Caparezza: gli esordi, Sanremo e altre cose che potreste non sapere

Il musicista pugliese oggi compie gli anni
Caparezza: gli esordi, Sanremo e altre cose che potreste non sapere

Caparezza è uno dei rapper italiani più amati dal pubblico. Lo è da quasi venti anni a questa parte e canzoni di successo come "Fuori dal tunnel", "Vengo dalla luna", "Vieni a ballare in Puglia", "Goodbye malinconia" e "Non me lo posso permettere" sono solo una piccolissima parte della sua storia. Nel giorno del suo compleanno - è nato il 9 ottobre 1973 come Michele Salvemini - abbiamo voluto ripercorrere la carriera del rapper attraverso alcune curiosità. Ad esempio, sapevate che...?

Da piccolo sognava di fare il fumettista. Dopo il diploma in ragioneria iniziò ad interessarsi di pubblicità: vinse una borsa di studio per l'Accademia di Comunicazione di Milano, ma poi mollò gli studi e si dedicò alla musica.

Esordì nel mondo della musica con il nome d'arte di Mikimix.

Condusse un programma televisivo insieme a Paola Maugeri, "Segnali di fumo". Provò più volte a farsi conoscere dal grande pubblico, in veste di cantautore, partecipando al Festival di Sanremo: nel 1995 si presentò in gara a Sanremo Giovani con "Succede solo nei film", ma venne escluso; l'anno dopo ci riprovò con "Donne con le minigonne" e stavolta fu ammesso tra le "Nuove Proposte" del Festival di Sanremo 1997; sul palco dell'Ariston propose "E la notte se ne va", ma non riuscì a raggiungere la finale (quell'anno la categoria "Nuove Proposte" fu vinta da Paola e Chiara con "Amici come prima", seguite al secondo posto da Alex Baroni con "Cambiare" e al terzo da Niccolò Fabi con "Capelli").

Dopo la delusione sanremese Salvemini tornò nel suo paese, Molfetta, in provincia di Bari, e, dopo avere pubblicato due album con lo pseudonimo Mikimix – "Tengo duro" nel 1996 e "La mia buona stella" nel 1997 - cambiò sia il nome d'arte (scelse Caparezza - "testa riccia", in dialetto molfettese) sia genere musicale. L'album che segnò l'esordio di Caparezza fu "?1", uscito nel 2000.

La notorietà presso il grande pubblico lo raggiunse quando uscì, nel 2003, "Fuori dal tunnel" che ottenne un enorme successo, tanto da essere spesso inserito all'interno di alcuni programmi televisivi: tra questi anche il talent "Amici". A Caparezza la cosa non piacque affatto e sul suo sito web ufficiale pubblicò un "proclama di protesta": "In molti hanno frainteso o addirittura snobbato il senso del testo (a riprova del fatto che nel nostro paese esiste una bassa considerazione della comunicazione), alimentando in me frustrazione ed imbarazzo. [...] È imbarazzante, per me, assistere inerme allo sciacallaggio di 'Fuori dal tunnel' da parte delle trasmissioni che più detesto, senza che possa appigliarmi ad alcuna tutela".

Nel corso della sua carriera Caparezza è stato chiamato a partecipare a diversi album-tributo: nel 2005 ha inciso "Sciabola al fianco pistola alla mano" per un disco omaggio a Virgilio Savona del Quartetto Cetra; nel 2006 ha inciso la sua versione di "Una vipera sarò" per un album tributo a Giuni Russo; nel 2008 ha reinterpretato "Al pranzo di gala di Babbo Natale" per un album dedicato a Bruno Lauzi.

Il ritornello di "Goodbye malinconia", primo singolo estratto dall'album "Il sogno eretico" del 2011, è cantato da Tony Hadley, noto ai più per essere stato il cantante degli Spandau Ballet.

L'album "Prisoner 709" del 2017 è un concept incentrato sul tema dell'ingabbiamento all'interno della propria "prigione mentale" che vede Caparezza mettere in musica il disagio provato a causa dell'acufene, disturbo uditivo contratto un paio d'anni prima.

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