Rkomi MTV Unplugged: non si esce vivi dagli anni ’90

L’artista di Calvairate si è esibito sul palco del Teatro Carcano di Milano e ha registrato il famoso format. Il racconto della serata.
Rkomi MTV Unplugged: non si esce vivi dagli anni ’90

Rkomi si è messo in cammino da tempo. Dopo gli inizi rap più serrati e l’apertura al pop con “Dove gli occhi non arrivano” del 2019, è arrivato “Taxi driver”, un album di successo che sfreccia libero anche nel mondo rock. La voce di Calvairate ha dimostrato di non voler mai stare fermo e di rifiutare l’appiattimento a cui si sono volontariamente condannati molti colleghi del mondo urban. Nel suo percorso ha riscoperto generi, strumenti e anni, in particolare i ’90, che lo hanno stregato. E senza tradire le sue radici. A tutto questo, naturalmente, si sposa la voglia di osare, quella che un artista non dovrebbe mai perdere.

La riscoperta del format

E così, ispirato dalle esibizioni leggendarie di mostri sacri come Pearl Jam e Nirvana, entrati prepotentemente fra i suoi ascolti e punti di riferimento, Mirko ha accettato senza esitazione di registrare un MTV Unplugged. Il concerto si è tenuto al Teatro Carcano di Milano, il disco uscirà in copia fisica e in streaming da venerdì 24 settembre. Gli MTV Unplugged hanno un fascino senza tempo, ma non era scontato che anche le nuove generazioni riconoscessero la potenza evocativa del format. La riscoperta di una musica più “strumentale” genera anche questi miracoli.

Non è un caso che Luca De Gennaro, vice president talent & music MTV, ci abbia raccontato come tantissimi giovani artisti stiano chiedendo di poterne registrare uno. In Italia, prima di Rkomi, a partecipare a MTV Unplugged sono stati: Giorgia (2005), Alex Britti (2007) e Negrita (2021). All’estero i nomi evocati sono quelli di Nirvana, Eric Clapton, Alanis Morrisette, Lenny Kravitz, Oasis, R.E.M, solo per citarne alcuni. Quando i Pearl Jam registrarono il loro, nel 1992, Rkomi doveva ancora nascere. Proprio vero che, per quanto la musica si contamini e si rinnovi, non si esce vivi dagli anni ’90. Un decennio che continua a segnare in modo indelebile anche chi fa musica oggi. Sulla copertina del disco l’artista classe 1994 è a petto nudo, proprio per sottolineare la volontà di essere senza filtri e cristallino nella registrazione e nell’approccio al progetto. L’MTV Unplugged, dopo la pubblicazione di “Taxi driver”, disco ancora stanziato nella parte alta delle classifiche a distanza di cinque mesi dall’uscita, è apparsa subito come la chiusura di un cerchio.

Il live al Teatro Carcano

Quella di suonare in chiave più acustica sul palco del Teatro Carcano, mettendo in scena un vero viaggio musicale, era una sfida tutt’altro che semplice. Rkomi, al netto di alcune sbavature, l’ha vinta. Con un bicchiere di vino in mano, direttamente dalla platea, sale sul palco allestito ad hoc: teli rossi alle spalle, rose che circondano il gruppo, sgabelli, lampade soffuse e lampadari sul soffitto. Tutto per ricreare quell’atmosfera intima e viscerale che è il marchio di fabbrica del format. Ad accompagnare l’artista cinque musicisti fra cui il fidato Luca Faraone.

In scaletta c’è l’universo sonoro pop-rock di “Taxi Driver”, ma anche pezzi più datati come “Apnea” e “Mai più”. Spazio perfino a una cover di Vasco. L’inizio del live non è semplice, Rkomi è molto teso e la voce si sporca in più momenti. Una volta riscaldata, il concerto prende un’altra piega e regala, senza particolari picchi, una piacevole serata di musica a teatro. “È tutto il giorno che mi cago addosso. Non vedevo l’ora di togliermelo questo concerto. E ora che mi sono riscaldato e sono qui, in realtà non voglio più scendere dal palco”, dirà Mirko verso fine live. Gli arrangiamenti, in chiave blues e rock, funzionano. Alcuni pezzi come “Nuovo Range” e la stessa “Taxi driver”, emozionano e colpiscono nel segno anche in questa trasposizione più soft e delicata.

Gli ospiti

Non sono mancati gli ospiti. Se Chiello, membro degli Fsk, è l’amico strano e magico con la voce ipnotica, Tommaso Paradiso è il fratellone che non ti abbandona mai. L’ex Thegiornalisti, su “Ho spento il cielo”, mette una mano sulla spalla di Rkomi e lo guarda intensamente cantando. Proprio come Gaia, anche lei seduta sullo sgabello affianco a quello dell’artista di Calvairate, occhi negli occhi: la versione unplugged di “Mare che non sei” è perfino più convincente di quella registrata sul disco originale, merito anche della straordinaria voce della cantante italo-brasiliana.

“Partire da te” con ospite Madame è uno dei momenti più riusciti della serata, mentre l’arrivo sul palco di Irama con tanto di bandana, in un’atmosfera così intensa, è troppo caotico e da villaggio vacanze. Anche il pezzo, “Luna piena”, forse, non si prestava per un live con questo tipo di impostazione. Roshelle ed Ernia non sfigurano. Nel complesso, Rkomi ha segnato una tappa importante della sua carriera, dimostrando di saper cambiare pelle e di evolversi, mantenendo intatta anche un’attitudine rap esibita più volte sul palco del Teatro Carcano.

Scaletta:
Visti dall’alto
Cancelli di mezzanotte con Chiello
Mai più
Partire da te con Madame
Diecimilavoci
10 ragazze con Ernia
Ridere di te (cover di Vasco Rossi)
Luna piena con Irama
Paradiso Vs Inferno con Roshelle
Mare che non sei con Gaia
Nuovo Range
Apnea
Ho spento il cielo con Tommaso Paradiso
Me o le mie canzoni?
Taxi driver

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