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Genesis, "Nursery Cryme" ha 50 anni. La storia dell'album

"Nursery Cryme", il terzo album in studio dei Genesis, è uscito il 12 novembre del 1971, 50 anni fa. Lo abbiamo raccontato canzone per canzone.
Genesis, "Nursery Cryme" ha 50 anni. La storia dell'album

NURSERY CRYME

Pubblicato il 12 novembre 1971
Registrato da David Hentschel ai Trident Studios di Londra nell’agosto 1971 (Tape Jockey: Mike Stone)
Prodotto da John Anthony
Copertina di Paul Whitehead ispirata a "The Musical Box"
Tony Banks: organo, mellotron, piano, piano elettrico, chitarra a 12 corde, voce
Michael Rutherford: basso, bassi a pedale, chitarra a 12 corde, voce
Peter Gabriel: voce solista, flauto, grancassa, tamburello


Steve Hackett: chitarra elettrica, chitarra a 12 corde
Phil Collins: batteria, voce, percussioni, voce solista su "For Absent Friends"

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Poco dopo la fine delle registrazioni di "Trespass", Anthony Phillips decide di lasciare il gruppo.

Phillips: “Mi ero beccato una broncopolmonite e una mononucleosi, viaggiando su mezzi scalcagnati e dormendo nei sacchi a pelo sui pavimenti delle hall dove facevamo i concerti. Al tempo stesso, cominciai a sviluppare una fobia da palcoscenico, col terrore di sbagliare o non ricordare le mie parti”. L’abbandono getta nello sconforto i compagni. Banks: “Ant era il nostro membro chiave all’epoca. Pensai che fosse finita e quando lasciò, là per là, me ne andai anch’io. Poi mi resi conto che bisognava provare ad andare avanti. Ma suggerii di cercare anche un batterista”.
Per reclutare i nuovi membri Tony Stratton-Smith, il boss della Charisma, pubblica un annuncio sul “Melody Maker”. Il primo ad assicurarsi il posto è Philip David Charles Collins, che ha già avuto varie esperienze artistiche (nella pubblicità e nel teatro), tra cui un album con i Flaming Youth, "Ark 2". Il nuovo batterista esordisce sul palco a ottobre in formazione a quattro, con Tony costretto a suonare tutte le parti solistiche applicando un fuzz al piano elettrico (artifizio che utilizzerà fino a "Wind & Wuthering"). 
Il 14 novembre 1970 il gruppo fa la prima apparizione televisiva (purtroppo irrime diabilmente perduta dagli archivi della BBC), mimando in playback "The Knife" nel programma "Disco Two". Al tempo nella formazione vi è il chitarrista temporaneo
Mick Barnard, che resta con la band alcune settimane prima di lasciare il posto al nuovo titolare: Stephen Richard Hackett, proveniente dai Quiet World, che hanno appena pubblicato l’album "The Road".

I nuovi arrivati elevano indubbiamente il tasso tecnico della band: Collins è un fior di batterista, sicuramente il musicista più istintivo dei cinque. Inoltre, è dotato di un’ottima voce, è molto bravo con gli arrangiamenti e anche la persona più aperta, in contrapposizione agli atteggiamenti ancora un po’ aristocratici degli ex allievi della Charterhouse. Pur se meno creativo di Ant alla chitarra a 12 corde, Hackett dispone di tecnica superiore alla chitarra elettrica e solista e un’indole sperimentale in grado di apportare ulteriori miglioramenti alla musica dei Genesis.
Da marzo a maggio del 1971 i cinque si ritrovano alla Luxford House, la casa in stile Tudor del XVI secolo di Tony Stratton-Smith, per comporre nuovo materiale che poi vanno a registrare negli studi Trident. 

"Nursery Cryme" è un album inglese fino al midollo, a cominciare dal titolo, che trasforma una “nursery rhyme” (filastrocca per bambini) nell’infanticidio raccontato nel brano portante "The Musical Box".

Brano a cui si ispira anche la copertina, un altro capolavoro affidato ai pennelli di Paul Whitehead: la bambina Cynthia brandisce ancora la mazza da croquet con cui ha appena staccato la testa all’amichetto Henry, ma nella cover ci sono riferimenti anche ad altre canzoni, oltre che alla Charterhouse: l’oste che minaccia di lanciarsi dal tetto ("Harold The Barrel"), il cimitero ("For Absent Friends"), l’artemisia gigante ("The Return Of The Giant Hogweed"). Il tutto arricchito dal logo della band a tutt’oggi più celebrato, sempre opera di Whitehead, ispirato dal lettering usato su una vecchia lattina di cacao dell’era vittoriana.

Soprattutto, con questo disco i Genesis dimostrano di essere riusciti, sia pure a fatica, a sopravvivere alla fondamentale defezione di Anthony Phillips. Ma stranamente la stampa inglese si mostra alquanto freddina e le vendite non vanno bene.
Banks: “Mi convinsi che non c’era stato alcun progresso rispetto a 'Trespass' e non a caso 'The Musical Box' e 'Fountain Of Salmacis', i pezzi migliori, risalivano a session con Ant. Con lui, se n’era andata tutta l’esperienza”.
Per fortuna, altri paesi europei cominciano a interessarsi al gruppo: dopo aver ottenuto il primo posto nelle classifiche del Belgio, è proprio l’Italia ad attribuire ai Genesis la patente di artisti di primissimo piano.

Il testo è tratto da "Genesis - Tutti gli album tutte le canzoni" di Mario Giammetti, pubblicato da Il Castello, per gentile concessione dell'editore.

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