Ligabue, la docu-serie 'È andata così’: ‘Il Covid mi ha costretto a fare i conti con quello fatto finora'

Da domani, 12 ottobre, su RaiPlay la serie che racconta i trent’anni su e giù dal palco del cantautore emiliano
Ligabue, la docu-serie 'È andata così’: ‘Il Covid mi ha costretto a fare i conti con quello fatto finora'

Debutta domani, 12 ottobre, su RaiPlay la docu-serie che racconta i trent’anni su e giù dal palco di Ligabue. Il documentario, intitolato “E’ andata così” (come l’autobiografia scritta con la collaborazione di Massimo Cotto), è composto da sette puntate suddivise in tre episodi - per un totale di ventuno episodi da circa quindici minuti l’uno -, durante i quali il cantautore emiliano ripercorre i suoi primi trent’anni di carriera tra aneddoti e racconti inediti con la complicità di Stefano Accorsi, voce narrante della serie. La docu-serie, per la regia di Duccio Forzano, include, inoltre, contributi di moltissimi ospiti, tra questi, solo per citare qualche nome: Elisa, Francesco De Gregori e Pierfrancesco Favino.

“È un progetto di cui abbiamo iniziato a parlarne più o meno un anno fa”, ha spiegato Elena Capparelli, Direttore di RaiPlay e Digital, a margine della conferenza stampa “virtuale” a presentazione di “E’ andata così” con la partecipazione dello stesso Luciano Ligabue e Maurizio Imbriale, Vicedirettore di RaiPlay e Digital. A proposito della docu-serie Capparelli ha aggiunto: “È una storia che emozionerà tutti coloro i quali la guarderanno perché sono trent’anni di musica, parola ed emozioni. È una storia raccontata da Ligabue davvero in punta di piedi, insieme a Stefano Accorsi, con una delicatezza ed eleganza in armonia con le folle che si vedranno grazie alle immagini inedite contenute delle persone presenti ai suoi concerti”.

“Il progetto è stato fin da subito affascinante e intrigante, ma è stato difficile capirne la forma”, ha detto il cantautore di Correggio a proposito dei temi e dei racconti che si sono scelti di includere in “E’ andata così”. Ha continuato: “Non riuscivo bene a capire dove volevamo andare a parare nel raccontare la mia storia fino a quando sono uscite due idee importanti”. Oltre a quella legate al numero 7, Ligabue ha indicato come fondamentale la proposta di coinvolgere nel progetto l’attore Stefano Accorsi, più volte protagonista dei film di Luciano, il quale in conferenza ha narrato: “Stefano è uno che sa cazzeggiare e insieme ci viene bene: mi piaceva che ci fosse una parte più sdrammatizzante ed umoristica nella serie. Lui da una parte fa il dj che racconta ciò che accade, dall’altra fa il complice - più che l’intervistatore - a cui io mi sono potuto confidare come una amico, e dall’altra ancora ogni tanto abbiamo anche sbracato”.

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In un video saluto mostrato durante l’incontro con la stampa, Accorsi a proposito di “E’ andata così” ha raccontato: “È un progetto notevole non solo per le dimensioni, parlando di oltre cinque ore di materiale, ma anche dal punto di vista dell’ambizione. Racconta, infatti, in cinque ore un percorso importante e artistico come quello di Luciano, che è sorprendente, e i momenti meno semplici, quelli che tendenzialmente non si raccontano molto”. Ha aggiunto: “La cosa che mi ha più colpito è che anche le cose che non sono funzionate benissimo nel suo percorso, mi sono state raccontate da Luciano in modo molto onesto”.

