Lo “storytelling emozionale” di Wrabel: dai primi brani e la collaborazione con Pink all'album di debutto

Il cantautore, con alle spalle diverse pubblicazioni e collaborazioni, racconta a Rockol il suo disco d’esordio ‘These words are all for you’ e ripensa al proprio percorso
Lo “storytelling emozionale” di Wrabel: dai primi brani e la collaborazione con Pink all'album di debutto

These words are all for you” è il titolo dell’album d’esordio di Wrabel, una frase che può rivolgersi a una persona in particolare o a chiunque e che il cantautore losangelino ha in mente da oltre otto anni, quasi nove. La capacità del titolo di riferirsi a qualcuno di specifico o di più generico deriva proprio dal tempo di maturazione del disco stesso, uscito lo scorso 24 settembre su etichetta Big Gay Records/Nettwerk e a cui l’artista ha dedicato diversi anni di lavoro.

Seppur segna l’esordio ufficiale sul mercato del disco di Stephen Wrabel - questo il nome all’anagrafe - “These words are all for you” non è il primo lavoro del 32enne musicista, con alle spalle una carriera consolidata e con all’attivo diversi brani e collaborazioni, come quelle con Pink, oltre che un album live (“One nite only” del 2019) e un disco di pianoforte (“Piano” del 2020).

“Mi ci è voluto molto tempo prima di pubblicare un mio vero e proprio album in studio”, conferma Wrabel a margine di una chiacchierata con Rockol via Zoom, con il cantautore in collegamento dalla propria abitazione di Los Angeles. Per raggiungere il traguardo di pubblicare un disco di studio, infatti, il cantautore ha prima dovuto ritrovare fiducia in se stesso. Con il supporto di alcune figure importanti per il suo percorso l’artista è poi riuscito a dirsi: “Possiamo farcela”.

“Storytelling emozionale”

“These words are all for you” è un album in cui Wrabel si racconta apertamente, in cui ogni canzone racchiude una storia personale, a tratti autobiografica, ma in cui ogni ascoltatore può immedesimarsi grazie a narrazione che punta alle corde dell’emozionalità. “Ogni canzone racconta una storia della mia vita, è molto autobiografica”, ha detto a Rockol il cantautore, prima di aggiungere: “Provo a scrivere solo ciò che è vero e reale nella speranza che gli altri possano sentire le canzoni come vere anche per sé stessi e possano ritrovarcisi”.

Tra gli undici brani del disco si trovano sia tracce scritte anni fa che pezzi più recenti, in cui Wrabel riflette su varie tematiche: mentre nel singolo “Good”, per esempio, il tema centrale è il vero amore, il brano “London” fa riferimento alle delusioni e “Wish you well” alla perdita. Ogni pensiero e ogni storia, però, sono figli delle esperienze vissute dall’artista negli ultimi otto o nove anni ed, evolvendosi e cambiando di significato nel tempo, delineano in qualche modo il suo percorso. 

“L’ultima canzone, ‘Love is not a simple thing to lose’, e il titolo del disco, ‘These words are all for you’, li ho in mente da oltre otto anni, quasi nove”, ha spiegato il cantautore. Ha aggiunto: “Questo non è il primo album che ho scritto, ma è il primo album che pubblico. La strada per arrivare dove sono ora è stata tutta un sali e scendi Il mio primo disco era davvero un album post rottura.

All’epoca uscivo dalla mia prima relazione in assoluto e nell’ultima canzone scritta per il disco ho racchiuso tutto ciò che volevo che quella persona ascoltasse. Quindi il mio primo disco era tutto rivolto a quella persona. Il brano era ‘These words are all for you’ (‘queste parole sono tutte per te’), e nessun altro. È stato interessante includere quella canzone, l’unica da quel disco, in questo mio nuovo album appena uscito. I.l titolo ha assunto un significato nuovo per me. Da allora molto è cambiato, ho avuto diverse relazioni e ora sono innamorato. In qualche modo ora penso che il titolo e la canzone siano per la persona che ho accanto adesso, ma che siano anche per me e per chiunque. Penso che abbia davvero assunto un significato molto più aperto di quanto mi aspettassi”.

