I promoter: "L'aumento dell'80% della capienza per gli spettacoli al chiuso? Inutile"

I promoter italiani contro le decisioni del governo e del comitato tecnico scientifico: "La gravità della situazione, che riguarda centinaia di migliaia di lavoratori e tutta l’intera filiera della musica dal vivo, è sottovalutata se non ignorata".
I promoter: "L'aumento dell'80% della capienza per gli spettacoli al chiuso? Inutile"

"Le notizie che circolano in questi giorni di aumento all’ 80% della capienza per gli spettacoli al chiuso è totalmente inadeguato e inutile sia per la maggior parte dei concerti già più volte rinviati (molti dei quali sold out e impossibili da riprogrammare senza dover scegliere arbitrariamente chi ha diritto di vedere lo spettacolo e chi no) sia per quelli futuri che necessitano di capienze al 100% e nessun distanziamento.  A parte questi numeri utilizzati mediaticamente ancora non è chiaro quali saranno le disposizioni attuative e quando saranno rese tali in relazione ai tour indoor e quelli programmati nell’estate 2022": è quanto scrivono i promoter italiani in un nuovo documento condiviso dopo l'appello lanciato al premier Mario Draghi e al governo lo scorso 24 settembre per sottolineare l'urgenza di una ripartenza a pieno regime dei concerti (con platee composte solamente da spettatori che abbiano completato il ciclo vaccinale). Un appello che i promotori dell'iniziativa considerano essere rimasto "totalmente inascoltato".

    "Le notizie che circolano in questi giorni di aumento all’ 80% della capienza per gli spettacoli al chiuso è totalmente inadeguato e inutile sia per la maggior parte dei concerti già più volte rinviati (molti dei quali sold out e impossibili da riprogrammare senza dover scegliere arbitrariamente chi ha diritto di vedere lo spettacolo e chi no) sia per quelli futuri che necessitano di capienze al 100% e nessun distanziamento.  A parte questi numeri utilizzati mediaticamente ancora non è chiaro quali saranno le disposizioni attuative e quando saranno rese tali in relazione ai tour indoor e quelli programmati nell’estate 2022": è quanto scrivono i promoter italiani in un nuovo documento condiviso dopo l'appello lanciato al premier Mario Draghi e al governo lo scorso 24 settembre per sottolineare l'urgenza di una ripartenza a pieno regime dei concerti (con platee composte solamente da spettatori che abbiano completato il ciclo vaccinale). Un appello che i promotori dell'iniziativa considerano essere rimasto "totalmente inascoltato".

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