Lucia Borgonzoni, il PNRR e la ripartenza del live: 'Vergognoso che la cultura sia considerata un bene comprimibile'

Il Sottosegretario di Stato per la Cultura parla dei progetti per l'impiego dei fondi europei e affronta, al telefono con Rockol, il tema del ripristino delle capienze: 'Le chiusure non basate su dati scientifici: i luoghi di cultura sono sicuri'
Lucia Borgonzoni, il PNRR e la ripartenza del live: 'Vergognoso che la cultura sia considerata un bene comprimibile'

Nominata lo scorso mese di marzo dal governo presieduto da Mario Draghi Sottosegretario di Stato per la Cultura, la senatrice Lucia Borgonzoni ha incontrato la scorsa settimana a Milano una rappresentanza dell’industria musicale italiana per elaborare le linee guida del bando che - attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - distribuirà alle imprese del settore 155 milioni di euro entro la fine del 2023. Il PNRR, tuttavia, non è l’unico tema che il comparto musicale sta affrontando in questi giorni: a tenere banco, e a suscitare accese polemiche, in questi giorni è il programma di riaperture per gli spettacoli di musica dal vivo. Se, da una parte, le società di live promoting italiane hanno lanciato un appello “disperato” perché le autorità concedano ai gestori delle venue il ripristino delle piene capienze, dall’altro il governo non solo ha rinviato di una settimana la pronuncia delle disposizione in merito, ma - così vogliono insistenti indiscrezioni filtrate da Palazzo Chigi - sarebbe orientato a seguire le indicazioni del cts e limitare le affluenze alle venue indoor al massimo all’80%. “Una scelta folle, perché non supportata da dati scientifici”, ha dichiarato al proposito Borgonzoni a Rockol, non prima di definire le posizioni dei vari attori della filiera rilevate qualche giorno fa in sede di presentazione del PNRR destinato al settore. Ma andiamo con ordine...

    Nominata lo scorso mese di marzo dal governo presieduto da Mario Draghi Sottosegretario di Stato per la Cultura, la senatrice Lucia Borgonzoni ha incontrato la scorsa settimana a Milano una rappresentanza dell’industria musicale italiana per elaborare le linee guida del bando che - attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - distribuirà alle imprese del settore 155 milioni di euro entro la fine del 2023. Il PNRR, tuttavia, non è l’unico tema che il comparto musicale sta affrontando in questi giorni: a tenere banco, e a suscitare accese polemiche, in questi giorni è il programma di riaperture per gli spettacoli di musica dal vivo. Se, da una parte, le società di live promoting italiane hanno lanciato un appello “disperato” perché le autorità concedano ai gestori delle venue il ripristino delle piene capienze, dall’altro il governo non solo ha rinviato di una settimana la pronuncia delle disposizione in merito, ma - così vogliono insistenti indiscrezioni filtrate da Palazzo Chigi - sarebbe orientato a seguire le indicazioni del cts e limitare le affluenze alle venue indoor al massimo all’80%. “Una scelta folle, perché non supportata da dati scientifici”, ha dichiarato al proposito Borgonzoni a Rockol, non prima di definire le posizioni dei vari attori della filiera rilevate qualche giorno fa in sede di presentazione del PNRR destinato al settore. Ma andiamo con ordine...

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