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Pink Floyd, i 50 anni di “Meddle”: la storia di "One of these days"

“Meddle” dei Pink Floyd è stato pubblicato il 31 ottobre del 1971. Per celebrarne il cinquantesimo compleanno lo presentiamo canzone per canzone.
Pink Floyd, i 50 anni di “Meddle”: la storia di "One of these days"

One Of These Days (Waters, Wright, Mason, Gilmour) 

È l’apertura di "Meddle", prima traccia del lato A, e a conti fatti sono appena due note, sulla scia di quella "Careful With That Axe Eugene" che con una sola nota di basso era stata capace di entusiasmare gli ascoltatori.

Le analogie con la famosa canzone dell’urlo si fanno ancora più evidenti considerando la struttura dei brani e le tematiche loro correlate: introdotta e conclusa dal rumore del vento, "One Of These Days" si sviluppa attraverso un inizio strumentale basato su un giro di basso che crea il ritmo giocando con gli effetti eco, passa attraverso una fase centrale che sembra rallentarne il tiro e poi accenna a tetri orizzonti squarciati a colpi di ascia con la sinistra frase “One of these days I’m going to cut you into little pieces”. .
Segue una vigorosa esplosione sonora a ritmo tambureggiante, con la chitarra slide a insinuarsi fra le ottave più alte; infine la chiusura, a riagganciarsi circolarmente all’incipit.

Gilmour: “Il Binson era un sistema di delay italiano. Era strano perché non usava loop su cassetta ma un disco di metallo; produceva effetti eco stupendi che non erano assolutamente ottenibili da qualsiasi altro apparecchio inventato fino a quel momento. 'One Of These Days' è nata grazie ai miei esperimenti col Binson, come anche 'Echoes'. Un giorno Roger decise di provare sul basso le tecniche che stavo sviluppando. Ottenne un riff di base sul quale tutti abbiamo poi lavorato tramutandolo nel brano 'One Of These Days'. Nel pezzo di apertura ci siamo io e Roger al basso, poiché
avevamo deciso che ci sarebbe stata una doppia traccia con questo strumento. Si può sentire dallo stereo. Il primo basso sono io, mentre nella battuta successiva Roger entra dall’altro lato dello stereo. Non avevamo un set di corde di riserva per il basso
di scorta, per cui il secondo basso ha un suono lieve. Mandammo un roadie a comprare altre corde ma lui ne approfittò per farsi un giro dalla sua ragazza”. 

Gilmour allude al comportamento superficiale di un collaboratore di studio; la vicenda, che all’epoca fece infuriare la band, viene simpaticamente raccontata da Nick Mason nel libro "Inside Out": “Uno dei bassi aveva bisogno di corde nuove e così mandammo uno dei
ragazzi nel West End a comprarle.

Scomparve per tre ore, durante le quali ultimammo le registrazioni usando le vecchie corde. Quando arrivò, sospettammo che fosse andato a trovare la sua ragazza, che lavorava in un negozio di abbigliamento: le sue proteste di innocenza furono smentite dai pantaloni nuovi di zecca che indossava”.
Ancora Gilmour: “Per la parte centrale ci trovammo tra le mani un’altra novità tecnologica: un amplificatore H&H con la vibrazione, che impostai più o meno allo stesso ritmo dell’eco; ma l’eco superava di 3/4 il ritmo, mentre la vibrazione andava a tempo. Mi limitai a suonare il basso sopra tutto costruendo un piccolo pezzo parallelo, sul quale ci soffermammo un po’ per poi modificarlo. Camuffammo poi le giunzioni del nastro con il suono dei piatti”. 

Al minuto 3:02, in piena sezione centrale, si sente una citazione del tema dalla sigla di "Doctor Who", noto telefilm di fantascienza trasmesso dalla BBC a partire dal 1963. Scritta dal compositore
australiano Ron Grainer e incisa da Delia Derbyshire ai BBC Radiophonic Workshop nello stesso anno, si può definire uno dei primi esempi di musica elettronica.
La minaccia di fare letteralmente a pezzettini ha un bersaglio ben preciso: il logorroico Dj radiofonico di BBC Radio 1 Jimmy Young, indigesto al gruppo proprio a causa della sua ridondanza nel parlare.

La frase, cantata in falsetto da Nick Mason, poi riprodotta a velocità rallentata, è in realtà un classico esempio di umorismo in stile Floyd, spesso non colto da ascoltatori superficiali. .
John Leckie: “Nick si avvicinò con un sacco di idee folli. È sua la voce passata attraverso un modulatore ad anello che si sente in 'One Of These Days'”. Non è l’unica stranezza vocale nella storia del gruppo ma certo la più famosa. Prima di inserire sulla traccia la voce camuffata di Nick Mason, la band aveva provato a sovraincidere quella di Jimmy Young; i fastidiosi “deliri” radiofonici del Dj avrebbero ispirato Waters e compagni anche per l’introduzione della futura "Raving And Drooling" del 1974.

L’esordio dal vivo di "One Of These Days" avviene in uno show per BBC Radio 1 il 30 settembre 1971, in una versione di 7:19 pubblicata in "The early Years 1965-1972".

È stata eseguita da Roger Waters nel tour 2016-2018 e da David Gilmour nel 2016, la cui versione registrata dal vivo nell’anfiteatro di Pompei è contenuta nel CD/DVD "David Gilmour Live at Pompeii". A pochi giorni di distanza i Pink Floyd replicarono l’esecuzione nell’arena di Pompei per le riprese del film concerto "Pink Floyd Live At Pompeii" diretto da Adrian Maben, per poi debuttare davanti al pubblico a Bradford il 10 ottobre 1971. La canzone restò in scaletta fino ai concerti del 1973, per essere poi riesumata a partire dagli anni ’80. In alcuni concerti è stata annunciata come "One Of These Days I’m Going To Cut You Into Little Pieces".
Della canzone esiste un filmato di animazione realizzato nel 1972 dal regista Ian Emes, lo stesso del video animato di "Time", intitolato "French Windows" e proiettato sullo schermo circolare della band durante i concerti francesi del 1974. Il filmato fu
inserito in una pellicola intitolata "Fantastic Animation Festival", distribuita nel 1977.
Nel 2016 è stato pubblicato nel box "The early Years 1965-1972.

I testi sono tratti dal libro di The Lunatics “Pink Floyd. Il fiume infinito”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione degli autori e dell’editore; al libro rimandiamo per la presentazione delle canzoni di tutti gli altri album del gruppo.

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