Gran Bretagna: uno studio rivela che l'86% dei musicisti neri è ostacolato nella carriera

Un'indagine condotta nel Regno Unito denuncia una forte presenza di razzismo all'interno dell'industria musicale
Gran Bretagna: uno studio rivela che l'86% dei musicisti neri è ostacolato nella carriera

Un nuovo sondaggio condotto tra musicisti di colore e professionisti del settore ha rilevato che l'86 per cento dei musicisti neri afferma che esistono degli ostacoli alla progressione delle loro carriere. Il sondaggio, chiamato 'Being Black in the UK Music Industry Pt. 1', è stato promosso dalla organizzazione Black Lives in Music, operativa dallo scorso mese di marzo, è la più grande indagine mai condotta sui professionisti dell'industria della musica nera.

I risultati del sondaggio mostrano che il 63% degli autori di musica nera hanno avuto esperienza diretta o indiretta di razzismo da parte dell'industria musicale, mentre se si parla di microaggressioni razziali la percentuale di questi atti sale al 71%.

Il 35% dei musicisti neri intervistati ha affermato di aver sentito il bisogno di cambiare aspetto a causa della loro razza o etnia, si sale al 43% per le donne nere. Per portare un esempio, all'inizio di quest'anno, la vincitrice di X Factor in Gran Bretagna nel 2008 Alexandra Burke ha dichiarato che le era stato detto: "Devi sbiancare la pelle perché non venderai alcun disco".

Riflettendo sul sondaggio, l'amministratore delegato di Black Lives in Music, Charisse Beaumont, ha dichiarato: “Non puoi cambiare ciò che non puoi misurare. Quasi 2000 persone hanno risposto al nostro sondaggio su 'L'esperienza vissuta dagli autori di musica nera e dei professionisti del settore nell'industria musicale del Regno Unito'. Sono 2000 persone che sperano in un vero cambiamento. Questo rapporto è il primo del suo genere e rappresenta uno specchio dell'industria musicale del Regno Unito che mostra come appare effettivamente. Le disparità che gli autori di colore e i professionisti del settore devono affrontare sono radicate nel tradizionalismo e nel razzismo sistemico. Il rapporto mette in evidenza la cultura e i comportamenti razzisti sul luogo di lavoro, le barriere finanziarie e la mancanza di investimenti sugli autori di musica nera e i professionisti del settore incapaci di raggiungere i loro obiettivi di carriera".

James Ainscough, CEO dell'ente benefico Help Musicians, ha aggiunto: "Grazie a Black Lives in Music, i dati in questo rapporto dimostrano che le storie individuali che ascoltiamo dai musicisti professionisti non possono essere spiegate come incidenti rari e una tantum, ma sono illustrativi di problemi significativi e diffusi per cui dobbiamo lavorare tutti insieme. È chiaro che Help Musicians dovrebbe fare di più, in modo collaborativo, per creare un cambiamento duraturo all'interno dell'ecosistema musicale e non vediamo l'ora di impegnarci con il team di BLiM per capire dove possiamo avere il maggior impatto. È un privilegio essere tra i principali finanziatori di BLiM e speriamo che questo rapporto aiuti noi ed altri a fare la differenza per migliorare la vita e la carriera dei musicisti neri".

Quando è stato inaugurato a marzo, Black Lives In Music ha affermato che i suoi obiettivi chiave erano quelli di innescare un cambiamento significativo, aprire le porte ai musicisti a livello di base e sostenere e potenziare gli artisti neri e difendere l'uguaglianza nell'industria musicale.

    Un nuovo sondaggio condotto tra musicisti di colore e professionisti del settore ha rilevato che l'86 per cento dei musicisti neri afferma che esistono degli ostacoli alla progressione delle loro carriere. Il sondaggio, chiamato 'Being Black in the UK Music Industry Pt. 1', è stato promosso dalla organizzazione Black Lives in Music, operativa dallo scorso mese di marzo, è la più grande indagine mai condotta sui professionisti dell'industria della musica nera.

    I risultati del sondaggio mostrano che il 63% degli autori di musica nera hanno avuto esperienza diretta o indiretta di razzismo da parte dell'industria musicale, mentre se si parla di microaggressioni razziali la percentuale di questi atti sale al 71%.

    Il 35% dei musicisti neri intervistati ha affermato di aver sentito il bisogno di cambiare aspetto a causa della loro razza o etnia, si sale al 43% per le donne nere. Per portare un esempio, all'inizio di quest'anno, la vincitrice di X Factor in Gran Bretagna nel 2008 Alexandra Burke ha dichiarato che le era stato detto: "Devi sbiancare la pelle perché non venderai alcun disco".

    Riflettendo sul sondaggio, l'amministratore delegato di Black Lives in Music, Charisse Beaumont, ha dichiarato: “Non puoi cambiare ciò che non puoi misurare. Quasi 2000 persone hanno risposto al nostro sondaggio su 'L'esperienza vissuta dagli autori di musica nera e dei professionisti del settore nell'industria musicale del Regno Unito'. Sono 2000 persone che sperano in un vero cambiamento. Questo rapporto è il primo del suo genere e rappresenta uno specchio dell'industria musicale del Regno Unito che mostra come appare effettivamente. Le disparità che gli autori di colore e i professionisti del settore devono affrontare sono radicate nel tradizionalismo e nel razzismo sistemico. Il rapporto mette in evidenza la cultura e i comportamenti razzisti sul luogo di lavoro, le barriere finanziarie e la mancanza di investimenti sugli autori di musica nera e i professionisti del settore incapaci di raggiungere i loro obiettivi di carriera".

    James Ainscough, CEO dell'ente benefico Help Musicians, ha aggiunto: "Grazie a Black Lives in Music, i dati in questo rapporto dimostrano che le storie individuali che ascoltiamo dai musicisti professionisti non possono essere spiegate come incidenti rari e una tantum, ma sono illustrativi di problemi significativi e diffusi per cui dobbiamo lavorare tutti insieme. È chiaro che Help Musicians dovrebbe fare di più, in modo collaborativo, per creare un cambiamento duraturo all'interno dell'ecosistema musicale e non vediamo l'ora di impegnarci con il team di BLiM per capire dove possiamo avere il maggior impatto. È un privilegio essere tra i principali finanziatori di BLiM e speriamo che questo rapporto aiuti noi ed altri a fare la differenza per migliorare la vita e la carriera dei musicisti neri".

    Quando è stato inaugurato a marzo, Black Lives In Music ha affermato che i suoi obiettivi chiave erano quelli di innescare un cambiamento significativo, aprire le porte ai musicisti a livello di base e sostenere e potenziare gli artisti neri e difendere l'uguaglianza nell'industria musicale.

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