Nirvana, per Courtney Love doveva essere ‘In Bloom’ il primo singolo di ‘Nevermind’

La vedova di Kurt Cobain parla per la prima volta dell’album simbolo del grunge. Che, secondo lei, avrebbe dovuto essere presentato al pubblico in un modo diverso...
Nirvana, per Courtney Love doveva essere ‘In Bloom’ il primo singolo di ‘Nevermind’

In occasione del trentesimo anniversario della pubblicazione, la vedova di Kurt Cobain Courtney Love ha parlato per la prima volta di “Nevermind”, il secondo album pubblicato dai Nirvana considerato dalla critica e dal pubblico il disco simbolo del grunge. In una lunga intervista concessa al Los Angeles Times la già leader delle Hole - che sposò nel 1992 il leader della band che debuttò tre anni prima con “Bleach”, la cantante e chitarrista ha sostenuto che “In Bloom” - pubblicata nel novembre del ‘92 come quarto singolo estratto da “Nevermind” - avrebbe dovuto essere pubblicata come singolo apripista del disco, invece di “Smells Like Teen Spirit”, che negli anni sarebbe diventata il brano più popolare del repertorio del gruppo.

“Appartengo senza dubbio a quella fazione per la quale ‘In Bloom’ avrebbe dovuto essere il primo singolo estratto dall'album”, ha dichiarato Love: “Non sono davvero convinta che le cose che ‘avrebbero potuto essere’ possano fare la differenza, ma ‘In Bloom’ [come primo singolo] avrebbe potuto cambiare le cose”, perché la canzone - sempre secondo lei - non aveva “anomalie”. “Certo, l’attacco di batteria di ‘Teen Spirit’ è fantastico, ma in quella canzone c’è un po’ di confusione alla K-Records [la leggendaria etichetta indipendente di Olympia fondata dal leader dei Beat Happening Calvin Johnson]”, ha spiegato l’artista: “Di recente mi è capitato di rileggere il testo di ‘Who will be the king and queen of the outcasted teens’ [composizione di Cobain considerata una delle prime bozze di quello che sarebbe diventato il testo di ‘Smells Like Teen Spirit’] e ci ho ritrovato l’atmosfera delle canzoni pubblicate dalla K Records. Mi piace molto l’espressione ‘outcasted teens’, adolescenti emarginati. Ho trovato la sua grammatica, pessima come la mia, attraente”.

A margine, prosegue la battaglia legale di Spencer Elden, che da bambino “posò” per la foto finita sulla copertina di “Nevermind”: come già annunciato, l’uomo - per mezzo dei suoi legali - ha diffidato Universal Music di utilizzare le grafiche originali della cover del disco per la ristampa celebrativa della pubblicazione attesa nei negozi per il prossimo 12 novembre. Come riferito da TMZ la legale Maggie Mabie ha chiesto alla major di “porre fine allo sfruttamento minorile e alla violazione della privacy” messa in atto - secondo la tesi di Elden - con l’utilizzo dello scatto incriminato. Tuttavia le immagini dell’uscita - attualmente disponibile in pre-ordine - pubblicate sul sito ufficiale del gruppo riportano la grafica originale del disco.

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