Gli episodi di “E’ andata così”, infatti, vedono la voce di “Certe notti” raccontare “Luciano oltre Ligabue”: A proposito delle difficoltà riscontrare nel costruire questo racconto, l’artista emiliano ha spiegato: “Io vengo da una scuola di pensiero - tutta mia, forse - secondo cui le canzoni dovrebbero essere in grado di parlare da sole. Però, questo è un pensiero quasi codardo. In realtà mi sono poi reso conto, come si vede in una puntata intitolata ‘Parlaci un po’ di te’, di non essere così ‘riservato’. Così abbiamo fatto un episodio tutte sulle canzoni in cui ho raccontato gli aspetti più intimi miei”. Presentando allora le puntate di cui si compone “E’ andata così”, Ligabue ha spiegato: 

“La prima puntata racconta proprio gli esordi, con materiale anche inedito. Nella seconda, intitolata ‘Boom’, si parla dell’esplosione inaspettata nella seconda metà degli Anni Novanta. La terza è ‘Parlaci un po’ di te’, mentre la quarta puntata porta il titolo di ‘Facci un po’ vedere’. La quinta è la puntata sulle mie crisi professionali: io ho avuto tre grandi momenti di crisi, uno di questi era un momento in cui avevo deciso di ritirarmi dopo dieci anni. In questi episodi si parla dei perché delle tre diversi crisi. La sesta si chiama ‘Centomila storia’, e parla un po’ del mio rapporto con quello che dovrei chiamare il mio pubblico - anche se ho sempre detto che c’è molta arroganza nel definire proprio il pubblico - e infine una puntata sull’anima dei posti in cui abbiamo suonato”.

A proposito delle crisi affrontate nel corso della sua vita e carriera, Ligabue ha approfondito l’argomento narrando: “La prima crisi è coincisa con il mio terzo album, ‘Sopravvissuti e sopravviventi’ del 1993: dopo una partenza fulminante sembrava fosse sparito tutto il mio pubblico.

La seconda, invece, è stata una crisi personale e risale alla fine degli Anni Novanta: mi ero ritrovato a non saper come gestire quel tipo di popolarità che mi era capitata. Per uscire da quella crisi ho fatto l’album ‘Miss mondo’, in cui ho raccontato come il successo può avere delle parti oscure e come ci si sente a disagio per quelle parti oscure. È un argomento di cui la gente non vuol sentire parlare ma era giusto che io testimoniassi quel momento. Infatti dopo quel disco sono ripartito". E ancora: "L’ultima crisi è legata a ‘Made in Italy’, perché soprattutto mi sono ritrovato in un progetto molto articolato - un concept album nel 2016 che diventa un film - in cui ho dato voce a un’altra figura. E guarda caso, io mi sono ritrovato a perdere la mia voce perché durante il tour di ‘Made in Italy’ ho avuto un polipo alle corde vocali, per cui mi sono dovuto sottoporre a un intervento e posticipare i concerti, e con la sensazione che la mia voce non sarebbe più stata quella di prima. Queste sono le tre crisi di cui si parlerà nella puntata numero cinque”.

Per raccontare i suoi primi trent’anni di carriera in una docu-serie, un lavoro definito dallo stesso Luciano come un “un progetto grosso perché il materiale incluso è tanto, ci sono riferimenti ai periodi storici e ci sono molte testimonianze di ospiti”, Ligabue si è trovato a ripercorrere tutto ciò che ha fatto durante la sua attività. “È stato appassionante rivivere e fare i conti con quello che ho fatto finora”, ha spiegato il cantautore durante l’incontro con la stampa e ha aggiunto: “Il Covid, nella sua tragicità, mi ha costretto - non potendo guardare avanti - a guardare indietro. Così, per la prima volta, ho fatto i conti con ciò che avevo fatto prima. E mi ha fatto un pò impressione e mi ha dato un enorme piacere, oltre che portarmi parecchia nostalgia”. Proprio “E’ andata così”, però, racchiude una sorpresa alla fine svelando uno dei progetti futuri di Luciano Ligabue. Il cantautore - che il prossimo 16 ottobre presenterà alla Festa del Cinema in anteprima il corto di “Sogni di rock’n’roll”, diretto da Fabrizio Moro e prodotto da Daimon Film - ha spiegato: 

“Per quel che riguarda i progetti futuri, non posso spoilerare la chiusura di questa serie, ma alla fine c’è una promessa che ci facciamo io e Stefano su ciò che faremo in futuro. Ma questo, essendo il finale, non posso svelarlo”.

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