – utilizzato per diversi spot pubblicitari, sia in Italia sia all’estero – ci sia la sua opera di modernizzazione. .

Tra l’altro, questa versione rimarrà per parecchio tempo l’ultima incisione di Bowie: nel 2004, durante la seconda parte del "Reality Tour", un malore sul palco lo costringerà a un’angioplastica. Seguirà un prolungato ritiro musicale, durante il quale tuttavia non si negherà altre attività, a partire dall’interpretazione di Nikola Tesla nel film del 2006 "The Prestige" di Christopher Nolan.
Il ritiro dalle esibizioni live, senza tanto clamore, avverrà proprio con "Changes", ultima canzone eseguita dal vivo in qualità di ospite finale del "Black Ball 2006", evento benefico presentato da Alicia Keys alla Hammerstein Ballroom di New York. Dopo aver eseguito "Wild Is The Wind" e "Fantastic Voyage" – due brani sostanzialmente ignoti al grande pubblico – fu raggiunto da Alicia Keys per il brano finale, con cui si concluse lo spettacolo. Era il 9 novembre 2006.

Il testo completo di questa scheda è pubblicato nel libro "David Bowie" di Paolo Madeddu, edito da Giunti, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. Il libro racconta tutte le canzoni pubblicate da David Bowie nella prima parte della sua carriera, dal 1964 al 1976: tutti i brani contenuti negli album, i singoli con i relativi lati B e gli inediti apparsi sui live e, in due apposite appendici, gli abbozzi di canzone, i provini, gli inediti pubblicati ufficialmente dopo la scomparsa dell'artista.


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