Tra i ricordi con Ringo Starr: dal nuovo Ep a quella festa con Charlie Watts e John Bonham

Su Zoom l’ex Beatle presenta “Change the world” alla stampa, e non manca di parlare dei Fab Four e ricordare il compianto batterista dei Rolling Stones narrando un aneddoto, che “ora sarebbe un TikTok virale”
Tra i ricordi con Ringo Starr: dal nuovo Ep a quella festa con Charlie Watts e John Bonham
Credits: Scott Robert Ritchie

Il nuovo Ep di Ringo Starr, “Change the world”, in uscita il prossimo 24 settembre, è in parte frutto di un viaggio tra i ricordi fatto dal musicista nel suo studio di registrazione, il Roccabella West studio nella sua casa di Los Angeles, quello in cui ha inciso anche la sua prima pubblicazione figlia del lockdown, “Zoom in” dello scorso marzo. 

Lo stesso incontro “virtuale” su Zoom tra l’ex Beatle e la stampa, a presentazione del suo nuovo disco, è stato per alcuni momenti un viaggio tra i ricordi. Dietro la sua cover di "Rock around the clock”, per esempio, c’è una storia che Ringo Starr ha condiviso con i giornalisti su Zoom raccontando di quando, da ragazzino, andò con i nonni a vedere il film musical con protagonista il celebre interprete del brano - da cui la pellicola prende il titolo - per il suo primo compleanno di libertà dopo quelli in ospedale per via dalla tubercolosi. “Mia madre convinse i dottori a farmi uscire dall’ospedale e i miei nonni mi portarono sull’isola di Man. Fu incredibile. Andammo al cinema a vedere ‘Rock Around the Clock’ e ricordo che la gente lanciava le sedie e distruggeva la sala. Mi ricordo quel momento come se fosse ieri”, ha detto il già batterista dei Fab Four, che parlando di “Change the world” ha anche spiegato:

“Pensando alle tracce per l’Ep ho viaggiato con la mente fra i ricordi”.

Durante l’incontro su Zoom con la stampa, non sono poi mancati riflessioni sul quartetto di Liverpool - e domande sul documentario sui Beatles, ”Get Back”, diretto da Peter Jackson e in arrivo su Disney+ il prossimo novembre - e un ricordo in memoria del compianto batterista dei Rolling Stones Charlie Watts, scomparso lo scorso 24 agosto.

“Change the world”

Come i brani inclusi nel precedente "Zoom in”, le quattro tracce contenute di “Change the world” sono state registrate presso il suo studio di casa durante il lockdown. Alle canzone della prossima pubblicazione dell’81enne artista britannico hanno collaborato diversi artisti come Joseph Williams e Steve Lukather dei Toto per il singolo “Let’s change the world”. Linda Perry e Trombone Shorty, invece, hanno fatto squadra con l’ex Beatle per “Coming undone”, mentre il pezzo “Just that way” è stato scritto insieme a Bruce Sugar e Joe Walsh degli Eagles ha offerto il suo contributo per la cover di “Rock around the clock”.

Grazie alle collaborazioni incluse in “Change the world”, i quattro brani del disco abbracciano generi e sonorità diversi, spaziando tra il pop, il country, il reggae e il rock and roll. “Il reggae è un genere che mi è sempre piaciuto”, ha spiegato Ringo Starr parlando - per esempio - di “Just that way” . Ha aggiunto: “Non sono qui per essere torturato, sono qui per divertirmi e suonare con bravi musicisti e stare insieme, per questo mi piace il reggae”.

Fin dal titolo dell’Ep emerge la visione del musicista e il suo attivismo. Qual è, quindi, la sua visione per cambiare il mondo, cosa gli ascoltatori dovrebbero trarre dal disco? “Gioia e l’espressione ‘Change the world’, dobbiamo farlo per i nostri ragazzi”, ha spiegato Ringo Starr: “Mi piacerebbe cambiare il mondo per loro. A volte mi chiedo: i politici hanno figli? Loro dovrebbero darsi da fare per ogni parte del mondo”.

“I Beatles hanno cambiato la storia della musica”

Nella riflessione sui generi e le collaborazioni che caratterizzano “Change the world” si inserisce durante l’incontro con la stampa su Zoom una parentesi sull’importanza dei Beatles per la storia della musica. Secondo Ringo Starr, infatti, il quartetto di Liverpool non ha semplicemente cambiato la storia del rock. “Non direi che i Beatles hanno cambiato la storia del rock. Penso che abbiano cambiato la storia della musica”, ha raccontato il musicista. Ha aggiunto: “Una delle cose più grandi che hanno fatto i Beatles è stata scrivere e suonare le proprie canzoni”. E ancora: “I Beatles sono ancora in circolazione e la musica è bella e valida ancora oggi. Abbiamo lavorato molto duramente e, ovviamente, avevamo delle belle canzoni”.

Il prossimo mese di novembre debutterà su Disney+, in tre puntate di due ore ciascuna, il documentario “The Beatles Get Back” diretto da Peter Jackson e dedicato alle lavorazioni dell’album dei Fab Four “Let it be”, che include anche l’esibizione della band sulla terrazza della Apple a Savile Row a Londra. “Dura sei ore e mezza”, ha spiegato Ringo Starr a proposito del progetto. E ancora: “Abbiamo reperito 56 ore di materiale inedito delle riprese originarie, realizzata da Michael Lindsay-Hogg. Abbiamo avuto la fortuna che Peter Jackson abbia accettato”. Ha aggiunto: “Il documentario include anche la registrazione di quel concerto che facemmo sul tetto, fantastico. C’è un momento in cui si sente Paul dire: ‘Chi vuole suonare dal vivo?’. E si sente io rispondere: ‘Io lo voglio’. Come Beatles potevamo andare in Turchia o alle Hawaii, invece andammo dall’altra parte della strada”. E ancora: “Nel documentario ci si vede come band lavorare davvero duramente e attraversare gli alti e i bassi per arrivare dove siamo arrivati. Peter Jackson è il nostro eroe. Ha fatto un ottimo lavoro. Il concerto sul tetto è lungo, credo, 43 minuti. È molto bello”.

In ricordo di Charlie Watts e John Bonham 

Durante l’incontro su Zoom con la stampa Ringo Starr ha anche dedicato un ricordo a Charlie Watts. Omaggiando il compianto batterista dei Rolling Stones, scomparso lo scorso 24 agosto, l’ex Beatle ha raccontato ai giornalisti un aneddoto che lo vede protagonista insieme proprio a Watts e a John Bonham, il leggendario addetto ai tamburi dei Led Zeppelin morto nel 1980.

“Charlie era una persona fantastica, e aveva una band molto più difficile della mia da tenere insieme”, ha detto scherzando Ringo Starr, prima di raccontare un ricordo per lui speciale legato a Charlie Watts: “Vivevamo vicini, a Londra, e uscivamo spesso o ci incontravamo alle cene o ai concerti”. Ha poi narrato:

“Diedi una festa negli anni ’70 e avevo una batteria. Vennero Charlie e John Bonham, e alla fine eravamo tre batteristi che si divertivano. Bonham si è messo alla batteria, che però non era stabile come su un palco. Così, mentre John suonava, io e Charlie tenevamo ferma la batteria. Se avessimo potuto filmare come adesso quella scena, sarebbe stato un video virale su TikTok. Ma negli anni '70 non era permesso fare foto a casa mia durante una fesra. Ma ho sempre pensato che sarebbe stato un grande momento da riprendere in video. Ci mancherà Charlie. Era un grande essere umano”.

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