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Pink Floyd, i 50 anni di “Meddle”: la storia di "Echoes" (4)

“Meddle” dei Pink Floyd è stato pubblicato il 31 ottobre del 1971. Per celebrarne il cinquantesimo compleanno lo presentiamo canzone per canzone.
Pink Floyd, i 50 anni di “Meddle”: la storia di "Echoes" (4)

Il mixaggio della canzone fu completato il 27 agosto 1971: sui nastri master di Abbey Road il titolo era ancora indicato come "The Return Of The Son Of Nothing" ed erano scritte anche le varie sezioni strumentali denominate "Bubble Bee Section",
"Train Section", "Gull Sounds" (chitarra) e "Rooks Fx, Bumble Bee Bass" e infine "Organ Drone". Fra le trovate più fruttuose svetta la registrazione al contrario della batteria iniziale, una tecnica che proveniva direttamente dal repertorio in studio dei Beatles.
"Echoes" entrò di diritto nelle scalette dal vivo dei Pink Floyd fino al 1975.

In alcune occasioni Roger Waters si divertì a presentare la suite con titoli diversi, per gustare la reazione del pubblico quando avrebbe riconosciuto il “ping” di apertura: a Böblingen il 15 novembre 1972 il brano fu presentato come "Looking Through The Knotholes In Granny’s Wooden Leg", mentre a Francoforte il 16 novembre 1972 fu chiamato "The March Of The Dambastards". Il programma dei concerti al Rainbow Theatre di Londra del 1972 indica che Waters avrebbe voluto usare il titolo "We Won The Double", in onore della squadra calcistica dell’Arsenal (di cui il bassista è acceso sostenitore), per la prima volta vincitrice di Campionato e Coppa di Inghilterra nella medesima stagione, 1970-1971.

Novità anche dal lato strumentale: nelle tournée del 1974-1975 la suite fu addolcita dalla presenza di Dick Parry al sax e dalle voci delle coriste. Poi un lungo vuoto sino al 1987, quando i Floyd senza Waters riproposero la traccia in una manciata
di concerti nelle prime date americane del tour di "A momentary lapse of reason". Le ultime esecuzioni del brano risalgono all’"On an island tour" di David Gilmour del 2006: l’emozionante duetto vocale e musicale con Richard Wright è forse la più bella performance del tastierista prima della sua prematura scomparsa.

Anche il cinema si è avvalso delle note di "Echoes": fu utilizzata nella versione completa per accompagnare la scena finale del documentario surfistico "Crystal Voyager" del regista australiano David Elfick, pubblicata u!cialmente su DVD nel 2003.

Il film, scritto e narrato dall’americano campione di surf George Greenough e realizzato nel 1973, conobbe un grande successo in Australia e successivamente tenne banco per sei mesi a Londra, dove incassò più di centomila sterline. Uscì negli Stati Uniti solo nel dicembre 1975. La colonna sonora del film è stata pubblicata su 33 giri in Australia nel 1973, sotto i nomi di G. Wayne Thomas e della Crystal Voyager Band: non vi compare però la traccia dei Pink Floyd. La suite fu usata nella pellicola in cambio della possibilità da parte della band di utilizzare il filmato per accompagnare la canzone durante i concerti; anni dopo, nel tour 1987- 1989, il filmato fu impiegato durante l’esecuzione di "The Great Gig In The Sky".

Da ultimo accenniamo a un’annosa diatriba con il compositore Andrew Lloyd Webber, reo di essersi ispirato un po’ troppo a una sezione di "Echoes" nel suo "Phantom Of The Opera". Molti hanno obiettato che la scala oggetto della disputa è una progressione di note molto usata in musica, dando poco credito alle rivendicazioni del bassista; non mancarono però vere e proprie bordate, come testimoniano queste dichiarazioni di Waters: “È interessante vedere come ci abbia fregato una parte di 'Echoes' per metterla all’inizio di 'Phantom Of The Opera'. Rimasi sbalordito da quanto facesse schifo quel brano. Sapevo che era davvero un musicista della domenica ma nemmeno nei miei incubi peggiori avrei immaginato che esistesse qualcosa di così tremendo”. Oppure, tanto per gradire: “Credo che la vita sia troppo breve per preoccuparsi di fare causa ad Andrew Lloyd Webber, il coglione”.

I testi sono tratti dal libro di The Lunatics “Pink Floyd. Il fiume infinito”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione degli autori e dell’editore; al libro rimandiamo per la presentazione delle canzoni di tutti gli altri album del gruppo.

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