Gaming e licenze, anche Roblox stringe un accordo con la NMPA

La piattaforma online sigla un contratto con l’associazione degli editori musicali americani a una settimana dalla ‘regolarizzazione’ di Twitch
Gaming e licenze, anche Roblox stringe un accordo con la NMPA

Dopo Twich, la piattaforma musicale controllata da Amazon prediletta dagli appassionati di intrattenimento digitale, un altro big player del gaming ha regolarizzato la sua posizione con il mondo dell’editoria musicale: Roblox, la piattaforma di videogame preferita dalla discografia - titolare di un accordo con Sony Music e con parte del capitale in quota a Warner Music - ha annunciato il raggiungimento di un accordo con la National Music Publishers' Association riguardo le licenze per la musica utilizzata dal servizio. Definito un sodalizio che “getta le basi per future partnership con editori globali che sbloccheranno nuove opportunità creative e commerciali”, l’accordo regolerà anche le passate vertenze tra Roblox ed editori, come quella - attivata attraverso la NMPA - attraverso la quale il mondo del publishing chiedeva ai gestori della piattaforma 200 milioni di dollari per ripetute violazioni delle norme sul copyright.

    Dopo Twich, la piattaforma musicale controllata da Amazon prediletta dagli appassionati di intrattenimento digitale, un altro big player del gaming ha regolarizzato la sua posizione con il mondo dell’editoria musicale: Roblox, la piattaforma di videogame preferita dalla discografia - titolare di un accordo con Sony Music e con parte del capitale in quota a Warner Music - ha annunciato il raggiungimento di un accordo con la National Music Publishers' Association riguardo le licenze per la musica utilizzata dal servizio. Definito un sodalizio che “getta le basi per future partnership con editori globali che sbloccheranno nuove opportunità creative e commerciali”, l’accordo regolerà anche le passate vertenze tra Roblox ed editori, come quella - attivata attraverso la NMPA - attraverso la quale il mondo del publishing chiedeva ai gestori della piattaforma 200 milioni di dollari per ripetute violazioni delle norme sul copyright.

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