Per far confluire nel suo disco, prodotto da Stint, il lavoro degli ultimi dieci anni e scegliere quali canzoni includere nell’album Wrabel si è affidato a una “unità di misura” ben precisa: la pelle d’oca. “Il metodo di misura che ho adottato quando sono entrato in studio con il produttore del disco, Stint, è stata la pelle d’oca”, ha affermato Stephen Wrabel a margine dell’intervista per Rockol. E ancora: “Ci siamo detti: ‘Se una canzone non ci fa venire la pelle d’oca non è adatta a questo album’”. Per questo, per definire la propria musica il cantautore userebbe semplicemente la parola “emozione”:

“Per descrivere me e la mia musica penso basti una parola: emozione - o sentimenti. Questi per me dettano tutto: la musica, i testi. E vedo la produzione come secondaria. Penso alla canzone, ma penso in primis ai sentimenti. Immagino che la mia musica sia musica pop ma molte delle mie cose preferite sono cantautorali. Amo il folk, amo le storie. Immagino, quindi, che potrei definire il mio stile personale come ‘storytelling emozionale’”.

Dalle major al percorso indipendente e al primo album

Oltre a firmare con la Island Def Jam della Universal prima e con la Epic poi, tra il 2010 e il 2017 Wrabel ha pubblicato diversi brani ed Ep che sono riusciti a regalare all’artista notorietà e attenzione da parte di media e pubblico. Grazie al successo del brano "Ten Feet Tall” in collaborazione con Afrojack del 2014, per esempio, il cantautore - ha raccontato - è “passato dall’esibirmi davanti a dieci persone al bar in fondo alla strada di casa al suonare davanti a centomila persone - come a un festival di Miami anni fa”.

Alla canzone hanno fatto seguito l’Ep “Sideways” e, qualche anno dopo, i singolo “.11 Blocks”, “Ritual” con Marshmello e il disco “We Could Be Beautiful”. Questi traguardi e contratti importanti, però, non hanno offerto a Wrabel l’occasione e il momento giusto per pubblicare un album in studio. “Al secondo Ep la cosa è iniziata a pesarmi e pensavo: ‘Amo gli album’”, ha spiegato il cantautore, che ha aggiunto: “Quando ho lasciato la Epic, sono tornato a essere indipendente. Questa volta, però, è stato diverso e ho pensato: ‘Aspetta, posso semplicemente scrivere una canzone e se mi piace posso pubblicarla anche la prossima settimana’”. E, ripercorrendo il periodo del 2019, ha poi narrato: “Proprio in quel periodo ho avuto modo di collaborare con Pink sul duetto ’90 Days’ e l’ho seguita in tour per tutta l’Europa: è stata un'altra grande cosa per me, che mi ha aiutato a ritrovare fiducia”. Spiegando nel dettaglio come mai è arrivato ora il momento giusto per lui per pubblicare una prima prova sulla lunga distanza, oltre a sottolineare l’importanza dell’esperienza con Pink e l’aiuto del suo management, Wrabel ha raccontato: “Grazie alla fiducia ritrovata ho iniziato finalmente a pensare: ‘Possiamo farcela’. E ho iniziato a collaborare con Nettwerk Records, un'etichetta indipendente fantastica”.

Un concerto in Italia nel 2022

Il prossimo 25 febbraio 2022 in Santeria Toscana 31 a Milano, Wrabel porterà per la prima volta la sua musica in Italia. “Sono davvero entusiasta di tornare in tour e di suonare a Milano a febbraio 2022. Visitare nuove città è sempre un’esperienza stimolante”, ha detto il cantautore, raccontando di non essere mai stato nel nostro Paese, nonostante sua mamma sia italiana. Svelando alcune anticipazioni sul live, spiegando che salirà sul palco senza il supporto di una band ma solo con il suo pianoforte, l’artista  ha aggiunto:

“Il mio è un tour acustico, molto semplice: come piace a me. Nei miei spettacoli non ci sono sovrastrutture, non c’è finzione e io non interpreto un personaggio sul palco”.

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