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Pink Floyd, i 50 anni di “Meddle”: la storia di "Seamus"

“Meddle” dei Pink Floyd è stato pubblicato il 31 ottobre del 1971. Per celebrarne il cinquantesimo compleanno lo presentiamo canzone per canzone.
Pink Floyd, i 50 anni di “Meddle”: la storia di "Seamus"

Seamus (Waters, Wright, Mason, Gilmour) - 2:15


Storie di vita quotidiana e squarci di normalità domestica lontani anni luce dall’iconogra!a rock tradizionale.

In questo senso la vicenda del cane Seamus diverte proprio per la sua semplicità: fu Steve Marriott, all’epoca cantante e chitarrista degli Humble Pie, a chiedere a David Gilmour di occuparsi del suo fido amico a quattro zampe. Giusto per il tempo di recarsi con la band negli States per il tour americano del gruppo. Era l’agosto del 1971; il chitarrista dei Floyd e la fidanzata Jenny Roff erano appena rientrati dalle vacanze in Marocco: accogliendo le richieste di Marriott la coppia tornò nell’appartamento di Richmond Mansions in Earls Court Square, dove Gilmour viveva dal 1969, con il nuovo ospite scodinzolante. In realtà non era la prima volta che a Seamus capitava di essere accudito dagli amici Pink Floyd: infatti è ritratto in una fotogra!a del 1969 in compagnia di Syd Barrett.

Il dog sitter David Gilmour pensò di portarlo in studio durante le incisioni di "Meddle" e rivelò al gruppo che il fido animale aveva particolari doti canore. Il cane infatti reagiva agli acuti e ai suoni alti con guaiti e ululati, dando la divertente impressione di saper seguire la musica con una certa scioltezza. Coinvolgere Seamus in un brano del nuovo album parve a tutti un’idea davvero divertente: già anni prima la band aveva assistito a una travolgente performance dei Giant Sun Trolley all’UFO Club con un cagnolino protagonista di un duetto con il sassofonista Dave Tomlin. John Leckie, tecnico del suono agli Air Studios: “È stato davvero spassoso. Quando Dave suonava l’armonica il cane cominciava a ululare; devo ammettere che sono rimasto sorpreso di sentire che la canzone sia finita sull’album”.

Il brano è un semplice blues dotato di un testo poco pretenzioso; fra accordi e svisature di armonica a bocca si collocano i guaiti di Seamus, in un bizzarro esperimento che alla fine ebbe un risultato così così.

Gilmour: “Trovavamo Seamus divertente ma forse sarebbe stato meglio mettere il pezzo in un altro album, perché non credo che apparisse altrettanto divertente agli altri”. Del brano esiste un’unica versione live, rivisitata, registrata a Parigi nel dicembre 1971 nel corso delle sedute francesi che sarebbero confluite nel film "Pink Floyd Live At Pompeii" di Adrian Maben. Sprovvisti dei contributi “canori” di Seamus, i Pink Floyd si affidarono all’ugola della dolcissima e splendida “Mademoiselle” Nobs, un levriero russo (che prese per l’occasione il nome del cane del regista) di proprietà di Madonna Bouglione, figlia del direttore circense Joseph Bouglione.

"Seamus" è stata pubblicata in Giappone come lato B del singolo "One Of These Days". Le note della canzone e i relativi ululati risuonano anche al cinema: è stata infatti utilizzata nella colonna sonora del film di Tom Stoppard del 1990 "Rosencrantz e Guildenstern sono morti".


I testi sono tratti dal libro di The Lunatics “Pink Floyd. Il fiume infinito”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione degli autori e dell’editore; al libro rimandiamo per la presentazione delle canzoni di tutti gli altri album del gruppo.

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